Restyling del logo di Pinta Medicea: nuovo look ma stessa passione per la birra artigianale
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Restyling del logo della Pinta Medicea: facciamo il nostro case history sull’identità visiva rinnovata
Ebbene sì, dopo quasi quindici anni di onorato servizio, abbandoniamo il nostro classico blasone “simil-gentilizio” che ci ha identificati fin da quando abbiamo deciso di costituirci in associazione.
Oggi raccontiamo un po’ del processo di restyling del nostro logo perché crediamo e speriamo che condividere la nostra esperienza e il nostro processo di lavoro, sarà di aiuto anche ad altre piccole realtà non solo birrarie, come: aziende, professionisti, associazioni ecc.

Perché abbiamo deciso di rinnovare il logo
Erano anni che avevamo in programma un restyling dello stemma di Pinta Medicea con l’intenzione di “svecchiare il brand” (come dicono i tipi delle agenzie), rendendolo più contemporaneo.
In particolare, era mia intenzione alleggerire il tutto e sostituirlo con un vero logo. Ma che cosa intendo io per vero logo?
Lo spiego nel corso dell’articolo in cui ricostruisco il nostro case history e le motivazioni che ci hanno spinto a fare certe scelte. Praticamente, raccontiamo il perché e il percome, sperando che sia utile a chi si trova in procinto di prendere una decisione del genere per la propria attività commerciale, e magari qui troverà qualche dritta utile a cui non aveva persato prima.
Una info importante sul budget del restyling: il tutto è stato fatto col “braccino corto”, cercando cioè di spendere il meno possibile. Un modo per risparmiare è iniziare il lavoro avendo già fatto mente locale su che direzione si vuole procedere.
Restyling sì, ma con continuità
Il valore della memoria visiva
Prima di comunciare il lavoro ho valutato diverse possibilità. Alla fine ho optato per un concetto che mi pareva importante: la continuità, scegliendo di semplificare al massimo il nostro vecchio stemma, ma rimanendo sempre sul tema a noi caro: birra & Firenze. Con “noi” intendo me e gli altri fondatori di Pinta Medicea. Anche se sono stata l’unica a decidere, mi pareva doveroso e conveniente tenere in considerazione la nostra storia.
Identità, fiducia (e risparmio): i motivi della scelta
Nello studio del nuovo logo, abbiamo mantenuto la continuità con lo stemma che ci ha identificati per tanti anni, sia come associazione a Firenze, sia come sito web sul mondo della birra indipendente.
Uno degli obiettivi principali di questo lavoro di restyling era, infatti, preservare il legame con il marchio storico dell’associazione proprio per non far perdere i riferimenti, non tanto ai soci che ci conoscono e ci frequentano, quanto a chi ci segue online e ha meno legami diretti con Pinta Medicea.
Volevamo rinnovare mantenendo viva la riconoscibilità, la nostra memoria visiva e soprattutto rispettare il percorso compiuto dall’associazione fino a oggi.
Caratteristiche del nuovo logo: stile e funzionalità
Qui chiamo in causa soci, amici e tutte le persone con cui ho avuto modo di parlare e chiedere un parere.
A domanda diretta, solo i più assidui ricordavano nel dettaglio che cosa rappresentasse lo stemma di Pinta Medicea (tu che stai leggendo: te lo ricordi senza tornare su a vedere?). L’ho preso come il segnale incontrovertibile che era giunto il momento di sfrondare e rinnovare.
Alla fine, col contributo di più voci, abbiamo ricavato tre concetti-guida generali per il design del nuovo logo.
- Fiducia visiva. Le persone associano inconsciamente un logo a valori, esperienze ecc. Tutte qualità che speriamo di aver trasmesso in questi anni di attività. Come accennavo sopra, cambiare radicalmente il logo può disorientare o rompere quel legame emotivo.
- Identità consolidata. Se un logo è stato usato per anni (e il nostro lo è stato eccome!) è già “entrato in testa” al pubblico. Nel caso di Pinta Medicea, non si tratta certo di numeri enormi, ma proprio per questo non ci andava di rischiare di perderne una fetta. Evolvere il logo, anziché rifarlo da capo, ci ha consentito di accompagnare il cambiamento, senza imporlo. O almeno noi speriamo che sia stato così.
- Racconto coerente. Un logo aggiornato ma al contempo “coerente con la propria storia visiva, rafforza la narrazione del brand, mostrando maturità e consapevolezza”. Questa idea del “racconto coerente” mi piace: viene fuori dall’appunto di una conversazione di un annetto fa con un professionista (che non nomino perché ho fretta di uscire con questo pezzo, semmai scrivetemi), nel periodo in cui ho cominciato a maturare l’idea del restyling. In ogni caso, il concetto mi torna, anche se poi bisogna vedere come funzionerà all’atto pratico.
Un design più leggibile, moderno e versatile
La parola d’ordine: più pulizia.
Dicevo, all’atto pratico, nel nostro caso, il boccale di birra con lo scudo mediceo è stato mantenuto, anche se ridisegnato in chiave minimal senza tutti gli orpelli che appesantivano la versione originale. Again: torna su, se non ti ricordi.
Questo elemento oltre a essere un richiamo alla birra artigianale e alla città di Firenze, rappresenta anche un riferimento affettivo e identitario, sia per chi ha creato Pinta Medicea, sia per chi ci segue da anni.
A quel punto ho contattato un grafico su un sito che vende questi servizi online. Siccome avevo già le idee chiare, il lavoro è stato brevissimo e poco costoso poiché sapevo già che cosa volevo. L’importanza del lavoro preliminare.
Ecco il risultato:

Carino, vero?
Nei prossimi giorni sostituirà il vecchio logo su: sito, social e materiale cartaceo. Lo farò gradualmente, senza fretta, ci mancherebbe. In questo Zeitgeist disastrato, le cose urgenti sono ben altre.
Centrare 4 obiettivi di comunicazione del nostro marchio
Insomma: che si voleva ottenere?
- Alleggerire visivamente il logo.
- Mantenere i simboli storici, ma con una grafica più attuale, che conservi però un’aura di “fatto in casa”, perché la Pinta Medicea nasce come associazione di persone che facevano la birra a casa. Il design del logo deve avere un ché di familiare (ma lo spiego meglio dopo);
- Migliorarne l’usabilità su web, social, packaging e stampa;
- Garantire coerenza tra versione digitale, stampata e monocromatica (che andiamo a vedere tra poco).
L’idea alla base della scelta del nuovo logo: i Topolino degli anni Settanta
Colori ispirati ai fumetti vintage (ebbene sì)
Il logo precedente, se rimpicciolito, non si vedeva bene: risultava caotico su adesivi e stampe. Guardatelo in cima a questa pagina: è pieno di scritte, colori e linee minuscole. Lungi da noi fare chissà che (sappiamo benissimo chi sono i grandi, per esempio), ma nel nostro piccolo si voleva qualcosa di più ordinato.
Per il nuovo logo ho scelto colori “disneyani”, ispirati ai vecchi fumetti di Topolino degli anni Settanta, quelli coi colori vivaci ma un po’ sbiaditi. Mi piaceva l’idea di trasmettere semplicità, evocando estetiche del passato e al contempo mantenendo un legame visivo con Pinta Medicea.
Volevo anche che desse l’impressione di qualcosa di fatto in casa: un disegno amatoriale ma spontaneo, con le sue imperfezioni, ma con una bella personalità. Proprio come la nostra Pinta Medicea.
Inoltre, era importante che il bianco della schiuma risaltasse nella versione del logo a colori, e infatti la palette è stata pensata anche con questo obiettivo in mente.
Ci siamo riusciti? Ci fate sapere?
Un logo deve funzionare anche senza i colori (pare un’ovvietà, invece non tutti sanno che ecc.)
Uno degli aspetti più trascurati nella progettazione casareccia di un logo è la sua resa in versione monocromatica.
Nel nostro caso, lo stemma gentilizio era stato disegnato con matite e pennarelli, senza nemmeno immaginare una successiva resa in vettoriale. Quando poi è servita, ad esempio per creare i banner in PVC da portare alle fiere, trasformarlo è stato un lungo lavoro a base di: lacrime, sangue e bestemmie.
Stesso discorso per il bianco e nero destinato alla stampa del merchandising. Infatti, tutti quei colori facevano lievitare i costi, così l’abbiamo ridotto a un solo colore più il bianco. Anche in questo caso, tanto lavoro, lacrime, sangue ecc.
Eppure la versione monocromatica è fondamentale: dal timbro aziendale al merchandising, dalla serigrafia alla stampa laser, un logo deve funzionare anche senza i colori.

Questa volta abbiamo creato una versione a un colore che mantiene la stessa forza comunicativa del colorato. Almeno ci pare che sia così. E questo ci conferma che le scelte grafiche sono azzeccate, e che il design è pensato per durare ed essere esplicativo. Almeno ci siamo fatti questa idea.
Perché le piccole aziende dovrebbero farlo?
Allarghiamo un attimo il discorso. Un restyling del logo ben fatto, specie per piccole aziende, artigiani, progetti culturali oppure e-commerce, serve a riposizionarsi, a comunicare meglio, e spesso anche a rafforzare ciò che già funziona.
Serve anche a non sbattersi ogni volta che si fa qualcosa e… mancano i file giusti del proprio logo.
Tipo quando devi partecipare a una fiera o a un evento e ti chiedono il logo in alta definizione o in vettoriale per inserirlo sul sito, nel catalogo, sulla locandina e via discorrendo. È il tuo marchio che va a giro, è importante che sia nelle condizioni migliori.
Per esempio, se va a finire in un catalogo di una fiera, verrà stampato accanto ai loghi dei tuoi competitor, che magari hanno pensato più di te a uscire con un’immagine curata. Per dire.
Naturalmente ci sono anche i social media
Si deve pensare anche ai social media. Un logo che funzioni sui social è di grande aiuto. Devi caricarlo nel formato migliore possibile e valutare come rende sui vari device: computer, smartphone di tutte le salse, e tutto ciò che ti capiti a tiro. Se non si legge o non si vede bene, non spiccherà tra i loghi degli altri utenti e si perderà un’occasione per farsi conoscere (o riconoscere). Basta far mente locale su come funzionano le cose sui social in cui tutto si gioca in pochi secondi, e ci vuole davvero un nonnulla per perdere il momentum.

Rinnovare non significa stravolgere, il cambiamento può essere dolce, progressivo, rispettoso (cit.). E proprio per questo, speriamo, efficace.

