Donne e birra: il 40% incontra ostacoli di genere nel settore birrario
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La prima indagine nazionale sulle donne che lavorano nel settore birrario italiano
Donne (come sempre) qualificate, con esperienza e presenti in tutta la filiera della birra italiana, ma ancora alle prese con stereotipi e difficoltà nel vedere riconosciuta la propria professionalità. È quanto emerge dalla prima indagine nazionale sulle donne che lavorano nel settore birrario italiano, promossa dall’Associazione Le Donne della Birra.
Il sondaggio ha coinvolto 212 professioniste del settore, per un totale di oltre 4.500 risposte, provenienti da birrifici artigianali, grandi gruppi industriali, aziende di distribuzione e pubblici esercizi. Gli ambiti più rappresentati riguardano la produzione, l’aspetto commerciale, le vendite, gli eventi e la somministrazione; ma troviamo anche operatrici nell’ambito del marketing, risorse umane, finanza e approvvigionamento di beni e servizi.
La ricerca era stata lanciata nei primi mesi del 2026, nell’ambito di una più ampia riflessione su linguaggi inclusivi e parità di genere nel mondo della birra. Vediamo i risultati dell’indagine.
Il 40% segnala difficoltà legate al genere
Le intervistate hanno prevalentemente tra 35 e 54 anni, un livello di istruzione elevato e spesso una significativa esperienza professionale. Molte hanno inoltre seguito percorsi specifici per mastri birrai, sommelier della birra, degustatrici, analisi sensoriale e spillatura.
Nonostante la preparazione, il 40% delle partecipanti dichiara di avere incontrato ostacoli legati al genere. Tra i problemi segnalati emerge soprattutto la difficoltà nel vedere riconosciuta la propria autorevolezza: alcune professioniste raccontano di dover dimostrare più dei colleghi uomini il proprio valore, soprattutto nei rapporti con clienti e fornitori. Persistono inoltre stereotipi sulla forza fisica necessaria per lavorare in produzione e sulla maternità come possibile ostacolo alla crescita professionale.
Sessismo e sminuimento professionale: il dato del 24,5%
Il 55% considera inclusivo il proprio ambiente di lavoro, ma il 24,5% dichiara di avere subito personalmente episodi di sessismo, sminuimento professionale o molestie. Un ulteriore 12,7% afferma di avere assistito a situazioni analoghe.
Dall’indagine emergono però anche segnali di cambiamento. Formazione, mentoring e reti professionali sono indicati come strumenti importanti, insieme a programmi sui bias inconsci, equità salariale, maggiore presenza femminile nei ruoli di leadership e politiche più favorevoli alla genitorialità.
Un approccio che Le Donne della Birra portano avanti anche attraverso iniziative, come Hopazia, la birra dedicata alle donne e ai temi dell’inclusione e della consapevolezza.
«Competenza e talento riconosciuti senza differenze di genere»
D’altro canto, come ben sappiamo, il settore birrario sta attraversando una trasformazione profonda su molti versanti; stanno cambiando i prodotti e i consumi, ma anche l’intera filiera; c’è un’attenzione alla crucialità di innovazione, sostenibilità e collaborazione che sono alcuni dei temi che ritroviamo anche al centro di Beer is More, l’intervista a Julia Leferman di The Brewers of Europe.
Nonostante le criticità, il giudizio delle intervistate sul settore rimane complessivamente positivo: il mondo della birra viene descritto come stimolante, creativo e ricco di opportunità. «Abbiamo incontrato donne competenti, formate, appassionate e protagoniste a tutti gli effetti della filiera birraria», spiega Federica Felice, presidente dell’Associazione Le Donne della Birra. L’obiettivo, aggiunge, è trasformare i risultati dell’indagine in uno strumento di cambiamento affinché competenza, professionalità e talento siano riconosciuti indipendentemente dal genere.
I risultati saranno presentati dal vivo il 15 ottobre 2026 a Milano, durante l’ottava edizione di Filiera Birra. il convegno organizzato da Tecniche Nuove e la rivista Imbottigliamento. Nel programma è previsto l’intervento di Michela Cimatoribus — dell’Associazione Le Donne della Birra, nonché esperta di lungo corso, autrice, degustatrice — dedicato proprio a questa prima indagine nazionale sulle donne professioniste del comparto birrario. Vedi il programma e informazioni su Filiera Birra 2026.
[Foto dell’intestazione di Arisa Chattasa su Unsplash]

Solite lamentele sterili. Il mondo della birra è un mondo difficile e competitivo. Non c’è spazio per il sessismo, l’unica cosa che conta sono le competenze dimostrate sul campo. I pezzi di carta non contano. Chi è bravo emerge, gli altri prima o poi soccombono. La leadership va conquistata, mantenuta e dimostrata, il resto sono lacrime amare di chi pretende ma non ha molto da offrire.
Leggo un po’ di confusione. Non sono “solite lamentele”, perché è la prima volta che viene fatta una ricerca del genere. Poi (scusa, ma qualcuno te lo deve dire ) usi un frasario da commerciale di terza categoria, che urla disagio accanto alla pavida anonimità della firma. Comunque grazie, perché ci hai regalato un tre secondi di risate e allora va bene così.