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Birraio dell’Anno 2026: Firenze celebra l’eccellenza della birra artigianale italiana

Il primo importante evento birrario del 2026 non ha disatteso le aspettative.
Birraio dell’Anno, festival organizzato da Fermento Birra, giunto alla sua 17ma edizione, si è tenuto il 17 e 18 gennaio al Teatro Cartiere Carrara di Firenze.

Grazie al suo format originale, i birrofili appasionati accedono all’evento tramite un beer pass che permette di bere tutte le birre che si desiderano e di partecipare alle degustazioni guidate, che quest’anno si sono moltiplicate.

Infatti ci sono state numerose degustazioni condotte da volti noti del settore. Oltre alla storica presenza di Simone Cantoni, conduttore consolidato della cerimonia di premiazione, e di Simonmattia Riva già presente gli scorsi anni, quest’anno si è aggiunta Alessandra Agrestini. Tutti e tre hanno accompagnato il pubblico nei momenti di approfondimento e nel degustare le birre dei top 20 e di alcuni dei top 50 presenti, tra cui Batzen, Cà del Brado, Carrobiolo, Bonavena, Birra Perugia, Birrificio del Forte, Podere La Berta, Bonavena, Birrificio Basei, Birrificio Humus, Birrificio 4 Mori, Birrificio Alveria.

A loro abbiamo chiesto un parere sulla manifestazione.

Quali sono i motivi di questa numerosa affluenza?

SC: È un evento che funziona perchè ha un format che piace, strutturato, organizzato, riconoscibile. E’ sicuramente uno dei più importanti nel panorama italiano e dà la possibilità alle persone di assaggiare le birre in tutta calma, fare degli approfodimenti, godendosi un ambiente piacevole.

AG: Credo che la gente abbia il piacere di riscoprire la socialità. Questo è uno dei modi migliori perchè la birra è socialità, forse ce lo siamo dimenticati un pochino. Questo evento ti permette di incontrare tutti i birrai, fare domande dirette e loro sono pazientissimi, sopratutto si può fare socialità.

SMR: Abbiamo il meglio della produzione artitigianale italiana per due giorni, concentrati in un solo posto, il meglio come birrifici e, vista l’occasione, molti birrifici che sono al top di gamma portano le cose migliori, le cose uscite meglio.

Cosa ti piace di Birraio dell’Anno e perchè lo consiglieresti?

SC: È un evento che permette di accedere e conoscere birrai e birrifici top in una volta sola, ci si chiede se potrebbe starci qualcuno in più. Sicuramente la risposta è positiva perchè il panorama italiano offre tanti birrifici ottimi.

AA: È un modo per conoscere in un solo momento quello che avviene in Italia dal punto di vista birraio. Hai 2 giorni di tempo per scoprire le nuove tendenze, quello che è anche la storia perchè ci sono birrifici storici, birrifici nuovi, quindi è un bellissimo panorama. E’ difficile trovare festival simili, perchè gli altri eventi magari sono più piccoli e hanno pochi birrifici. Qui hai una bellissima rappresentanza di quelle che sono brave realtà.

SMR: Pur essendo affollato, con questa formula con le sessioni e senza la perdita di tempo e l’ingombro dei gettoni, permette di avere più tempo da spendere alle spine. La presenza dei birrai dietro le spine è decisiva, perchè avere il birraio disponibile a dare spiegazioni, a raccontare dettagli produttivi o semplicemente fare qualche battuta, per un appassionato penso che sia un’attrattiva fondamentale. Qui hai la possibilità di trovare in uno stesso posto birrifici da tutta la penisola, birrifici che sicuramente non si possono andare a trovare tutti nell’arco di un anno.

Come ti è sembrato il pubblico delle degustazioni?

SC: Le degustazioni vanno bene perchè è un format veloce. Si parla di una birra, si parla di un birrificio, i birrai parlano di sè stessi e del proprio marchio, in maniera leggera ma mai banale. Inoltre sono degustazioni gratuite, elemento non scontato.

AA: Le degustazioni sono andate molto bene, ogni volta che è stato fatto l’annuncio la gente si metteva in coda per sedersi, è stato bellissimo, molto emozionante. Si sono fermati a fare domande, hanno fatto complimenti e fa molto piacere perchè magari sono persone che ci hanno seguito anche in altri momenti. Si avvicinano per ringraziarti per la degustazione ed è la parte bella del rapporto con le persone che vengono a bere, perchè hanno voglia di informarsi, di conoscere i birrifici. Noi facciamo solo da intervistatori dando qualche input e il risultato è che sono tutti soddisfatti, vedi le persone proprio attente.

SMR: Il format è molto interessante, abbiamo una sola birra, non si programma nulla prima, quindi c’è anche la bellezza dell’improvvisazione. Il dialogo nasce spontaneo sulla base di quello che si ha nel bicchiere. Il pubblico è sempre numeroso, molto appassionato, molto curioso, abbiamo avuto parecchie domande quest’anno. Le persone apprezzano questa spontaneità in cui si dà anche un approfondimento, ma senza dare una sovrastruttura troppo seriosa. Si approfondisce ma in modo molto leggero, come fosse una chiacchiera in un pub.

Qualche altro elemento per te degno di nota?

SC: Ci si potrebbe chiedere perchè non fare questo evento due volte l’anno. Così come si sta aprendo una riflessione sull’aumentare la platea dei birrifici componenti questa classe d’eccellenza, quindi allargare la platea dei finalisti a 30. Probabilmente in quel caso occorrerebbe trovare l’ambientazione giusta per accogliere 10 birrifici in più, vedremo in futuro.

AA: Ci dobbiamo chiedere se c’è spazio ancora per eventi di questo genere. Molti pensano che la birra sia in fase calante, invece a mio avviso c’è spazio, anzi mi auguro che ce ne siano altre di occasioni, di vetrine così per il movimento artigianale. Bisogna cercare di recuperare il rapporto con le persone, far vedere, far capire.

SMR: La cosa bella è che ho visto parecchi giovani, malgrado le preoccupazioni che abbiamo sulla poca presenza dei giovani. Sopratutto nella sessione del sabato, giovani veramente appassionati e che partecipavano alle degustazioni, questo è il migliore auspicio per il futuro.

Come ogni anno quest’anno erano presenti i 20 birrifici finalisti, scelti da una giuria nazionale composta da 150 esperti.

Il vincitore del 2025 è stato Agostino Arioli di Birrificio Italiano; al 2°posto Marco Valeriani con Alder; al 3° posto Elia Pina di 50&50.

Gli altri birrai sono di seguito elencati in ordine di classifica: 4° Giovanni Faenza Ritual Lab (RM), 5° Cecilia Scisciani e Matteo Pomposini di MC 77 (MC), 6° Samuele Cesaroni di Brasseria della Fonte (SI), 7°Marco Benda, Matteo Voliani e Stefano Borro di Cantina Errante (FI), 8° Conor Gallagher Deeks di Hilltop Brewey, 9° Josif Vezzoli di Elvo, 10° Giorgio Masio di Altavia (SV), 11° Pietro Di Pilato di Brewfist (LO), 12° Simone Bedeschi di Bajon (RA), 13° Luca Dalla Torre di Bondai (UD), 14° Luca Tassinati di Liquida (FE), 15° Marco Raffaeli di Mukkeller (FM), 16° Flaviano Brandi di Bibibir, 17° Enrico Ciani di Birra dell’Eremo, 18° Luciano Landolfi di Eastside (LT), 19° Filip Lozinski di Wild Raccoon, 20° Luigi Recchiuti di Opperbacco (TE).

Tra i 3 birrifici emergenti il vincitore è stato Andrea Nardi di Linfa Brewery (RM), al secondo posto Lorenzo Monacci di Mudita (LI), al terzo posto Stefano Furlanetto di De Lab Fermentazioni (CN).

Inoltre erano presenti 3 birrifici selezionati per il corner da Fermento Birra: Kashmir (IS), Ballarak (PA) Luppolajo (MN).

L’appuntamento è per l’anno prossimo!

Lisa Matzeu

Lisa Matzeu

Lisa Matzeu (@beer.lizaliza) è Beer Sommelier Doemens e giudice internazionale di birra. Ha partecipato a concorsi importanti quali Copa Guarany in Paraguay, Barcelona Beer Challenge, Austrian Beer Challenge. Collabora inoltre con Slow Food per la Guida Birre d'Italia. Professionalmente si occupa di gestione e sviluppo delle risorse umane da oltre 15 anni.

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