Accise e birre acide: i passi avanti di Unionbirrai

Unionbirrai sulle accise

La soddisfazione di Unionbirrai sulle accise è giustificata. “Evitata una beffa per il comparto, ora lavoreremo per una ridefinizione più equa”, fanno sapere dall’Associazione di categoria dei piccoli birrifici italiani. Con un grande lavoro, infatti, sono riusciti a far eliminare dal Decreto Sostegni gli emendamenti che prevedevano l’innalzamento della soglia di produzione – a 50000 hl – per poter avere accesso allo sconto sull’accisa. Questo avrebbe portato beneficio a poche aziende, ignorando le centinaia di piccoli produttori di birra artigianale colpiti duramente dalla crisi.

“Registriamo con soddisfazione questa decisione che evita quella che sarebbe stata una vera e propria beffa per tutto il comparto. Come già da tempo sosteniamo, infatti, sarebbe giusto affrontare il problema dell’armonizzazione delle accise per i piccoli birrifici indipendenti rispettando il criterio della proporzionalità, come già avviene in altre realtà europee. – ha commentato Vittorio Ferraris, direttore generale Unionbirrai – Il nostro ringraziamento va a chi, all’interno della commissione Agricoltura, si è battuto per evitare l’approvazione di un emendamento iniquo, mentre siamo dispiaciuti dall’azione di alcune forze di Governo e associazioni del settore che hanno fortemente spinto per questo, distogliendo l’attenzione da provvedimenti più equi. Purtroppo il carattere divisivo di questo tipo di proposta ha comportato che a livello parlamentare tutta la discussione relativamente alla birra artigianale sì concentrasse attorno a questo argomento. Per cui non registriamo alcun provvedimento di tipo finanziario specifico per le nostre attività. Guardando oltre l’emergenza, però, è fin da subito nostra intenzione riprendere il dialogo sul tema con tutti gli interlocutori affinché si possa arrivare ad una ridefinizione seria e progressiva delle accise sulla birra”.

Finalmente l’Italia legittima le birre acide (e quelle torbide!)*

Fino adesso in Italia le birre acide non erano definite per legge, i valori di acidità totale consentiti erano piuttosto bassi. La quantità di acido permessa nelle birre in commercio nel nostro Paese era stabilita da un decreto del Presidente della Repubblica del 30 dicembre 1970 (n. 1498). All’epoca il presidente della Repubblica italiana era Giuseppe Saragat.

Nel Decreto si stabilivano le caratteristiche analitiche e i requisiti dei diversi tipi di birra in commercio: acidità, carbonazione, “ceneri”, alcol e limpidità. Il testo del DPR 1498Determinazione delle caratteristiche e dei requisiti dei diversi tipi di birra, a termini dell’art. 7 della legge 16 agosto 1962, n. 1354 – è molto istruttivo per farsi un quadro degli ultimi cinquant’anni. Il discorso si ricollegava alla legge 1354 del 1962 sulla Disciplina igienica della produzione e del commercio della birra, di cui abbiamo parlato diverse volte su questo blog perché è proprio in quella legge che si definisce la famigerata categoria tutta italiana di birra doppio malto.

Comunque il DPR n.1498 poneva ulteriori limiti. Per esempio, riguardo all’acidità totale della birra in commercio:

  • la birra normale non deve superare i ml 35 NaOH N/10 per ml 100;
  • la birra speciale non deve superare i ml 40 NaOH N/10 per ml 100;
  • la birra doppio malto non deve superare i ml 45 NaOH N/10 per ml 100.

Oggi, dopo due anni di lavoro, Unionbirrai annuncia di aver ottenuto la riformulazione del DPR 1498 che prevede l’eliminazione dei limiti previsti per acidità totale, acidità volatile e torbidità.

“Da tempo ci eravamo resi promotori, con i diversi Ministeri coinvolti da questo decreto, di un dialogo per spiegare l’obsolescenza del limiti in esso trattati. – ha aggiunto FerrarisSiamo quindi pienamente soddisfatti che questa nostra battaglia abbia portato oggi a modificare radicalmente una norma che vincolava la produzione della birra a condizioni non più conformi ai moderni processi brassicoli”.

 

*Rettifica da Unionbirrai

Unionbirrai chiarisce, con una nota del 7 maggio 2021 che la revisione del DPR 1498 non è ancora definitiva. C’è stata una prima approvazione in sede di Commissione Parlamentare, con il parere favorevole del Ministero dello Sviluppo Economico e di quello della Salute, che lasciano supporre l’approvazione della revisione in tempi brevi.

Pinta Medicea

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