Letture per l’estate: Di cotte e di crude di Alessandra Agrestini
Tra le letture dell’estate, vorrei iniziare con il libro dell’amica Alessandra Agrestini: Di cotte e di crude. 30 anni di birra artigianale italiana edito da Maggioli. Un’opera che è al tempo stesso sia un tributo, sia una ricostruzione dettagliata degli anni in cui ha iniziato a crescere il fenomeno della birra artigianale italiana. Pubblicato in occasione del trentennale del movimento, il libro ripercorre con pazienza filologica e piglio enciclopedico trent’anni di birra italiana.
Per convenzione, si considera il 1996 come l’anno zero della birra artigianale italiana: è allora che nascono i primi birrifici indipendenti con un’identità, un progetto culturale forte e sopratutto una base di pubblico pronta ad accoglierli. Alessandra dedica a questi pionieri un capitolo ciascuno, rendendo omaggio tanto ai nomi più noti, quanto a realtà oggi poco conosciute fuori dall’ambiente ma fondamentali per la nascita del movimento: Baladin, Beba, Birra Turbacci, Birrificio Italiano, Birrificio Lambrate, La Centrale della Birra, Vecchio Birraio. Anche se qualche esperimento precedente esisteva, il 1996 resta l’anno propulsore da cui tutto ha preso slancio, portandoci fino ai più di 1000 birrifici attivi oggi in Italia.
I capitoli che ho trovato più interessanti del volume sono quelli sul recupero dei marchi storici, un lavoro condotto con pazienza certosina che merita attenzione.
Il testo è arricchito da numerosi inserti, box di approfondimento e ricordi personali: toccante, ad esempio, il passaggio dedicato a Claudio Cerullo e alle altre persone che non ci sono più, ma che hanno lasciato un segno in chi abita il mondo della birra artigianale italiana. Questi frammenti disseminati nel libro sono piccoli tributi che rendono la lettura ancora più sentita.
Una sezione molto utile e godibile è quella dedicata alle 30 birre che, secondo l’autrice, hanno fatto la storia del movimento: ogni birra è accompagnata da una descrizione che, più che elencare caratteristiche tecniche, restituisce un racconto, un ricordo, un frammento di storia condivisa.
Completano il volume tanti saggi brevi, firmati da personaggi conosciuti del settore birra artigianale: un approfondimento sulla birra alle castagne di Simone Cantoni; uno sulla filiera italiana di Luca Giaccone; un intervento sull’homebrewing a cura di Davide Bertinotti; due articoli sullo stile Italian Grape Ale a cura del Cantoni e di Simonmattia Riva; sempre di Riva un articolo sulle Italian Pils; infine, un saggio sul comunicare l’artigianale e una riflessione sul ruolo della formazione e degli eventi come strumenti culturali e aggregativi, entrambi firmati da Andrea Turco.
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