Qual è la differenza tra Birra dell’Anno e Birraio dell’Anno?

I primi due mesi dell’anno sono decisivi per il mondo della birra artigianale italiana. È il periodo, infatti, in cui si svolgono le principali competizioni del settore da cui escono fuori le migliori birre, birrificio e birraio del Paese.

Quali sono i concorsi birrari più importanti d’Italia?

Sono 2 e hanno nomi simili, al punto che chi non è proprio dentro l’ambiente a volte tende a confonderli; sto parlando di Birra dell’Anno e Birraio dell’Anno. Vediamo come funzionano.

Birraio dell’Anno

Comincio da Birraio dell’Anno perché è il primo in ordine cronologico; di solito, infatti, si svolge alla metà di Gennaio. Lo organizza dal 2009 Fermento Birra, lo storico blog di settore, che sceglie un centinaio di esperti italiani e gli chiede di stilare la lista dei birrai che, nell’anno appena trascorso, secondo loro hanno lavorato meglio. Alla fine ne ricava la classifica complessiva dei migliori artigiani della birra secondo la selezione di esperti chiamati a decidere. La rosa dei migliori 20 piazzamenti viene resa pubblica in anticipo. Durante la premiazione, invece, viene svelata la top 5 e contemporaneamente proclamato Birraio dell’Anno il numero uno.
Da due/tre anni la cerimonia di premiazione viene fatta a Firenze, accompagnata da un festival di tre giorni molto interessante perché vi partecipano i 20 finalisti con le loro birre. È l’occasione per conoscere i migliori artigiani della birra in Italia, assaggiare novità e grandi classici.
Nell’ambito di Birraio dell’Anno viene nominato, più o meno con lo stesso criterio, anche il miglior Birraio Emergente, ovvero l’artigiano che fa questo mestiere da meno di due anni.

Birra dell’Anno

A Febbraio ci spostiamo a Rimini per Birra dell’Anno. Dal 2005 è il concorso birrario più prestigioso, promosso e organizzato da Unionbirrai, l’Associazione di categoria a tutela dei microbirrifici italiani. Per tradizione si svolge a Rimini Fiera, in concomitanza di BeerAttraction, importante fiera di settore che ha cambiato nome e formula svariate volte nel corso degli anni; per fare mente locale, ci basti ricordare che nelle prime edizioni si chiamava Pianeta Birra.
A Birra dell’Anno si premiano le migliori birre italiane suddivise in categorie (quest’anno ben 41) che tendono a raggruppare gli stili canonici. Qui sono i microbirrifici a scegliere se partecipare e quali birre iscrivere al concorso.
La degustazione è affidata a una giuria di esperti italiani e stranieri che si ritrova a Rimini per una due giorni di assaggi alla cieca. I giurati vengono divisi in vari panel e degustano le birre divise per categorie, senza sapere chi le ha prodotte. Per ciascuna categoria in gara viene fatto un podio: primo, secondo e terzo classificato.
Ma non finisce qui. In base risultati ottenuti nelle singole categorie, viene infine nominato il Birrificio dell’Anno, ossia quello che si è portato a casa i migliori piazzamenti sui vari podi.

Alcune considerazioni

Perché in concorsi sono importanti? Lo sono per tanti motivi. In primo luogo perché direzionano i consumi. I vincitori hanno un vantaggio commerciale importante e ritorno pubblicitario. Nel caso di Birra dell’Anno, le birre vincitrici possono applicare sulle bottiglie un bollino con l’indicazione del premio ricevuto. Sembra una cosa da niente, invece sono tantissime le persone che scelgono di acquistare la birra perché ha vinto un premio, anche solo per curiosità. Inoltre conviene partecipare a Birra dell’Anno per avere un feedback sulla propria produzione. Anche Birraio dell’Anno, nonostante abbia una formula diversa, è un bel banco di prova per il produttore: essere nella rosa dei venti finalisti è un gran riconoscimento, per non parlare del ritorno d’immagine e commerciale del vincitore.

Quali sono i punti deboli di entrambi i concorsi? Come ha detto Kuaska nel suo discorso di fine anno: “partecipare a un concorso è anche mettersi nelle mani di Dio”.  Il Maestro ha ragione, la perfezione non esiste ed entrambe le gare hanno dei punti deboli. Il problema di Birraio dell’Anno è che si tende a conoscere meglio le birre locali; ciascun giurato fa la lista in base a criteri suoi personali, ed è inevitabile che si basi sui birrifici che conosce meglio e che gli piacciono di più; non gli sono richieste visite in birrificio, né assaggi delle birre.
Invece l’accesso a Birra dell’Anno richiede un’iscrizione per ciascuna birra: le etichette in gara sono scelte e inviate dal birrificio. Nemmeno in questo caso la panoramica è esaustiva, perché ci sono birrifici, anche significativi, che per i più svariati (e rispettabili) motivi scelgono di non partecipare. A Birra dell’Anno gli assaggi avvengono alla cieca, così non di rado ci sono sorprese nei risultati ed è più facile scoprire nuovi talenti birrari. Allo stesso tempo, però, questa formula può rivelarsi a doppio taglio, specialmente per un birrificio già affermato.

Quando e dove?

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Pinta Medicea

Mi chiamo Francesca Morbidelli, sono tra i fondatori della Pinta Medicea. Dal 2007 gestisco e scrivo di birra artigianale su questo sito. Sono docente e giudice in concorsi birrari da quasi un decennio, e collaboro sia con MoBI che con Unionbirrai. Amministratrice del sito de La Pinta Medicea: francesca [at] pintamedicea.com - Twitter: @pintamedicea e @storiediweb

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