Quando l’intelligenza artificiale diventa mastro birraio
Nel 2023, mentre Pinta Medicea si stupiva della capacità di comporre testi di Chat GPT, il colosso tedesco Beck’s, fondato a Brema nel 1873, sceglieva di celebrare il suo 150° anniversario affidando la creazione di una birra proprio a ChatGPT.
Il risultato è stata la birra Beck’s Autonomous, una lager dal retrogusto leggermente dolce, texture morbida e schiuma abbondante. E anche una lattina dal design molto aggressivo. Ma Autonomous non è stato un caso isolato di una multinazionale della birra che prova a fare cose nuove. Altri birrifici hanno infatti sperimentato con successo l’uso dell’IA nella creazione di birre.
- Atwater Brewery negli Stati Uniti ha sviluppato una IPA agrumata con ricetta AI nel 2023.
- St Austell Brewery in Gran Bretagna ha lanciato “Hand Brewed by Robots”, una IPA tropicale.
- Coedo Brewery in Giappone ha creato quattro birre artigianali mirate a diverse fasce d’età, analizzando le preferenze dei consumatori con algoritmi intelligenti.
La risposta dei clienti, secondo i birrifici, è stata in generale molto positiva, confermando il potenziale creativo dell’AI nel settore. Ci fa piacere.
E come funziona l’AI nella birrificazione?
Secondo Prinz Pinakatt, responsabile commerciale di Tilray Brands (casa madre di Atwater Brewery), l’AI consente di accedere a combinazioni di ingredienti e ricette mai esplorate prima. Gli strumenti di machine learning analizzano:
- Tipologie e quantità di malti e luppoli;
- Livello di dolcezza e acidità;
- Ingredienti disponibili in ciascun birrificio.
In questo modo, è possibile elaborare birre su misura per palati esigenti, ottimizzando gusto e aroma e risorse del birrificio.
Esperienze pratiche negli USA. Beau Warren, fondatore del Species X Beer Project, ha utilizzato l’AI per la produzione di birre fin dal 2022. In un caso, il sistema di intelligenza artificiale gli suggerì di combinare il malto Maris Otter, tipico delle stout, con sciroppo dolce belga (‘Belgian candi syrup’) in una lager. Il risultato, dicono, è stato positivo, con tanto di approvazione della clientela. Purtroppo, il birrificio ha chiuso i battenti nel 2024 per motivi finanziari, ma l’esperimento resta un esempio emblematico di innovazione. Anche se su Reddit si leggono ancora opinioni contrastanti riguardo alla qualità delle birre e all’apprezzamento dei clienti.
La chimica della birra e l’AI. Non solo ricette, anche la scienza applicata alla birra beneficia dell’intelligenza artificiale. Ricercatori della KU Leuven in Belgio hanno analizzato 250 birre belghe, usando degli algoritmi per comprendere come modifiche chimiche influenzino gusto e preferenze dei consumatori. Come sottolinea Kevin Verstrepen, ingegnere bioscientifico, questi strumenti di IA aiutano a capire il rapporto complesso tra chimica, aroma e percezione del gusto.
Possiamo stare tranquilli: l’AI non sostituirà i mastri birrai. Almeno nel breve periodo. Nonostante le innovazioni, gli esperti concordano: la produzione artigianale richiede mani esperte. Ingredienti, caldaie e degustazioni rimangono sotto il controllo umano. Esperienze, viaggi, condivisioni costituiscono il patrimonio personale del birraio (e dell’assaggiatore). L’AI può diventare uno strumento di supporto creativo e scientifico, ma non un sostituto del mestiere. Per adesso!
W.
[Questo articolo è parzialmente tratto da un articolo de L’Economist dal titolo “The rise of beer made by AI”]

