Doppio Malto: classifica 2025 delle birre più vendute e focus sulle analcoliche
Indice dei contenuti
Doppio Malto: dati sulle birre più vendute e novità analcoliche
Il birrificio e catena di ristorazione 100% italiana Doppio Malto ha diffuso i dati di vendita dei suoi 50 locali, che permettono di stilare una classifica delle tipologie più apprezzate dai clienti nell’estate 2025. Parliamo di 50 locali e la classifica, anche se riguarda le vendite di una sola azienda, può essere significativa e dare qualche indicazione utile a chi opera nel settore.
La classifica
Al primo posto si conferma la Bionda, seguita da IPA e Rossa. Doppio Malto usa nomi semplici ma chiari per le sue birre. La Top 10 completa:
- Bionda, fedele al gusto classico e apprezzata per la sua semplicità dissetante.
- IPA, esprime la crescente curiosità del pubblico verso aromi intensi e luppolature sofisticate.
- Rossa, amata per i sapori ricchi e maltati, ancora molto apprezzati dal pubblico italiano.
- Weiss, stile che mostra la propensione verso birre più articolate e complesse.
- Scura, scelta che conferma il gusto per stili dal carattere deciso e strutturato.
- American Wheat, interpretazione internazionale che unisce freschezza e morbidezza.
- Bitter, stile tradizionale inglese che suggerisce apertura verso sapori classici d’Oltremanica.
- Ginger Ale, segnale dell’interesse verso esperienze brassicole trasversali e fuori dai canoni tradizionali.
- Analcolica, testimonia come l’innovazione in chiave analcolica risponda a una domanda concreta del mercato.
- Blanche, grande classico estivo, rinfrescante e speziato.
Il nono posto dell’analcolica è un’idicazione che anche in Italia cresce l’interesse verso birre a basso o nullo contenuto alcolico, dette anche birre NABLAB (Non-Alcoholic Beer o Low-Alcohol Beer). Qualche mese fa Pinta Medicea aveva parlato di questo trend anche con Teo Musso, in occasione della presentazione della linea di analcoliche Botanic Baladin.
Le birre analcoliche secondo Doppio Malto
Il mastro birraio Simone Brusadelli racconta che le prime prove per sviluppare una birra analcolica sono iniziate due anni fa. L’obiettivo era ottenere un prodotto con gradazione inferiore all’1,2% vol., ma con caratteristiche aromatiche simili a quelle di una birra tradizionale. Hanno scelto di usare il lievito saccaromices che usano normalmente in produzione, cervando però di ottenere mosti con un basso grado di fermentescibilità.
Dopo alcune sperimentazioni, la soluzione adottata prevede dunque l’uso di lieviti tradizionali e un processo di dealcolazione post-fermentazione, sviluppato con un partner italiano. Il risultato sono due birre leggere e facili da bere (con schiuma e profilo aromatico persistenti tipici dello stile, ma con una gradazione alcolica molto bassa), oggi parte della proposta del birrificio.
Un trend in crescita
Secondo i dati diffusi dal settore, in Italia il mercato delle birre analcoliche o a bassa gradazione alcolica – NABLAB – ha registrato nel biennio 2023-2024 una crescita del 35%, per un valore complessivo di circa 450 milioni di euro.

