EurHop 2026: la birra artigianale fa il tagliando, a Roma arrivano gli 88 protagonisti della nuova scena craft
La birra artigianale torna in tutto il suo splendore a Roma dal 9 all’11 ottobre, quando il Salone delle Fontane dell’Eur ospiterà la dodicesima edizione di EurHop – Roma Beer Festival. Saranno 88 i birrifici presenti, di cui 74 italiani e 14 stranieri, con birre provenienti da quasi tutta Italia e da nove Paesi europei.
Eurhop è una vetrina che offre una panoramica del settore e ne fotografa le evoluzioni.
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EurHop e la selezione della birra artigianale
Uno degli elementi distintivi di EurHop riguarda proprio il criterio “a invito” con cui vengono scelti i birrifici. La selezione è curata da Manuele Colonna, uno tra i maggiori conoscitori del settore, che individua e invita al festival le realtà ritenute più interessanti della scena craft del momento. Nel corso della manifestazione si incontrano produttori già affermati, birre che hanno segnato gli ultimi mesi, nuovi nomi, produzioni che anticipano ciò che potrebbe arrivare nella stagione successiva.
74 birrifici italiani e 14 produttori stranieri
La componente italiana comprende 74 birrifici, provenienti da quasi tutte le regioni, Molise compreso, precisano sul comunicato!
A questi si aggiungono 14 produttori europei provenienti da Ungheria, Bulgaria, Grecia, Danimarca, Finlandia, Svezia, Belgio, Germania e Inghilterra.
La presenza internazionale permette di mettere a confronto le scene brassicole con storie e tradizioni differenti. Accanto ai Paesi che hanno una lunga tradizione birraria sono infatti cresciute nuove realtà produttive, mentre l’Italia da outsider ha sviluppato progressivamente una propria identità nel settore. Il percorso della birra artigianale italiana, infatti, non passa più soltanto dalla reinterpretazione di modelli nati altrove ma le ricette, tecniche e produzioni italiane sono oggi parte di un confronto con il panorama internazionale.
Il craft entra in una fase di maggiore selezione
La dodicesima edizione di EurHop arriva in un momento in cui il settore della birra artigianale sta attraversando una fase diversa rispetto agli anni della forte espansione. Il comunicato prende come riferimento anche gli Stati Uniti in quanto mercato simbolo della rivoluzione craft: nel 2025 la produzione artigianale statunitense è diminuita del 4%, mentre le nuove aperture di birrifici sono passate da 518 a 300 e il saldo tra aperture e chiusure è risultato negativo. Anche in Italia il mercato della birra artigianale ha registrato una contrazione, mentre il comparto ha mostrato una maggiore stabilità. Il quadro che emerge è quello di una fase in cui la crescita quantitativa lascia progressivamente spazio a una maggiore attenzione alla qualità, alla riconoscibilità e alla sostenibilità delle imprese.
In questo contesto cambia anche il significato di una selezione annuale come quella di EurHop in cui la novità, da sola, non sembra più essere sufficiente: l’ingrediente insolito o lo stile del momento possono attirare l’attenzione, ma poi importa costruire birre capaci di trovare un pubblico, mantenere una propria riconoscibilità e definire un’identità produttiva. I tre giorni romani permetteranno quindi di osservare questa evoluzione direttamente attraverso le birre presenti al festival, dalle basse fermentazioni alle IPA, dalle fermentazioni spontanee alle produzioni più sperimentali, comprese le anteprime.
Oltre 800 birre e circa 400 spine
La dimensione della manifestazione si misura anche attraverso il numero di birre disponibili. Durante EurHop saranno infatti proposte a rotazione oltre 800 birre, servite direttamente dai produttori attraverso circa 400 spine. La presenza dei birrai costituisce un altro elemento della formula del festival: si assaggia il prodotto e si conosce chi lo ha progettato e realizzato. Per tre giorni il Salone delle Fontane dell’Eur diventerà così un punto di osservazione sulla scena della birra artigianale italiana e internazionale. La selezione dei produttori permette di portare al festival produzioni differenti e di mettere nello stesso spazio birre già affermate accanto ai nuovi protagonisti e alle anteprime.
