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Ice Beer

Recente tipologia di origine canadese; in realtà è una versione della eisbock bavarese. Il termine ice (“ghiaccio”) si riferisce al processo produttivo: a un certo momento della fermentazione, o anche della maturazione, la birra viene portata a -4 °C. In tal modo, non solo si formano cristalli di ghiaccio, ma avviene anche la precipitazione di parecchie impurità, ossia di sostanze ad alto peso molecolare (soprattutto tannini, in particolare quelli meno nobili derivati dalle scorze del cereale), che hanno un’influenza sulle caratteristiche organolettiche della birra. Queste sostanze vengono quindi rimosse tramite filtrazione, una volta che si sono sciolti i cristalli di ghiaccio. Eliminati le note amare di luppolo, qualsiasi sapore dolce o aroma fruttato e la corposità, si ottiene un prodotto raffinato, con l’aroma pulito in cui prevale il malto, gusto straordinariamente equilibrato e morbido, quasi levigato, e un corpo delicato e leggero. Mentre la gradazione alcolica assume un tenore lievemente superiore (5,2-5,6: l’alcol non entra nei cristalli di ghiaccio) e la schiuma diventa più persistente. La Tennent’s ha addirittura lanciato la versione Super Ice (g.a. 8,6%).

Glossario della Birra tratto da Il mondo della birra di Antonio Mennella, Meligrana Editore.