Birra dell’Anno 2020: numeri, ringraziamenti e foto

Questo è il consueto post che segue sempre Birra dell’Anno, dove metto a confronto i risultati con gli anni precedenti, racconto due cosine dei giorni a Rimini e pubblico le foto.

Birra dell’Anno 2020

Per prima cosa il concorso è cresciuto ancora rispetto all’anno scorso: il 8% di birre in più. Una crescita di tutto rispetto ci informa Unionbirrai, però più modesta rispetto all’edizione precedente in cui il balzo era stato del venti percento. Quest’anno sono state iscritte 2145 birre provenienti da 302 birrifici; anche qui una considerazione al volo: le birre sono state molte di più, tuttavia i birrifici sono calati ancora. Le birre in gara sono state divise in 42 categorie e sono state giudicate da 108 giudici internazionali, tra ancora una volta cui la sottoscritta. Di seguito lo specchietto con le scorse edizioni di BdA. Per i nerd della birra più incalliti ecco lo schema con tutti i vincitori del titolo Birrificio dell’Anno nella storia del concorso.

Anno Birre Birrifici Giudici Categorie
2020 2145 302 108 42
2019 1994 327 102 41
2018 1650 279 84 41
2017 1367 279 72 29
2016 1148 200 60 26
2015 820 150 42 26
2014 621 123 40 26
2013 556 106 34 24
2012 448 85 32 20

La giuria

È sempre un grande piacere e un onore partecipare alla giuria di Birra dell’Anno. Al di là della gara, per me è un importante momento di confronto, nonché un’insostituibile occasione didattica.

Partecipare a una giuria così importante, con tutto quello che comporta, non solo in termini di competenze tecniche, ma anche per quanto riguarda la gestione dello stress e il mantenimento della concentrazione per lunghi periodi, è un training nodale per noi degustatori. Dunque ringrazio con tutto il cuore Unionbirrai, Simone Monetti e il presidente di giuria Lorenzo Dabove Kuaska per avermi invitata ancora una volta a far parte del concorso birrario più prestigioso d’Italia.

Come funziona BdA

I concorsi non sono mai perfetti, si sa. Tuttavia Birra dell’Anno riesce a dare uno spaccato piuttosto fedele della situazione birraria nazionale. A Birra dell’Anno gli assaggi avvengono alla cieca, le birre vengono portate ai tavoli già “sbicchierate”, raggruppate in base alle 42 categorie. Sta a ciascun birrificio artigianale decidere se partecipare o no, e poi scegliere quali birre inviare e in quali categorie collocarle.

Questo meccanismo elimina sia l’effetto simpatia o meno di marchio e/o birraio, sia l’hype del momento, elementi che in altre competizioni pesano di più. A Birra dell’Anno l’assaggio è anonimo; il giudice valuta solo basandosi sulle due dita di birra contenute nel suo bicchiere.

Classifica

Tutte le birre premiate

La classifica di BdA2020 ha premiato il birrificio Ritual Lab che se l’è giocata fino all’ultimo con CRAK. Quest’ultimo ha preso un numero maggiore di medaglie, ma concentrate nelle stesse categorie. Come ogni anno la premiazione ha confermato le eccellenze che conosciamo, la cui qualitàè indiscutibile ed emerge in qualsiasi situazione.
Inoltre hanno trovato spazio un discreto numero di birrifici che di solito non si collocano al centro della scena artigianale italiana. Birrifici meno conosciuti che trovano nel concorso di Unionbirrai un palcoscenico ideale per per farsi conoscere da un pubblico più ampio.

I microbirrifici italiani sono spesso realtà così minuscole e geolocalizzate che diventa necessario un appuntamento come Birra dell’Anno per mischiare le carte sulla tavola della scena birraria e aumentare la visibilità delle aziende. Dalla classifica dei vincitori di quest’anno sono usciti tanti birrifici che non conosco e che conto di assaggiare in futuro.

BeerAttraction

Birra dell’Anno di svolge all’interno di BeerAttraction che è sempre più in forma. Non è un festival, ma una fiera di settore, dunque enorme, comprendente tutto il comparto birra.

I puristi dell’artigianale a volte storgono un po’ il naso per questo contatto stretto con realtà birrarie più industriali e commerciali. Invece io sono convinta che questi momenti di commistione siano importantissimi perché danno l’occasione al mondo artigianale di incontrare un pubblico più ampio e magari trovare nuovi sbocchi, in termini sia di gradimento del pubblico, sia di occasioni di mercato.

Bicchieri

Quest’anno abbiamo avuto ancora una volta i bicchieri di plastica che creano sempre tante polemiche. Mi piacciono? No, per niente. Però capisco i motivi organizzativi per una scelta del genere. Come l’anno scorso, i bicchieri erano piccoli e bassi ed è stato più difficile lavorarci. Come scrissi l’anno scorso, niente di drammatico. Se i degustatori sono preparati e le condizioni di partenza – sebbene sfigate – sono le stesse per tutte le birre, la gara sarà lo stesso equilibrata. E così è stato.

Le foto di #bda2020 e Beer&Food Attraction

E ora la consueta galleria immagini. Come al solito qui ne metto solo una piccola selezione, tutto il resto è sull’album online che è pieno zeppo di foto, birrai e personaggi!

 

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Francesca Morbidelli

Mi chiamo Francesca Morbidelli, sono tra i fondatori della Pinta Medicea. Dal 2007 scrivo di birra su questo blog e ne gestisco le varie emanazioni social. Sono docente e giudice in concorsi birrari da un decennio, e collaboro sia con MoBI che con Unionbirrai. My beer resume (in English). Amministratrice del sito de La Pinta Medicea: francesca [at] pintamedicea.com - Twitter: @pintamedicea e @storiediweb

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