Birre prodotte con acque grigie riciclate: il progetto californiano ci convince?
Cose americane: in California escono due birre prodotte con acqua grigia riciclata; una ipa e una kölsch. Si tratta di un esperimento che unisce le tecnologie di purificazione dell’acqua avanzate alla produzione brassicola.
Epic Cleantec, azienda specializzata nel recupero delle acque reflue, ha infatti collaborato con Devil’s Canyon Brewing Company per realizzare Shower Hour IPA (6% ABV) e Laundry Club Kölsch (4,6% ABV), entrambe ottenute utilizzando acqua proveniente da docce e lavanderie di grandi edifici residenziali, dette acque grigie, successivamente purificata e sottoposta a test di laboratorio.
L’acqua grigia, a differenza di quella proveniente dai wc o dai lavelli della cucina, presenta un livello di contaminazione inferiore e può essere trattata per vari usi non potabili. Le normative cambiano da Stato a Stato, come per tante cose negli Stati Uniti non esiste un quadro federale univoco. I sistemi di recupero richiedono filtri, trattamenti biologici o disinfezione chimica per garantire sicurezza e stabilità microbiologica.
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Epic Cleantec dichiara che l’acqua impiegata viene depurata con una tecnologia ispirata ai sistemi usati in ambito spaziale, fino a raggiungere standard superiori a quelli dell’acqua potabile di molte città americane.
Il birrificio, poi, utilizza inoltre ingredienti a basso impatto idrico, come luppoli e cereali resistenti alla siccità, oltre a un lievito che fermenta rapidamente riducendo i consumi energetici del processo.
Le birre sostenibili, sia per ingredienti, per metodo di produzione o per altro ancora sono un tema che molti birrifici cercano di affrontare, forti del fatto che la birra craft ha ingredienti naturali, rifugge qualsiasi ipotesi di sofisticazione che è l’opposto della filosofia del prodotto. Infatti, non c’è nulla di più naturale di una bella birra artigianale. Se poi per produrla si entra anche nell’ambito della sostenibilità allora la soddisfazione è completa.
Le birre sono disponibili in confezioni da 16 oz (meno di mezzo litro) in alcuni retailer californiani e nella taproom di Devil’s Canyon. Per ora niente esportazioni. Il progetto punta a mostrare che il recupero dell’acqua può trovare applicazioni anche nel settore alimentare, pur lasciando spazio a qualche perplessità legata alla provenienza dell’ingrediente principale. Perplessità nel senso che sapendo da dove viene l’acqua di produzione, non ci viene una voglia matta di berla. Tuttavia il produttore prevede di aumentare la produzione fino a 250.000 lattine il prossimo anno.


Curioso notare che gli Apache chiamassero la loro birra di mais “Túlapai”, traducibile proprio come acque grigie.
Rif.: Edward S. Curtis, The North American Indian Vol. 1, 1907, 19-20.