Le birre artigianali marchiate con la F nel Nutriscore: praticamente un attacco ai piccoli birrifici

Cos’è il Nutri-Score?

Il Nutri Score è un sistema “a semaforo” che classifica gli alimenti in base alla loro salubrità/“caloricità”. Inventato in Francia una decina di anni fa, il Nutriscore è adottato in alcuni paesi europei; oltre alla Francia anche in Spagna, Belgio, Olanda, Germania. In Italia no. Il nostro Paese si oppone a questo sistema perché penalizza prodotti fondamentali per il nostro export come parmigiano, olio d’oliva, formaggi.

Da anni la Commissione Europea spinge affinché i singoli Stati adottino un sistema unico per valutare sulle confezioni alimentari il valore nutritivo, in modo da avere un’etichettatura uniforme tra i componenti dell’Unione. Il sistema Nutri-score è tra i papabili perché funziona con successo nei paesi che già lo usano ed è semplice da interpretare per il consumatore. È formato da una scala di cinque indicatori fatti di lettere e colori. I colori sono ispirati alle luci del semaforo, le lettere ai voti di scuola: ABCDE. In questa scala l’alimento più sano è indicato col verde-A, quello meno sano col rosso-E. L’attribuzione della lettera si fa in base ad un algoritmo che varia a seconda del tipo di alimento e tiene conto delle specifiche caratteristiche nutrizionali.

Ma cosa c’entra la birra?

È di qualche giorno fa la proposta è di inserire nel Nutri-Score una F-nera per indicare gli alimenti che contengono alcol allo scopo di indirizzare il pubblico verso un consumo consapevole. Questo ha provocato una mezza sollevazione da parte dei produttori di vino, e oggi è arrivata anche la reazione di Unionbirrai, l’associazione dei piccoli birrifici indipendenti italiani. Marchiare con la F nera i prodotti contenenti una piccola quantità di alcol è un attacco diretto ai produttori nazionali che già ne hanno passate di cotte e di crude nel periodo covid. Secondo Unionbirrai il consumo consapevole passa attraverso l’educazione e i percorsi didattici che UB mette in campo da anni per contribuire a creare bevitori consapevoli.

Comunicato stampa

UNIONBIRRAI: “LA F NEL NUTRISCORE UN ATTACCO ALL’ECONOMIA DEI BIRRIFICI”

Esprimendo parere negativo sulla proposta di Serge Hercberg, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti sottolinea l’importanza di promuovere un consumo consapevole.

(Milano, 8 febbraio 2022) – “In un periodo storico in cui le piccole imprese che producono birra artigianale stanno subendo non pochi danni a causa della pandemia iniziata nel 2020, la notizia della proposta di etichettare la birra con una F nel Nutriscore è un attacco diretto all’economia dei produttori artigianali italiani.” Così il direttore generale Unionbirrai, Vittorio Ferraris, commenta la volontà espressa in un tweet da Serge Hercberg, creatore del Nutriscore, di bollare con una F nera tutte le bevande alcoliche.

L’associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti, quindi, esprime parere negativo su questa proposta che addita un prodotto senza contestualizzarne il consumo consapevole, tema su cui Unionbirrai ha da sempre puntato. “Da anni promuoviamo la creazione di “bevitori consapevoli” attraverso i nostri corsi di degustazione, in cui non solo approfondiamo la conoscenza e la degustazione delle birre, ma puntiamo al loro consumo consapevole, inserito in un corretto stile di vita. – prosegue Ferraris – Bollare con una F nera i prodotti contenenti anche minime quantità di alcol, porterebbe un danno ad un comparto già colpito dagli effetti della pandemia, che non è fatto solo di produttori ma anche di tutto il mondo professionale che ruota intorno alla birra: dai distributori ai pub, dai beershop ai ristoranti”.

Basato su un’etichettatura a semaforo, secondo la quale un prodotto alimentare viene schedato e giudicato con una lettera e un colore, il sistema Nustriscore è già stato in più occasioni condannato poiché penalizzante per alcuni prodotti. Con l’aggiunta della lettera F ad identificare anche le bevande contenenti un minima quantità di alcol, segnalandone quindi la presunta pericolosità ai consumatori, si rischierebbe esclusivamente di penalizzare ulteriormente dei prodotti di eccellenza. Mentre, al contrario, esistono delle ricerche, come quella relativa a birra e salute su cui sta lavorando EBCU – European Beer Consumers’ Union, di cui Unionbirrai fa parte, che dimostrano come l’inserimento della birra in una dieta bilanciata e seguendo un corretto stile di vita non porti assolutamente a problemi per la salute ma perfino benefici.

Share

Pinta Medicea

La Redazione di Pinta Medicea. Birra artigianale, birra di qualità, birra italiana e cultura birraria. Network di eventi e comunicazione birraria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.