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Granda Land of Beer: 15 anni di birra artigianale

Granda Land of Beer: a Lagnasco tre giorni per i 15 anni di Granda
Dal 17 al 19 aprile 2026, dalle 18:00 in poi, il Castello di Lagnasco (CN) ospita “Granda Land of Beer”, il festival con cui Birrificio Della Granda segna i suoi primi 15 anni di attività. Un traguardo costruito nel tempo, che il birrificio intende raccontare in tre giorni, partendo da ciò che conta davvero: le persone, le relazioni e il territorio.
Dal 2011 a oggi, Granda ha attraversato una crescita costante, ampliando il proprio raggio d’azione ben oltre il Piemonte, tra collaborazioni italiane e internazionali (qui su Pintamedicea ne parliamo spesso, poiché son progetti interessanti e la contaminazione tra culture birrarie ci piace da sempre), sperimentazioni sugli stili e tecnica. Per questo anniversario si torna alle origini, in quel di Lagnasco, dove tutto è iniziato.
Birrifici ospiti
Il programma della celebrazione di Granda comprende quattro birrifici italiani con cui il Birrificio Della Granda ha instaurato negli anni colleborazioni e relazioni strette. Nello specifico:
- La Piazza (Torino): una birra che resta in primo luogo sociale, radicata nei luoghi e nelle persone.
- Menaresta (Brianza): tra le realtà più indipendenti e riconoscibili, capace di coniugare spinta sperimentale ed equilibrio.
- Canediguerra (Alessandria): approccio rigoroso e identità stilistica precisa, dove tecnica e bevibilità trovano una sintesi.
- Ritual Lab (Roma): uno dei birrifici più premiati d’Italia, con una proposta intensa che qui si confronta in chiave più immediata.
Ogni birrificio ospite presenterà tre birre.
Musica, food ecc.
A scandire le tre serate sarà il DJ Faber Moreira, coi suoi setad accompagnere il flusso del festival.
Determinante anche il contributo della Pro Loco di Lagnasco, coinvolta sul fronte gastronomico e nell’intera struttura organizzativa. Al di là della mera logistica, le pro loco coinvolgono il territorio e il suo spirito.
“Granda Land of Beer” evita volutamente il tono celebrativo fine a sé stesso. È piuttosto un punto di incontro tra percorsi diversi che si sono incrociati nel tempo. Un festival che ribadisce un concetto spesso dimenticato anche nel segmento craft più evoluto: la birra artigianale non ha bisogno di sovrastrutture per essere compresa.
Tre sere, cinque birrifici, un castello e una comunità coinvolta. Il resto lo fanno le persone.
