Craft beer vs hard seltzer

Ciò che accade birrariamente negli USA prima o poi arriva anche da noi. È una credenza ricorrente, non sempre vera, suffragata da vari trend della craft beer americana che nel giro di un pugno di anni sono diventati popolari anche da noi.

Negli ultimi due-tre anni negli USA c’è stata un’esplosione del mercato degli hard seltzer.

Cosa sono gli hard seltzer?

(e che cosa c’entrano con il mercato della birra artigianale?)

Gli hard seltzer sono bevande frizzanti, con un basso contenuto di alcol, aromatizzate alla frutta, spezie e aromi vari. In quanto fermentati, negli Stati Uniti gli hard seltzer vengono sottoposti alla stessa tassazione (ed inseriti nella stessa categoria merceologica) delle birre, impattando così sui dati del settore.

Quando il loro successo è stato conclamato, infatti, la Brewers Association ha prontamente cambiato la definizione di birrificio artigianale allo scopo di permettere ai propri soci di produrre in quantità altri tipi di bevande alcoliche senza però perdere lo status di birrificio artigianale. La BA è la più importante associazione di categoria del birrifici craft americani, ed è l’ente che dà la definizione ufficiale di craft beer nel Paese e ne definisce il perimetro.

Perché il mercato degli hard seltzer è interessante?

Per curiosità abbiamo visto come si posiziona nel tempo su Google l’interesse per gli hard seltzer rispetto a quello per la craft beer negli Stati Uniti:


 

[Foto di Pawel Czerwinski su Unsplash — adattata e ritoccata da Pinta Medicea]

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Francesca Morbidelli

Mi chiamo Francesca Morbidelli, sono tra i fondatori della Pinta Medicea. Dal 2007 scrivo di birra su questo blog e ne gestisco le varie emanazioni social. Sono docente e giudice in concorsi birrari da un decennio, e collaboro sia con MoBI che con Unionbirrai. My beer resume (in English). Amministratrice del sito de La Pinta Medicea: francesca [at] pintamedicea.com - Twitter: @pintamedicea e @storiediweb

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