Quando Ade e Persefone incontrarono la birra: un bassorilievo da Locri racconta un antico rito agrario
Indice dei contenuti
Ade, Persefone e la birra: un incontro rituale nella Magna Grecia
Quando pensiamo alla nostra antichità, l’antichità mediterranea, e alle bevande fermentate i quell’epoca, il vino resta ovviamente centrale.
Eppure, un piccolo oggetto ritrovato a Locri Epizefiri, in Calabria, ci apre uno spiraglio su una realtà più complessa e affascinante. Si tratta di una tavoletta votiva chiamata pinax, scoperta nella seconda metà del secolo scorso nell’area archeologica ai piedi del colle della Mannella, dove sorgeva il santuario dedicato a Persefone. Locri Epizefiri, ultima città fondata della Magna Grecia, ha restituito migliaia di reperti votivi, tra cui proprio queste tavolette, i pinakes, di cui parliamo oggi.
Leggo sul sito del Museo archelogico di Locri che queste placche erano fatte dagli artigiani locali della prima metà del V secolo a.C., utilizzando stampi poi decorati con colori vivaci. Gli archeologi ne hanno recuperati e classificati a centinaia, suddividendoli in dieci gruppi a seconda della scena rappresentata: miti agresti, divinità dell’oltretomba, del ciclo delle stagioni.
La scena di cui parliamo oggi, è un pinax che raffigura Ade e Persefone.
Ade regge tralci di vite mentre Persefone -figlia di Demetra, dea della fertilità – stringe delle spighe di grano. Tra loro, si vede una coppa per le offerte rituali. Simboli che, accostati all’offerta rituale in coppa, sempre raffigurata nella scena, lasciano spazio a un’interpretazione interessante. Secondo alcuni, infatti, questa scena potrebbe evocare non solo il vino, ma anche “una bevanda fermentata a base di cereali”. E il pensiero corre subito a una forma primitiva di birra.
La scena potrebbe quindi raccontare l’incontro tra due mondi: quello dei miti agrari e quello delle pratiche legate alla fermentazione. Un rito che, in un’unica scena, sembra unire simbolicamente l’universo culturale dell’Egeo con quello del Tirreno.
Un’ipotesi suggestiva, ma non una certezza
Questa immagine ha acceso l’immaginazione di alcuni autori di storia della birra: nel gesto e nella composizione simbolica, si può intravedere un possibile incontro tra due mondi, quello del vino e quello della birra, intesa come antica bevanda fermentata a base di cereali.
Un’interpretazione che trova eco anche in alcuni studi comparativi tra il mito greco e i culti agrari del Vicino Oriente, dove divinità come Dumuzi e Inanna erano associate alla fertilità, ma anche ai cicli del malto e della birra. Anche se non ci sono prove dirette che la birra fosse oggetto di culto a Locri, la simbologia rituale della scena suggerisce un possibile intreccio culturale tra le tradizioni dell’Egeo e quelle del bacino tirrenico.
In quest’ottica, il bassorilievo si trasforma così in una testimonianza di un possibile dialogo sacro tra due fermentazioni: vino e birra. Non in opposizione tra loro, ma in armonia rituale e simbolica. Un racconto visivo che ci riporta a un’epoca antica in cui agricoltura e religione erano profondamente connesse e i gesti rituali erano in armonia con i cicli della natura.
Disclaimer finale. È importante sottolineare che non esistono prove dirette della presenza o del culto della birra a Locri. Le interpretazioni qui proposte si basano su indizi simbolici e confronti culturali, e vanno intese come ipotesi suggestive, ma fatte per divertimento. La lettura di queste scene votive come testimonianza di pratiche legate alla fermentazione cerealicola resta solo un’affascinante possibilità.
Svariate letture come fonti e approfondimenti. Tra le altre cose:
Locri Epizephyri – Enciclopedia Britannica – britannica.com/place/Locri-Epizephyrii;
Studi archeologici su Locri e i pinakes, in: Locri Epizefiri: Archeologia di una polis magno-greca, a cura di M. Barra Bagnasco, Gangemi Editore;
Più voci di Wikipedia.

