Swiss Beer Award 2026: dentro la giuria del concorso nazionale svizzero
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Cos’è lo Swiss Beer Award
Sono appena rientrata dallo Swiss Beer Award di Baden. Voglio raccontarlo brevemente perché è un bel concorso e mi è piaciuto molto sia come organizzazione sia per alcune particolarità che ho trovato interessanti e penso valga la pena parlarne. Lo organizza lo Schweizer Brauerei-Verband, l’associazione svizzera delle birrerie che tutela i birrifici elvetici con più di 1.000 ettolitri di produzione.

Dicevo, sono reduce dalla giuria allo Swiss Beer Award, il concorso nazionale elvetico che ha luogo ogni due anni, dedicato alle birre prodotte in Svizzera e in Liechtenstein. Quest’anno i lavori della giuria si sono svolti a Baden, cittadina fatta di eleganti architetture massicce e birre che scorrono facili. In gara c’erano 531 birre, giudicate da una giuria internazionale, tra cui chi scrive. Il concorso è focalizzato soprattutto sugli stili tipici di questa parte d’Europa ed è stato molto stimolante. L’obiettivo principale dell’organizzazione è ovviamente la promozione dei birrifici svizzeri.

Ci sono alcune particolarità di questo concorso che mi piace raccontare, anche perché è organizzato in modo molto preciso (come ci si aspetta quando si parla di Svizzera!). Si svolge in due fasi e, per certi aspetti, assomiglia un bel po’ al Premio Cerevisia del CERB-Centro di eccellenza della birra di Perugia. C’è infatti una fase della gara in cui le birre vengono analizzate in laboratorio, e il risultato ha un peso determinante nel giudizio finale. Il birrificio che iscrive le proprie birre al concorso sa che le birre inviate verranno sottoposte ad analisi di laboratorio. Parlando con alcuni birrai presenti in giuria, mi hanno raccontato che questo aspetto è particolarmente conveniente per il birrificio, perché con l’iscrizione ottengono anche l’analisi della birra che altrimenti avrebbe un costo più elevato.
Analcoliche e mix
In generale, sto notando sempre di più quanto le birre analcoliche stiano prendendo piede. Lo sappiamo, ma un concorso è l’occasione anche per fare bilanci più accurati. Ce ne sono sempre di più e sempre più di qualità. Durante questa gara ho avuto l’occasione di valutare anche alcune panaché che da noi sono pressoché sconosciute.

Il sistema di degustazione
Una birra alla volta, niente flight
Un’altra cosa interessante riguarda il sistema di degustazione. Le birre escono una alla volta e si degusta in mini teku. Non ci sono flight di birre, come accade in tanti altri concorsi, ma ogni birra viene valutata singolarmente, una alla volta, con un’attenzione dedicata. Esattamente come a Perugia.

Quante volte viene assaggiata una birra
Durante i due giorni di degustazioni, il mio tavolo ha assaggiato 24 birre al giorno, per un totale di 48.
Più o meno una cinquantina di campioni era il carico di lavoro per ciascun tavolo del concorso, distribuiti all’interno della bella struttura che ci ha ospitati.
Al briefing iniziale, ci hanno spiegato che una birra viene assaggiata all’incirca otto volte nel corso della competizione, quindi da otto giudici diversi, proprio per garantire la maggiore varietà possibile di valutazioni.
Le schede di valutazione e il lavoro al tavolo
Oggettività e confronto all’interno del panel
La scheda di valutazione è molto semplice e non lascia spazio a commenti personali, cosa che per me è un po’ un peccato, perché mi piace sempre lasciarli. La birra viene discussa nella parte della scheda dedicata all’oggettività: questa sezione, infatti, viene compilata dal giudice e le valutazioni condivise col panel.

Il dettaglio che fa la differenza: la valutazione visiva condivisa
Un aspetto curioso è la composizione dei tavoli: ogni tavolo è formato da quattro giudici e vengono portati quattro bicchieri teku con la birra da degustare, uno per ciascun giudice, a cui si aggiunge un bicchiere da Kölsch condiviso, utilizzato dal panel per valutare schiuma e colore nella parte visiva.

In questo modo tutti i giudici si uniformano a ciò che si vede nel bicchiere comune, e questo ha molto senso se si considera che le birre nei concorsi, vengono “sbicchierate” da una bottiglia e possono arrivare al tavolo di giuria presentando differenze evidenti. Il colore, per esempio, può variare molto se si versa dalla parte alta della bottiglia o dalla parte più vicina ai lieviti. La valutazione visiva dal bicchiere condiviso aiuta a eliminare questa variabile e rende la discussione produttiva anche su questo aspetto del giudizio.
Le schede funzionano allo stesso modo per tutte le birre: c’è una descrizione iniziale del giudice e poi una valutazione discussa dal panel. Ogni birra si discute, cercando di arrivare a un accordo comune, ed è un momento di confronto molto bello in cui giudici di esperienze e formazioni diverse si trovano a dialogare.

Ringraziamenti
Chiudo questo breve resoconto ringraziando l’organizzazione dello Swiss Beer Award, lo Schweizer Brauerei-Verband per l’invito e per l’esperienza. È stato un bel viaggio, e stare in Svizzera è sempre piacevole. Un’esperienza positiva che porto a casa volentieri.


