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Stout

Dopo le ale, le stout costituiscono l’altra grande famiglia birraria ad alta fermentazione di tradizione britannica e irlandese. In passato la birra più alcolica di ogni produttore veniva chiamata “stout”. Sicché la versione più forte delle porter prese appunto il nome di stout porter. Col declino delle porter, rimase solo la stout porter, che finì per diventare semplicemente stout, ma una tipologia a sé stante. Considerando la gradazione normalmente bassa delle stout, questo termine (che vuol dire “robusto”) va inteso con riferimento, non tanto all’alcolicità, bensì alla particolare corposità. La famiglia delle stout, realizzate con malti fortemente tostati, talora con orzo tostato non tallito, si caratterizza per il colore scuro, intenso e opaco; per la schiuma, compatta e cremosa; per il gusto speciale, spiccatamente tostato, pastoso e pieno. Mentre ogni stout può essere amara (bitter), dolce (sweet), secca (dry), a seconda degli stili: dry (o irish) stout, imperial stout, oatmeal stout, oyster stout, sweet stout (vedi rispettive voci). In Danimarca e nei Paesi Bassi le stout vengono prodotte con il metodo della bassa fermentazione.

Glossario della Birra tratto da Il mondo della birra di Antonio Mennella, Meligrana Editore.