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Unionbirrai e ICQRF rinnovano il protocollo contro gli abusi della birra artigianale

Che io ricordi da una ventina d’anni (ma molto di più negli ultimi anni), la parola “artigianale” è diventata uno degli strumenti di marketing più sfruttati dal mercato brassicolo. Non sempre però in modo corretto e, come spesso accade, c’è chi se ne approfitta.

 

Il protocollo d’intesa contro gli abusi sulla denominazione di Unionbirrai e ICQRF
Il protocollo d’intesa contro gli abusi sulla denominazione di Unionbirrai e ICQRF

Per evitare gli abusi della denominazione “birra artigianale”, Unionbirrai e ICQRF –l’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e della Repressione Frodi del Masaf — hanno rinnovato e aggiornato il protocollo d’intesa sulla materia, che avevano siglato per la prima volta nel 2019.

Un rinnovo delle promesse che tiene conto anche del passare del tempo. Consideriamo che due anni dopo il primo accordo, Unionbirrai lanciò il marchio a tutela della birra artigianale Italiana, esattamente quello che oggi troviamo stampato su tante bottiglie.

marchio unionbirrai indipendente artigianale
Marchio Unionbirrai indipendente artigianale.

L’accordo appena rinnovato è valido per i prossimi tre anni e arriva in una fase delicata per il comparto italiano: da un lato troviamo un mercato più maturo e competitivo, dall’altro una crescente confusione comunicativa tra produzioni realmente indipendenti e prodotti industriali costruiti per richiamare l’immaginario craft. Il protocollo punta quindi a consolidare attività di controllo, segnalazione e formazione, con particolare attenzione alla grande distribuzione organizzata, agli eventi pubblici e alla comunicazione commerciale. Il caos comunicativo della birra in gdo è un tema che questo blog ha affrontato spesso, trovando riscontri continui durante eventi e degustazioni su quanto presentare le birre in un certo modo possa essere fuorviante per chi non ha già un’idea chiara sulle denominazioni.

Tra i punti operativi dell’intesa c’è l’impegno di Unionbirrai a trasmettere all’ICQRF segnalazioni documentate relative a possibili utilizzi impropri della definizione di birra artigianale. Inoltre, entro il 1° novembre di ogni anno l’associazione invierà una relazione sulle criticità rilevate nel settore, che sarà utile alla pianificazione dei controlli successivi (e speriamo sarà resa pubblica perché mi pare piuttosto interessante come lettura).

Rimane anche una questione normativa. Dal 2016, infatti, la birra artigianale in Italia è definita per legge: deve essere prodotta da un piccolo birrificio indipendente e non può essere né pastorizzata né microfiltrata. Queste indicazioni definiscono il perimetro di una categoria merceologica regolamentata, eppure negli anni i casi controversi e abusi non sono mancati.

–Leggi anche: Birra indipendente: oltre le ambiguità di “birra artigianale

Ma quali sarebbero questi abusi?

Sblocchiamo dei ricordi, dai. Nel 2022 Unionbirrai denunciò la presenza su Amazon di prodotti commercializzati come “birra artigianale” pur non rispettando i requisiti previsti dalla normativa italiana. L’associazione inviò una segnalazione formale chiedendo la rimozione delle diciture ritenute scorrette.

Parallelamente negli ultimi cinque, sei, forse più anni, si è consolidato il fenomeno delle cosiddette “birre crafty” ovvero birre industriali che adottano linguaggi visivi, “naming” e storytelling tipici del movimento craft per posizionarsi presso il consumatore come prodotti artigianali. Un tema discusso anche dalla stampa generalista (articolo della nostra amica Alessandra di Dio):

A complicare ulteriormente il quadro ci sono state le acquisizioni industriali e i marchi percepiti dal pubblico come artigianali ma che, in molti casi, non rientrano più nella definizione legale italiana di birrificio artigianale indipendente. Un tema che continua a generare ambiguità soprattutto nella GDO e nell’e-commerce, dove packaging e comunicazione spesso restano volutamente ambigui.

Vittorio Ferraris firma il protocollo d’intesa contro gli abusi sulla denominazione di Unionbirrai e ICQRF
Vittorio Ferraris firma il protocollo d’intesa contro gli abusi sulla denominazione di Unionbirrai e ICQRF

Ritornano al rinnovo del protocollo e ai motivi per cui è stato necessario, “Negli ultimi anni il mercato è cresciuto, ma parallelamente sono aumentati anche gli utilizzi impropri della definizione di birra artigianale, spesso usata come semplice leva commerciale da soggetti che non possiedono i requisiti previsti dalla legge”, ha dichiarato Vittorio Ferraris, presidente di Unionbirrai. “Difendere questa denominazione significa tutelare i consumatori, garantire trasparenza e proteggere il lavoro dei piccoli birrifici indipendenti”.

Si comincia a tener conto anche del valore culturale e identitario della birra artigianale.

 

Biglietto di Pinta Medicea in ciotola con orzo maltato

Pinta Medicea

La Redazione di Pinta Medicea si occupa di birra artigianale, birra di qualità, birra italiana e cultura birraria. Il team condivide articoli, recensioni, guide e approfondimenti sul mondo della birra, promuovendo eventi, degustazioni e iniziative dedicate agli appassionati e ai professionisti del settore. Il lavoro di revisione testi ed editing è curato da Francesca Morbidelli, giudice internazionale e docente di cultura birraria (curriculum ed esperienze). La Redazione coordina anche un network di comunicazione birraria e segue le tendenze internazionali del settore. Segui la Redazione su LinkedIn e su Telegram per aggiornamenti e novità sul mondo della birra artigianale.

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