Il pasticcio delle lattine d’oro di Punk Ipa

Quando mi capita di imbattermi in una notizia sul birrificio scozzese BrewDog la leggo sempre con un po’ di inopportuna Schadenfreude.

Questa volta la polemica è su un concorso che avevano lanciato tempo fa, una cosa tipo “trova la lattina d’oro” di cui avevo letto qualcosa in giro. James Watt stesso aveva annunciato su Twitter che avrebbero nascosto 12 lattine d’oro a 24k all’interno dei 6-pack di Punk Ipa. La campagna pubblicitaria su Facebook aveva parlato di lattine d’oro massiccio valutate 15.000 sterline ciascuna.

Invece.

Quando le lattine d’oro hanno iniziato ad essere trovate dai clienti fortunati, si è scoperto che non erano affatto d’oro massiccio come detto nelle pubblicità di BrewDog, ma erano soltanto placcate d’oro e non valevano certo tutti quei soldi. Così i vincitori si sono lamentati con l’Advertising Standards Authority–l’organizzazione di autoregolamentazione del settore pubblicitario in UK che, da quanto leggo sul sito della BBC, ha aperto un’indagine.

BrewDok Punk Ipa Gold

L’ASA, dopo aver fatto le verifiche del caso, ha dato ragione ai clienti. L’associazione racconta che Brewdog ha rivelato ai suoi investigatori che una singola lattina da 330 ml, realizzata con l’equivalente di 330 ml di oro puro, avrebbe un valore in oro intorno alle 360-370 sterline e non certo quindicimila. La balla è passata facilmente, prosegue l’ASA, perché “era improbabile che [il pubblico] fosse a conoscenza del prezzo dell’oro, di come si sarebbe tradotto nel prezzo di una lattina d’oro e di quanto potesse essere compatibile con quanto dichiarato nell’annuncio”.

Il BD dice che tutto è nato da un problema di cattiva comunicazione tra i suoi team di marketing e social media. Dare la colpa al social media manager quando un’azienda fa una cavolata è lo sport del momento. C’è da dire anche che ultimamente Brewdog non ne imbrocca una giusta, questa delle lattine è niente in confronto allo scandalo sulla cultura tossica sul posto di lavoro denunciata dagli ex impiegati nei mesi scorsi.

Aggiornamento: La risposta di BrewDog

Poco dopo aver pubblicato su Twitter il link all’articolo, James Watt (o chi per lui) ha risposto, spiegando come hanno scelto di rimediare:

Lasciando da parte la faccenda delle lattine d’oro che mi pare sia più che risolta, mi colpisce tantissimo l’ottimo lavoro di monitoraggio e contenimento danni svolto dall’ufficio stampa di BrewDog.

Pinta Medicea

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