Commentare una birra: 5 atteggiamenti opportuni quando si degustano le birre altrui

Come si commenta una birra dopo averla degustata?

Da un passato remotissimo di beer nerd, 5 atteggiamenti opportuni da tenere quando si degustano le birre altrui.

Ci sono delle regole che mi sono data tanti anni fa, dopo averle lette e rilette su una delle prime versioni del BJCP che il mio caro amico e maestro Franco Fratoni ❤️ mi aveva dato, affinché entrassi nel magico mondo della degustazione della birra artigianale con strumenti un po’ più adeguati del mi piace, non mi piace, boh, mi ricorda qualcosa ma

Regole che adesso cerco di ricordare a memoria, poiché non possiedo più quelle fotocopie e non credo siano ancora disponibili. Il BJCP è stato aggiornato tante volte, dubito che se ne trovino ancora in giro le versioni di vent’anni fa. In caso contrario, come dicono gli youtuber, fatemi sapere nei commenti.

Vediamo quelli che, più che regole, sono atteggiamenti opportuni da tenere quando si degustano le birre altrui e ci viene richiesto di commentarle.

Positività


I commenti devono essere più positivi possibile. Evidenziare i lati buoni della birra, sempre. L’assaggio deve essere fatto con questa forma mentis: cerchiamo le cose belle e notiamo quelle brutte.

Se una nota sgradevole ci colpisce prima delle altre (e succede, si sa) cerchiamo anche il buono. Non per paraculaggine, ci mancherebbe, ma perché un giudizio più bilanciato è molto importante, e poi gli eventuali difetti della birra verranno accettati più facilmente dall’interlocutore se calati in un discorso più generale.

Passi felpati

Essere ‘democristiani’, direbbe qualcuno. Dimostrare correttezza e una certa dose di diplomazia. Niente commenti sboccati, sarcastici, che possano offendere chi ha fatto la birra. Ci mancherebbe.

Tuttavia, sul lato offese, per esperienza ritengo sia molto difficile non far arrabbiare mai nessuno. Spesso il livello di suscettibilità è piuttosto alto ed è facile trovare chi prende sul personale una critica fatta alla propria birra.

Avrei un sacco di aneddoti da raccontare, ma non lo farò. Per non offendere nessuno, appunto.

Linguaggio

La birra deve essere illustrata il più precisamente possibile, usando parole per descriverne aspetto, aroma, sapore. La ruota di Meilgaard aiuta molto a sviluppare il proprio vocabolario, per esempio, ma anche la pratica, le letture e gli scambi di impressioni con altri degustatori.

Proattività

Quando la birra ha qualcosa che non va, se possiamo, cerchiamo di fornire al produttore spunti per migliorare.

Non essendo birraia mi faccio sempre delle remore, preferisco evitare di dire castronerie. Alle volte, però, se posso dare un consiglio perché ho già incontrato quel problema oppure ho parlato con chi l’aveva risolto, allora lo faccio volentieri.

Limiti

Riconoscere i propri limiti e farli presenti.

Se non riesco a capire com’è fatta una certa birra o qual è l’ingrediente principale (succede, eccome se succede), lo dico tranquillamente.

Spesso, ma questo è un dettaglio personale, trovo un sacco di difficoltà a degustare una birra se mi trovo in un ambiente con troppe distrazioni. Per esempio se sono al pub con amici che parlano di cose che mi interessano, allora la birra che sto bevendo passa molto in secondo piano. E va benissimo così, come insegnava il maestro:

Franco Fratoni Livingstone Club
È meglio una pessima birra in ottima compagnia che un’ottima birra in pessima compagnia —Franco Fratoni

 

 

Francesca Morbidelli

Mi chiamo Francesca Morbidelli, sono tra i fondatori della Pinta Medicea. Dal 2007 scrivo di birra su questo blog e ne gestisco le varie emanazioni social. Sono docente e giudice in concorsi birrari da un decennio, e collaboro sia con MoBI che con Unionbirrai. My beer resume (in English). Amministratrice del sito de La Pinta Medicea: francesca [at] pintamedicea.com - Twitter: @pintamedicea e @storiediweb

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