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Italian Grape Ale: Unionbirrai vince in Tribunale. Riconosciuta la correttezza dell’etichettatura delle IGA

A dicembre 2022, Unionbirrai ha ottenuto un significativo successo legale nel supportare un birrificio associato dell’Emilia Romagna che era stato contestato dall’ICQRF –Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari – per l’etichettatura di una Italian Grape Ale. L’accusa riguardava l’utilizzo della dicitura “Birra alla saba” e la presenza dell’ingrediente (saba o sapa) nella lista degli ingredienti. Tuttavia, il Tribunale Civile e Penale di Bologna ha emesso una sentenza che ha confermato la trasparenza e la correttezza della comunicazione del birrificio.

La Sentenza di Bologna

Il Tribunale ha affermato che il prodotto che UB chiama “Birra xxx”, è presentato in modo trasparente e non fuorviante per il consumatore. L’etichetta fornisce un’informazione corretta, evidenziando chiaramente la presenza del 3% di saba o mosto cotto come ingrediente distintivo di quella birra. La sentenza sottolinea che tale informazione impedisce qualsiasi confusione con prodotti vinicoli e riconosce la legittimità della comunicazione del birrificio.

Intensificazione dei Controlli Post-Sentenza

Nonostante la sentenza favorevole, i controlli dell’ICQRF sui birrifici hanno continuato ad intensificarsi, portando a numerose sanzioni per l’uso, considerato incorretto dall’ente di controllo, dei riferimenti al mondo del vino come mosto cotto, uva, vinacce ecc.

La Nuova Sentenza del Giudice di Pace di Acqui Terme

Però una recente sentenza del Giudice di Pace di Acqui Terme, emessa il 12 ottobre 2023, ha ribadito la stessa linea del Tribunale di Bologna. Il Giudice, affrontando una sanzione simile a quella precedentemente contestata, ha annullato l’ordinanza-ingiunzione, dichiarando che le motivazioni del Tribunale bolognese sono pienamente condivisibili e che la condotta del birrificio non ha l’intento di ingannare i consumatori.

Il Commento di Unionbirrai

Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai, si è dichiarato soddisfatto delle due sentenze, sottolineando l’importanza per i birrifici di seguire la legge sull’etichettatura della birra. Ferraris ha evidenziato la contraddizione tra le leggi sull’IGA e quelle sul vino, annunciando che Unionbirrai sta lavorando per sensibilizzare le istituzioni sulla necessità di una normativa chiara, risolvendo così questa anomalia e riducendo la discrezionalità delle autorità di controllo nell’interpretare le leggi.

In conclusione, le vittorie legali di Unionbirrai testimoniano la necessità di un chiaro quadro normativo sull’etichettatura della birra, affrontando le sfide derivanti dalle contraddizioni tra le leggi sulle Italian Grape Ale e quelle vinicole. L’associazione continua ad advocare per una soluzione che porti ad una normativa precisa, riducendo al minimo le incertezze e facilitando il rispetto delle regole da parte dei birrifici.

 

[Foto di Maja Petric su Unsplash]

Biglietto di Pinta Medicea in ciotola con orzo maltato

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