Mirabolani 2024: susine selvatiche e fermentazione spontanea di Cantina Errante
Mirabolani 2024: susine selvatiche e tempo lungo
La primavera arriva in anticipo, almeno nel bicchiere. Cantina Errante presenta “Mirabolani 2024”, nuova release di marzo che mette al centro i mirabolani, piccole susine selvatiche raccolte nei dintorni del birrificio e utilizzate per avviare la fermentazione. Una birra spontanea che lavora sul tempo e sulla materia prima, per esprimere il territorio attraverso la frutta.
Il processo è articolato. I mirabolani diventano starter di fermentazione, a cui si aggiungono due varietà locali di susine – Sangue di drago e Regina Claudia verde – per costruire profondità aromatica. Terminata la fermentazione, la frutta resta in macerazione per sei mesi su una base di birra spontanea da coolship e perpetua, maturata sia in acciaio sia in legno. In chiusura, un dry hopping con le varietà Mosaic e Vic Secret completa il profilo, integrandosi con le componenti fruttate senza sovrastarle.
Dietro c’è un lavoro importante, manuale, lento, attento a quanto accade intorno al birrificio in termini di frutti della terra e stagionalità. “È una di quelle birre da lacrime e sangue – spiega Stefano Botto – perché la produzione richiede tempo e fatica. Per riempire una cassetta di mirabolani, raccolti uno a uno, serve mezza giornata. Ma il risultato vale lo sforzo”. Un approccio che richiama quello di molte produzioni a fermentazione spontanea: materia prima viva, tempi non comprimibili (e come al solito: “Le temps ne respecte pas ce qui se fait sans lui”).
Nel bicchiere, “Mirabolani 2024” si muove su un equilibrio che è importantissimo in questo tipo di birre. La frutta è presente, intensa, ma resta integrata. La bevuta è fresca, elegante, con una tensione acida che accompagna senza appesantire. “Esce a un anno esatto dal confezionamento”, sottolinea Botto, a conferma di un percorso produttivo che privilegia maturazione e stabilità naturale.
La birra è disponibile da oggi nei locali e nei beershop di tutta Italia, in fusti da 16 litri e bottiglie da 0,375 litri. Gradazione alcolica: 7,1%. Una release che si inserisce nel solco delle produzioni più identitarie del birrificio toscano, da sempre focalizzato sulle fermentazioni spontanee e sul dialogo stretto con il territorio.

