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Tilray acquisisce BrewDog per 33 milioni di sterline

Il gruppo statunitenseTilray Brandsacquisisceuna grossa fetta del mondoBrewDoge, diciamo noi, a un prezzo stracciato. La transazione riguarda il brand globale, la relativa proprietà intellettuale, le attività produttive nel Regno Unito e un portafoglio di 11 brewpub tra Regno Unito e Irlanda. Una fetta che comprende punti vendita strategici come Birmingham, Canary Wharf, Dogtap Ellon, Dublino, Edinburgh DogHouse, Lothian Road, Manchester, Paddington, Seven Dials, Tower Hill eWaterloo. Gli altri pub in UK saranno chiusi. Dicevamo nel titolo 33milioni di sterline, poco se consideriamo che non tanto tempo fa il gruppo era valutato ben 2 miliardi.

Pochi giorni fa, proprio prospettando questo scenario, su questo blog si analizzavano i segnali di una possibile cessione e, più in generale, la fase di transizione che sta attraversando il BrewDog. In quell’articolo,BrewDog in vendita: il futuro del birrificio che fu punk, si ricostruivano le tappe della parabolaBrewDog, dagli inizi all’ascesa globale, le difficoltà operative, gli scandali, fino all’ipotesi concreta di ingresso di nuovi investitori o di una vendita anche parziale (come si è verificato).

Vendita parziale perché le attività BrewDog negli Stati Uniti e in Australia saranno oggetto di un accordo separato, che le parti prevedono di finalizzare entro circa 30 giorni. Le attività incluse nell’operazione principale potrebbero generare ricavi annui intorno ai 200 milioni di dollari, con un margine operativo lordo stimato tra 6 e 8 milioni. Tilray punta a riportare BrewDog a una crescita stabile e a un flusso di cassa positivo a partire dall’esercizio fiscale 2027, grazie a una gestione più efficiente e all’integrazione operativa delle strutture e dei processi all’interno del gruppo.

La strategia beverage di Tilray

Fondata nel 2013 e quotata al Nasdaq, Tilray è nota soprattutto per il business legato allacannabis, che oggi rappresenta circa il 30% del suo fatturato. Negli ultimi anni però il gruppo si è allargato nel beverage, acquisendo diversi marchi negli Stati Uniti da AB InBev. Nel 2024 ha siglato un accordo con Molson Coors per rilevare quattro birrifici. Più di recente ha annunciato una collaborazione produttiva con Carlsberg negli USA e dunque altri marchi in carniere. Tilray possiede tantissimi marchi nel settore beverage, non solo birrifici, alcuni dei quali sono visibili sul sito ufficialetilray.com.

Con l’ingresso diBrewDog, la piattaforma beverage globale di Tilray dovrebbe toccare i 500 milioni di dollari di ricavi annui, contribuendo a portare il fatturato complessivo verso 1,2 miliardi su base annualizzata.

Bottiglia di Punk IPA al Conad sotto casa.
Qui il mondo punk e rivoluzionario del birrificio nato nelgaragedi due amici accomunati dalla stessa passione è ormai un lontano ricordo. Non da oggi, però. BrewDog è un marchio internazionale e mainstream da tempo: quell’independentche si legge sull’etichetta, secondo i canoni delle birre artigianali italiane, da anni è ormaiun ricordo. Nella foto, una bottiglia di Punk IPA, regolarmente disponibile al Conad sotto casa, fotografata un paio di giorni fa.

Le difficoltà di BrewDog

Ripercorriamo brevemente la storia di BrewDog anche se l’abbiamogià fattopochi giorni fa. Fondato nel 2007 da James Watt e Martin Dickie, BrewDog è stato tra i motori della rivoluzione craft britannica e poi globale. Negli ultimi anni però la crescita si è scontrata con una realtà complessa, come del resto è accaduto a tanti altri birrifici artigianali. Nel 2024 l’azienda ha registrato una perdita di oltre 34 milioni di sterline, un miglioramento rispetto ai meno quasi 63 milioni dell’anno precedente, ma ancora significativa. La società aveva così incaricato AlixPartners di valutare opzioni strategiche per rimettere in piedi BrewDog, inclusa la vendita.

Non sono mancate tensioni interne, proteste sindacali e timori tra i piccoli azionisti “Equity Punks” sul valore delle loro quote. Erano persone che hanno investito i loro soldi per tentare, in primo luogo, di supportare il marchio scozzese in cui credevano e che invece sono statidelusiquasi fin da subito. Adesso la società che sta gestendo questa acquisizioneconferma: nessuno dei punk riavrà il capitale investito. James Watt e Martin Dickie, invece, dovrebbero restare azionisti, pur avendo lasciato negli ultimi anni ruoli operativi e aver intascato delle buonuscite milionarie.

L’operazione tra Tilray e BrewDog è tra le più rilevanti degli ultimi tempi nel panorama della birra artigianale internazionale. Sia perché BrewDog ci ha fatto sognare un po’ tutti, costruendo la sua identità sull’indipendenza e sul sovvertire gli schemi acquisiti. Com’era bello il mondo della birra craft di una volta!

Biglietto di Pinta Medicea in ciotola con orzo maltato

Pinta Medicea

La Redazione diPinta Mediceasi occupa di birra artigianale, birra di qualità, birra italiana e cultura birraria. Il team condivide articoli, recensioni, guide e approfondimenti sul mondo della birra, promuovendo eventi, degustazioni e iniziative dedicate agli appassionati e ai professionisti del settore. Il lavoro di revisione testi ed editing è curato daFrancesca Morbidelli, giudice internazionale e docente di cultura birraria (curriculum ed esperienze). La Redazione coordina anche un network di comunicazione birraria e segue le tendenze internazionali del settore. Segui la Redazione suLinkedIne suTelegramper aggiornamenti e novità sul mondo della birra artigianale.

Un pensiero su “Tilray acquisisce BrewDog per 33 milioni di sterline

  • Sebastiano Treccani

    Buongiorno
    Desidero lavorare con voi.
    Se e possibile un email, per spedire CV .
    grazie

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