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Chelada e Pool Beer: la birra ghiacciata contro il caldo

Quando fa troppo caldo per degustare: Chelada e Pool Beer, i cocktail alla birra per l’estate

L’altro giorno al pub, ho visto un tizio chiedere dei cubetti di ghiaccio nella sua pinta di lager e ho pensato: giustissimo! Fuori c’erano quasi 40 gradi. E nella caldazza fiorentina, il concetto di temperatura ottimale per il servizio della birra è normale che passi in secondo piano. Una lager bevuta a 4 °C in una sala climatizzata non è la stessa bevanda che affronta quaranta gradi all’ombra in un dehor assolato o sul bordo di una piscina. Da lì nasce questo articolo sui due cocktail alla birra più dissetanti dell’estate, Chelada e Pool Beer, entrambi costruiti attorno a una lager chiara e leggera, nello spirito delle international light lager così come le classifica il BJCP. Il profilo di queste birre è pulito, leggermente maltato, con un corpo snello e una carbonazione vivace per dar soddisfazione all’arsura.

Pool beer

Lo definiscono cocktail, ma a me la Pool beer pare più una granita al gusto birra. L’idea della pool beer, rilanciata qualche anno fa dalla scena dei bar fighi di Washington D.C. e che ritroviamo raccontata in un articolo su Punch, intitolato “Pool Beer” Was Built for Summer, nasce come risposta diretta a un problema impellente per la maggior parte di noi in questo periodo dell’anno: il caldo estivo che trasforma ogni pinta di birra in una bevuta tiepida, se non calduccina, nel giro di pochi minuti. E allora ecco l’idea di servire la birra assieme al ghiaccio tritato in stile granita, trasformandola in una bevanda gelata da bordo piscina, durante una delle tante canicole che ci tocca sopportare in estate.

Preparare una Pool Beer è facile facile: ghiaccio tritato in un bicchiere, e sopra versare una lattina/bottiglia di birra fredda, tipicamente una Mexican lager. Si ottiene una sorta di beer slushy, di granita alla birra, dove la componente ghiacciata (ovviamente) rallenta il riscaldamento del liquido e al contempo ne modifica anche la percezione al palato. Il ghiaccio tritato, infatti, oltre ad abbassare la temperatura del liquido per dare sollievo alle nostre stanche fauci accaldate, diluisce gradualmente la birra, rendendo l’esperienza di bevuta più simile a un cocktail estivo che a una lager tradizionale. La Pool beer ci aiuta contro il caldo giocandosela su temperature e mouthfeel.

Una piccola parentesi sui cocktail alla birra (e sui pregiudizi)

A proposito di cocktail alla birra, mi è tornato in mente quando, in occasione dell’uscita italiana della seconda edizione di Degustare le birre (Tasting Beer), intervistai Randy Mosher, autore di uno dei libri che continuo a considerare indispensabili per chi vuole capire davvero la birra.

Era il 2017, tra la prima e la seconda edizione erano passati circa otto anni e il libro era cambiato parecchio. Una delle cose che mi colpì in quella seconda edizione fu un intero capitolo dedicato ai cocktail con la birra. All’epoca mi sembrava quasi una provocazione. Per molti appassionati (me compresa) l’idea di fare certi intrugli aveva ancora un che di sacrilego.

In realtà era un segnale, colto perfettamente dall’autore, che il mondo della birra stava cambiando molto più velocemente di quanto ci rendessimo conto noi appassionati. E, soprattutto, che quei presunti intrugli, in molti casi, avevano una storia ben più lunga della rivoluzione craft. Mischiare birra e altri ingredienti non è un’invenzione recente: in molti Paesi è una tradizione consolidata, nata prima di tutto per ottenere bevande ancora più rinfrescanti e piacevoli da bere. Basta pensare alle Radler e alle Panaché, per esempio.

Mosher faceva notare una cosa piuttosto lapalissiana al di fuori dei circuiti nerd: prima ancora di essere un oggetto di degustazione, la birra è una bevanda. Se un ingrediente funziona, rende il sorso più piacevole, non c’è alcun motivo per non sperimentare.

Chelada

Se la pool beer se la giocava su temperature e texture, la Chelada si esprime su acidità e fruttato. Anche qui lo stile di birra preferito sono le lager leggerissime, le Mexican lager, stile a bassa fermentazione, derivato dalla tradizione delle lager europee ma adattato al contesto produttivo e climatico messicano.

La ricetta della Chelada su Tasting Beer di Randy Mosher, seconda edizione
La ricetta della Chelada su Tasting Beer di Randy Mosher, seconda edizione. Notare il titolo del capitolo!

La Chelada è probabilmente il più semplice dei cocktail alla birra. Ricettina al volo:

  • 1 bottiglia o lattina di lager chiara e leggera, ben fredda;
  • Succo fresco di lime, regolato a gusto;
  • Sale fino o in fiocchi per decorare il bordo del bicchiere;
  • Un pizzico di Tajin (mix messicano di peperoncini, sale e lime disidratato, ingrediente facoltativo).

Procedura: raffredda il bicchiere, passa il lime sul bordo e fallo aderire al sale, versa il succo di lime e completa con la birra molto fredda. Se vuoi un risultato più tradizionale, evita ghiaccio nel bicchiere: la freschezza deve arrivare dalla birra e dal vetro, non dallo scioglimento dell’acqua, leggo su un altro sito.

Chelada e Pool Beer sono parenti strettissime, tipo cugine di primo grado, perché partono entrambe da una lager leggera, sono una bevanda molto rinfrescante quando il caldo diventa aggressivo.

Aggiungo solo, per dovere di completezza, che la Chelada è l’antenata “più snella” della Michelada che a quanto ho sentito in giro (chiedendo in giro, a barman amici), è un cocktail più conosciuto. Comunque sia, la Chelada è generalmente considerata la versione più semplice della Michelada. Quest’ultima aggiunge normalmente salse come Worcester, salsa di soia o Maggi, salsa piccante tipo Tabasco e, a seconda della ricetta, altri ingredienti aromatici.

Spunti

Alcune fonti e/o spunti ulteriori (occhio ci sono variazioni nelle ricette proposte che possono essere interessanti).

  • BJCP Style Guidelines 2021 – International Light Lager.
  • Articolo di Punch: “Pool Beer: The Ice-Cold Summer Beer You Didn’t Know You Needed” (ispirazione principale dell’articolo, il link è sopra);
  • Los Angeles Times, The battle for the craziest michelada is on. But how much is too much? pubblicato su Los Angeles Times (2022);
  • BeerAdvocate, The Chelada pubblicato su BeerAdvocate (2008);
  • La Cucina Italiana, Questa non è una birra (è una Chelada) su La Cucina Italiana (2019, link nell’articolo);
  • Laura Hadland, It’s not your chelada, it’s michelada, Beer52 su beer52.com (2026).

 

Biglietto di Pinta Medicea in ciotola con orzo maltato

Pinta Medicea

La Redazione di Pinta Medicea si occupa di birra artigianale, birra di qualità, birra italiana e cultura birraria. Il team condivide articoli, recensioni, guide e approfondimenti sul mondo della birra, promuovendo eventi, degustazioni e iniziative dedicate agli appassionati e ai professionisti del settore. Il lavoro di revisione testi ed editing è curato da Francesca Morbidelli, giudice internazionale e docente di cultura birraria (curriculum ed esperienze). La Redazione coordina anche un network di comunicazione birraria e segue le tendenze internazionali del settore. Segui la Redazione su LinkedIn e su Telegram per aggiornamenti e novità sul mondo della birra artigianale.

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