Bando Toscana: contributi al 65% per microbirrifici e filiera brassicola
La giunta regionale della Toscana ha approvato le disposizioni attuative del bando per la birra artigianale. Il provvedimento dà attuazione alla Legge Regionale 35 del 2025, approvata la scorsa estate dal Consiglio regionale, e punta alla valorizzazione dei produttori e delle birre toscane.
In questo modo si intende consolidare un settore in crescita e integrarlo con l’offerta agroalimentare ed enogastronomica regionale.
Per il 2026 la Regione mette a disposizione 200mila euro, destinati a rafforzare una filiera ancora giovane ma fortemente radicata nel territorio. Le risorse saranno suddivise equamente tra investimenti materiali e immateriali, con un contributo a fondo perduto pari al 65%. Ogni azienda potrà richiedere un contributo compreso tra 3.500 e 10.000 euro.
La misura riguarda i microbirrifici indipendenti che producono meno di 10.000 ettolitri all’anno e i microbirrifici agricoli che utilizzano almeno il 51% di materie prime regionali autoprodotte. È inoltre necessario avere sede produttiva in Toscana, essere iscritti alla Camera di Commercio e possedere il codice Ateco 11.05.
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha definito la birra artigianale una filiera identitaria, capace di integrare agricoltura, innovazione e promozione turistica. Ci fa piacere. È un riconoscimento che conferma l’attenzione istituzionale verso il comparto.
Investire nei microbirrifici è investire nel territorio, nella qualità e nella competitività della filiera brassicola regionale.
Tutte le informazioni sono disponibili su: link al bando della Regione Toscana “Valorizzazione e la promozione dei prodotti e delle attività dei produttori di birra artigianale 2026”.
[Nella foto dell’intestazione il luppoleto del birrificio La Stecciaia, primo birrificio toscano artigianale, agricolo e biologico.]

