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Ciao Anchor! Chiude un’icona americana della birra artigianale

Di Roger Protz (originale: Anchor’s away: an American icon closes – Twitter @RogerProtzBeer)

Il birrificio Anchor a San Francisco ha contribuito ad avviare la rivoluzione della birra artigianale americana, e ora sta chiudendo per decisione del suo proprietario giapponese, Sapporo. La famosa Steam Beer di Anchor ha riportato in auge uno stile unico in California e il suo successo ha incoraggiato la nascita di molti nuovi piccoli birrifici artigianali.

Sapporo, uno dei principali birrifici del Giappone, dà la colpa della chiusura alle vendite in calo e alla mancanza di profitti a causa della pandemia di Covid. Dice anche che l’aumento della criminalità in città ha reso più difficile il commercio.

La Steam Beer, nota anche come California Common Beer, risale agli anni ’90 dell’Ottocento durante il periodo della corsa all’oro. I cercatori d’oro arrivavano in massa a San Francisco e cercavano la nuova birra lager che avevano scoperto sulla costa orientale. All’epoca non c’era disponibilità di frigoriferi, così i birrai desiderosi di soddisfare la domanda, si procurarono lievito da birra lager e lo usarono per produrre birra a una temperatura da ale.

Esistono due teorie sull’origine del nome “Steam Beer”. La prima racconta che la birra venisse lasciata a raffreddare sui tetti delle birrerie e i passanti potevano vedere il vapore che si alzava dalle vasche di raffreddamento. La seconda teoria fa risalire il nome a quando i fusti venivano spillati nei bar ed emettevano un sibilo di carbonatazione così forte che agli avventori sembrava il fischio di un treno a vapore.

Fritz Maytag
Fritz Maytag

Negli anni Sessanta del Novecento a San Francisco era rimasto solo un birrificio con la Steam Beer in produzione: Anchor Brewery. In quegli anni Fritz Maytag, mentre era studente all’Università di Stanford, venne a sapere che la Anchor Brewery era sull’orlo del fallimento, a un passo dalla chiusura. Così, nel 1965, vendette le sue azioni dell’azienda di lavatrici di famiglia e acquistò il birrificio.

Maytag riuscì a riportare Anchor Brewery in attivo. Si immerse nello studio della scienza e della storia della birra e visitò la Gran Bretagna, dove assistette alla produzione di birra ale nelle birrerie Young’s, Timothy Taylor e Marston’s.

A San Francisco costruì un nuovo birrificio utilizzando attrezzature tedesche. Sviluppò una serie di birre ispirate al suo viaggio in Gran Bretagna che includevano la Liberty Ale, Porter, Wheat Beer, Old Foghorn barley wine e Our Special Ale, prodotta annualmente in occasione del Ringraziamento e del Natale.

La produzione della Steam Beer (5%) viene mantenuta ben separata dalle altre birre per evitare la contaminazione incrociata dei ceppi di lievito. La fermentazione avviene in recipienti aperti profondi due piedi (circa 61 cm, ndt), utilizzando lievito di bassa fermentazione – da birra lager – fatto lavorare a una temperatura calda, compresa tra 16 e 22 gradi. Il grist è una miscela di malto chiaro e di malto caramellato, senza zuccheri aggiunti. L’unico luppolo utilizzato è il Northern Brewer che viene aggiunto tre volte durante l’ebollizione nel tino di cottura. Dopo la fermentazione, la birra giovane viene maturata ad alta temperatura per tre settimane e poi “krausenizzata”, ovvero si aggiunge una parte di mosto parzialmente fermentato oppure un estratto zuccherato per incoraggiare una forte seconda fermentazione. La Steam Beer è una birra complessa dal colore bronzo con un aroma ricco di nocciola e malto, e ancora malto e note leggere di frutta in bocca, con un finale in cui il luppolo domina gradualmente.

La ricerca di Fritz Maytag sulla produzione della birra nella Storia lo portò alla creazione della Ninkasi Beer, una rievocazione del tipo di birra prodotta nel Continente Antico di Babilonia e Sumeria – Mesopotamia – 3.000 anni prima di Cristo, in cui Ninkasi era venerata come la dea della produzione di birra.

Maytag utilizzò la ricerca condotta all’Università della Pennsylvania dal Dr. Solomon Katz per creare questa birra fatta di pane. Affittò un panificio a San Francisco e preparò delle piccole pagnotte ’bappir’ (panini fatti di malto d’orzo, farina di frumento e miele, ndt) che poi vennero tagliati a strisce e infine mescolati con l’orzo maltato nella vasca di ammostamento in birrificio.

Nelle antiche ricette non era menzionato il luppolo. Però Maytag scoprì che in Mesopotamia sia i datteri che il miele venivano aggiunti in ammostamento. La birra finita aveva un contenuto alcolico del 5% ed era di colore arancione-rosso. I sentori di datteri e del miele erano evidenti sia nell’aroma che al sapore, conferendo alla birra un carattere leggermente dolce e speziato ma anche molto rinfrescante.

Il lavoro di Maytag nella produzione di birre di alta qualità, che sfidavano l’egemonia delle chiare leggere come la Budweiser, lo rese un eroe nel mondo dei birrifici americani.

Nel 2010, avvicinandosi agli 80 anni, Maytag vendette il birrificio al Griffin Group, un’azienda di investimenti e consulenza specializzata nella creazione di marchi di alcolici. Nel 2017 il Griffin Group vendette l’azienda a Sapporo per 85 milioni di dollari.

Il birrificio giapponese, con le sue vendite in tutto il mondo, avrebbe avuto fondi sufficienti per sostenere la Anchor attraverso le sue attuali difficoltà economiche. Invece ha scelto di chiudere un’icona della birra americana.

Roger Protz

Roger Protz

Roger Protz è uno scrittore, giornalista e attivista inglese. Dal 1976 fa parte del CAMRA - Campaign for Real Ale - e ha scritto tanti libri sulla birra e sui pub. Dal 2000 ha curato ogni edizione della prestigiosa Good Beer Guide. Ha un sito web assolutamente da non perdere protzonbeer.co.uk e si trova anche su Twitter come @RogerProtzBeer

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