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Maggio è Mild Month, il mese dedicato a uno degli stili più sottovalutati della tradizione inglese

Nel Regno Unito torna il Mild Month promosso dal CAMRA: un’iniziativa che punta a valorizzare le mild ale, storico stile inglese a lungo marginalizzato dal calo dei consumi e dell’hype, ma da qualche anno nuovamente osservato con interesse da birrifici e publican.

Per prima cosa: se non hai mai assaggiato una mild rimedia subito. Per facilitarti, qui ci sono tutte le mild italiane attualmente in produzione : microbirrifici.org/stile/mild/. Consiglio: prova anche qualche etichetta inglese.

È uno stile “comfort-beer” (©Pinta Medicea), ovvero birre leggerissime, giocate sui dolci e fragranti aromi del malto su cui basano il proprio equilibrio, con una grande bevibilità, e un tenore alcolico bassissimo. Sono birre che ricordano un pane leggermente tostato con un velo di marmellata. Più comfort di così.

Ogni maggio, nel Regno Unito, le sezioni locali di CAMRA dedicano spazio allo stile mild ale, considerato uno degli stili più identitari della tradizione brassicola britannica. Il Mild Month è nato con l’obiettivo di evitare l’oblio di questo stile storico che ha conosciuto anni di progressiva perdita di popolarità nei pub inglesi.

L’iniziativa coinvolge locali e birrifici del Regno. Le sedi locali del CAMRA si attivano invitando i publican a mettere in mescita almeno una mild ale spillata a pompa per tutto il mese di maggio. In più organizzano iniziative comprendenti visite, tap takeover e percorsi dedicati. Si tratta di un lavoro in primo luogo culturale che cerca di tenere in vita uno stile un po’ eclissato dalla crescita delle IPA contemporanee e anche dalla standardizzazione dell’offerta nei pub britannici (contro cui il CAMRA si batte costantemente).

Origini storiche delle mild ale

Il termine mild compare tra XVIII e XIX secolo per indicare birre giovani e non maturate a lungo, in contrapposizione alle versioni stale o invecchiate, quando parte del pubblico comincia a preferire birre meno aggressive sul piano amaricante rispetto alle Porter dell’epoca. Le prime versioni erano sensibilmente più robuste rispetto agli standard moderni: oggi molte Mild si collocano tra il 3% e il 3,5% ABV. Tuttavia, diversi birrifici inglesi (e italiani!) stanno progressivamente riportando lo stile verso gradazioni più sostenute, recuperando parte del profilo originario.

Analisi sensoriale

Dal punto di vista sensoriale, la mild resta uno degli esempi più eleganti di equilibrio maltato britannico. Il colore va generalmente dall’ambrato al bruno scuro, ed è costruito attraverso l’impiego di malti tostati. Al naso emergono note di crosta di pane, caramello, cacao e frutta scura, mentre il sorso mantiene un corpo ben snello e una bassa aggressività amaricante. Alcune interpretazioni contemporanee comprendono anche sfumature di caffè e di cioccolato fondente, sempre sostenute da una componente maltata morbida e centrale. La delicatezza beverina delle mild tradizionali è quasi poetica.

Il mese delle mild ale

Il Mild Month è un altro elemento che conferma un fenomeno sempre più evidente nel panorama craft europeo: il ritorno d’interesse verso gli stili storici a bassa gradazione e ad alta bevibilità. Un movimento che coinvolge non solo le bitter e le mild britanniche, ma anche Kellerbier tedesche, le grisette belghe e altri stili tradizionali che mettono al centro caratteristiche come equilibrio, leggerezza ed esecuzione tecnica; rimanendo alla larga dagli eccessi aromatici che hanno dominato parte della scena craft nell’ultimo decennio.

Biglietto di Pinta Medicea in ciotola con orzo maltato

Pinta Medicea

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