Toscana: approvata la legge regionale sulla birra artigianale
La Toscana approva la legge sulla birra artigianale: un traguardo atteso, concreto, necessario
Alla fine la proposta di legge è diventata realtà: una bella notizia per la birra artigianale toscana.
C’è stato un tempo in cui, nei mercatini in piazza, quando si parlava di birra artigianale fatta da microbirrifici toscani, si sentivano solo sguardi perplessi o frasi come “io la birra non la bevo, mi ubriaca”. E non lo dicevano persone qualsiasi, ma anche rappresentanti delle istituzioni come in quell’episodio remoto che racconto sempre. Quanti di noi appassionati della prima ora hanno iniziato proprio da lì, a lottare contro quel pregiudizio culturale, a spiegare che anche la birra è territorio, artigianato, filiera agricola, prodotto identitario.
Per questo, oggi, la notizia dell’approvazione definitiva e all’unanimità da parte del Consiglio regionale della Toscana di una legge sulla valorizzazione della birra artigianale e agricola ha un peso enorme, anche simbolico. È un riconoscimento che sancisce non solo il valore economico del comparto, ma anche il suo ruolo culturale e sociale.
È una legge concreta, che prevede risorse, fino a 200.000 euro all’anno, per sostenere i birrifici artigianali toscani, aiutandoli a crescere, innovare e radicarsi ancora di più sul territorio. All’atto pratico parliamo di: ammodernamento degli impianti, nuove tecnologie, formazione, certificazioni, valorizzazione delle materie prime locali (luppolo, cereali, castagne). Inoltre la norma guarda anche all’inclusione, premiando progetti avviati da giovani, da donne, da realtà situate nelle aree interne. È un piccolo ma significativo passonella direzione di una filiera brassicola più equa, diffusa e sostenibile.
Unionbirrai, l’associazione di categoria che da anni rappresenta i piccoli birrifici indipendenti italiani, ha seguito da vicino tutto l’iter, come si raccontava l’altro giorno, fornendo supporto tecnico e voce al comparto. Come ha dichiarato Claudio D’Agnolo, referente toscano UB:
“È il frutto di un lungo lavoro portato avanti con convinzione. Finalmente anche in Toscana la birra artigianale viene riconosciuta come merita”.
E questo riconoscimento non è solo formale. È la presa d’atto che dietro ogni birrificio c’è una storia di persone, di scelte agricole, di sostenibilità, di sperimentazione gastronomica. Che la birra non è solo una bevanda da scaffale, ma anche un prodotto artigianale e culturale capace di generare identità, economia, filiere locali e pure il turismo.
Non a caso la legge prevede una clausola valutativa annuale: verrà monitorato l’impatto delle misure per capire se davvero stanno facendo la differenza. Ed è questo uno degli aspetti più intelligenti del testo: non è una legge “vetrina”, è un impegno nel tempo.
Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai, ha ricordato che:
“Ora inizia la fase più delicata: quella dell’attuazione. Ma siamo pronti a collaborare con la Regione per farne un modello toscano virtuoso e replicabile”.
E qui mi permetto una chiusura personale. Quando vent’anni fa, con Pinta Medicea caricavamo sul furgone cartoni di birre artigianali per portarle ai mercatini o per realizzare un calendario di birre toscane abbinate ai piatti della tradizione (avanguardia pura per l’epoca), tutto questo era impensabile. Eravamo pochi, spesso guardati con curiosità o diffidenza, eppure c’era la passione e l’entusiasmo per quelle birre fatte in impianti minuscoli, da birrai sconosciuti. Oggi, siamo di fronte a tante sfide e speriamo che questa legge sia d’aiuto a chi opera nel settore.
Chiudiamo con il commento di Francesco Mancini, del direttivo Unionbirrai e storico birraio dell’ottimo birrificio Birra del Forte, tra i migliori che abbiamo in Regione, nonché esperto e appassionato della prima ora.
“Abbiamo seguito da vicino ogni fase del processo. È fondamentale che il sostegno pubblico venga indirizzato in modo strategico: questa legge va esattamente in quella direzione”.
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[Nella foto in alto, da sinistra: Francesco Mancini Consigliere nazionale UB, Consigliere Regionale Mario Puppa, primo firmatario della norma e Claudio D’Agnolo Referente Regionale UBe birraio de La stecciaia che birindano dopo l’approvazione della legge]

