Violet Fever, la sour viola che unisce Granda e Dell’Eremo
Prosegue nel 2026 il percorso birrario-collaborativo di Granda, che a questo gira firma insieme a Birra Dell’Eremo (“Birrificio dell’Anno 2026“) una nuova etichetta: Violet Fever, che ci descrivono come modern sour costruita su un impianto aromatico netto e immediato. Il cuore del progetto è un blend di frutti di bosco — ribes nero, more, mirtilli e sambuco — che definisce ovviamente il profilo sensoriale, ma anche l’identità visiva con una tonalità di colore violetta intensa e naturale, rara per saturazione e brillantezza.
L’intento dei due birrifici è stato lavorare su una birra sour contemporanea che tenesse insieme impatto visivo, intensità aromatica. E anche bevibilità. L’acidità è calibrata con attenzione, presente ma mai invasiva, progettata per accompagnare il sorso senza irrigidirlo. Ne deriva una struttura succosa, quasi polposa, sostenuta da un corpo pieno che si discosta da molte interpretazioni più esili dello stile. Al naso dominano ribes nero e mirtillo, con un attacco diretto e riconoscibile; in seconda battuta emergono sfumature più morbide e floreali, legate a mora e sambuco. Il sorso conferma l’impostazione: freschezza in primo piano, acidità integrata e una tessitura fruttata che accompagna fino al finale, senza derive zuccherine o eccessi lattici (e questa nota mi fa venir voglia di assaggiarla, n.d.PM).
Una birra sour contemporanea, tra esecuzione tecnica e tendenze del mercato
Il progetto si inserisce nel solco delle Modern Sour italiane più recenti, dove la componente fruttata è strutturale. Qui diventa architrave del profilo gustativo, con una gestione dell’acidità che guarda alla bevibilità più che alla spinta estrema. Una scelta in linea con un mercato che premia birre accessibili ma tecnicamente pulite, capaci di parlare sia agli appassionati sia a un pubblico più ampio. Violet Fever rappresenta così un nuovo passaggio nel dialogo tra Granda e Birra Dell’Eremo: due realtà con identità diverse, unite da un approccio condiviso. Rispetto per la tradizione delle birre acide – sour beer – ma anche un intendo di dare una nuova interpretazione attraverso l’ausilio di ingredienti naturali e una costruzione aromatica precisa, leggibie.

