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In Belgio birra e cioccolato dichiarati beni essenziali

Durante l’emergenza COVID-19 il Belgio ridefinisce la nozione di bene di prima necessità includendo la birra e il cioccolato tra gli alimenti essenziali. Una scelta in linea con la cultura belga, ma che non aveva precedenti fino alla pandemia. Ciò ha premesso ad alcuni negozi di rimanere aperti durante il lockdown.

Il cioccolato prodotto in Belgio è famoso in tutto il mondo. I negozi di cioccolatini sono stati autorizzati a rimanere aperti durante il blocco, invece altri negozi definiti “non essenziali” sono stati costretti a chiudere.

Anche “l’altro” prodotto tipico del Belgio – la birra – ha continuato ad essere venduta durante il lockdown, attraverso i punti vendita autorizzati.

Scopro che il primo beershop al mondo è nato in Belgio e la cosa non mi stupisce affatto. Si chiama Beer Mania, ha aperto negli Anni ’80 a Bruxelles. A causa del virus il bar ha dovuto chiudere, ma la bottiglieria è rimasta aperta, anche con meno gente in giro. Il titolare, intervistato da WION, racconta di aver continuato a lavorare perché la birra è parte della cultura Belga.

C’è da dire che stessa cosa è successa – e succede – anche in Italia, ma in modo “involontario” —figuriamoci. Da noi i beershop (non so se tutti o una parte, ho parlato solo con alcuni gestori toscani) condividono il codice ATECO con i negozi di alimentari, perciò hanno il permesso di rimanere aperti durante lockdown e zone rosse.

Se avete un beershop nelle vicinanze fateci un salto. Senza togliere nulla al cioccolato, non c’è niente di meglio per accompagnare una serata di una bella birra.

 

[Foto di David Greenwood-Haigh su Unsplash.]

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Francesca Morbidelli

Mi chiamo Francesca Morbidelli e sono tra i fondatori della Pinta Medicea, prima associazione di appassionati e poi blog dedicato alla birra artigianale in Italia. Dal 2007 scrivo articoli, recensioni e approfondimenti sul mondo della birra, gestendo anche le varie emanazioni social del sito. Da oltre quindici anni, sono docente e giudice in concorsi birrari internazionali, collaborando con realtà riconosciute come Unionbirrai e MoBI, e partecipando regolarmente a eventi e degustazioni ufficiali. La mia esperienza comprende sia la valutazione tecnica delle birre che l’educazione degli appassionati, attraverso corsi e workshop. Ho contribuito a guide e pubblicazioni sul mondo della birra artigianale, e gestisco anche rubriche dedicate ai birrifici, agli stili di birra e agli abbinamenti gastronomici. Puoi consultare il mio beer resume in inglese per una panoramica completa del mio percorso professionale. Sono inoltre presente sui principali social professionali: Twitter: @pintamediceaLinkedIn: Francesca Morbidelli. Per contatti diretti, puoi scrivermi a francesca@pintamedicea.com. Come amministratrice del sito Pinta Medicea, mi occupo di promuovere la cultura della birra artigianale italiana, valorizzando birrifici, stili, eventi e iniziative di settore. La mia missione in Pinta Medicea è condividere conoscenza, passione e competenza con tutti gli appassionati di birra.