Birrificio Zago

Tratto da La birra nel mondo, Volume V di Antonio Mennella-Meligrana Editore

Birrificio Zago a Prata di Pordenone

Sito web: zagobirrificio.it

Nel 1797 le truppe rivoluzionarie francesi cacciarono definitivamente gli ultimi religiosi dall’Abbaye de Bonne-Espérance. Gli edifici furono venduti e riacquistati in segreto dalla Comunità tramite l’agricoltore di Basse-Cour. Per le notevoli difficoltà nel riprendere la vita monastica, gli ultimi canonici sopravvissuti, nel 1821, regalarono l’abbazia al seminario episcopale della Diocesi di Tournai. Nel 1830 il vescovo di Tournai aprì, negli edifici dell’abbazia, un istituto per la formazione dei sacerdoti. In ogni modo, l’abbazia era rimasta proprietaria del marchio Bonne-Espérance.

Nel 1978, dopo anni di viaggi e studi per l’Europa, alla scoperta delle migliori birrerie continentali, Mario Chiaradia, insieme alla moglie, Rita Zago, fondò la Zago appunto, col preciso intento di diffondere la sua passione per le living beers (“birre vive”), ossia birre artigianali a rifermentazione naturale in bottiglia ricche di lievito. Non gli riuscì quindi difficile ottenere la licenza di produrre, su ricetta propria, la Riserva Speciale dell’Abbaye de Bonne-Espérance per il mercato italiano.

birrificio Zago

La grande svolta si ebbe nel 1995, quando Zago debuttò col marchio proprio , rappresentante le divinità egizie Iside e Osiride che brindano al buon proseguimento della gioia e della convivialità. Vide così la luce The Original HY Super Beer, la prima birra a utilizzare lo stesso metodo produttivo dello champagne, con le sensazioni organolettiche non diverse dai grandi vini per essere quindi abbinate con i piatti della cucina mediterranea e internazionale.

L’immediato successo della birra, prodotta in Belgio, incoraggiò a proseguire per la stessa strada, e, nel 2000, nasceva, con lo stesso marchio, The Original HY Beer Cuvée.

Nel 2008 poi, in occasione del 30° anniversario della Zago, fu lanciata la Nut Birra Divina. Mentre nel 2015, col cambio della ricetta, la Riserva Speciale dell’Abbaye de Bonne-Espérance prese il nome di Abbaye de Bonne-Espérance Bière Grand Cru.

luppolo birrificio agricolo Zago

Oggi birrificio agricolo Zago

Infine, nel 2016, a opera di Mario Chiaradia e del figlio Enrico, sorgeva Zago Birrificio Agricolo, che segue l’intera filiera di produzione. L’orzo e il luppolo vengono dunque coltivati nei campi di proprietà a Taiedo. Il vicino stabilimento è invece a Villotta di Chions, dove l’acqua è particolarmente pura e chimicamente adatta alla birrificazione.

L’Abbaye de Bonne-Espérance Bière Grand Cru continua a essere prodotta esclusivamente in Belgio, trattandosi di una birra d’abbazia riconosciuta. Le due birre a marchio invece, oltre che in Belgio, vengono prodotte anche dal Birrificio Agricolo. E questo birrificio, gestito da Enrico, fece presto a immettere in commercio Le Agricole, con rifermentazione naturale in bottiglia (Bianca, Golden Ale, IPA, Italiana, Scotch Ale e Strong Ale). Nel giro di un paio d’anni aggiunse la linea Exclusive Selection-Venezia pensata in esclusiva per il canale Horeca. Altre sei birre (Blanche IPA, Pale Ale, Black IPA, Superior IPA, Hoppy Blond Ale e Hoppy Red Ale), sempre con rifermentazione naturale in bottiglia, caratterizzate dal costante dry hopping e dedicate ai sestieri di Venezia, da cui il birrificio dista poche decine di chilometri.

La linea gastronomica

Come se non bastasse, negli ultimi anni debuttò ZAGOurmet, linea dedicata a prodotti gastronomici originali che utilizzano le living beers della casa come ingrediente: il panettone e la colomba alla HΨ Cuvée, le gelatine di birra The Original HΨ e HΨ Cuvée.

birra Zago Golden Ale

Le birre artigianali Zago

Abbaye de Bonne-Espérance Bière Grand Cru, abbazia di colore ambra chiaro con sfumature ramate (g.a. 8%). Con un’effervescenza decisa, la schiuma color vaniglia si leva enorme, fine, compatta, cremosa, di ottima tenuta e allacciatura. L’aroma, in pieno stile belga, regala attraenti sentori di malto, lievito, frutta matura, sostenuti da un sottofondo citrico ed erbaceo, di polline e luppolo floreale. Il corpo medio ha una consistenza piuttosto cremosa. Il gusto si snoda deciso e ben bilanciato, con note secche, quasi gessose, di spezie e vagamente dolci di malto tostato. L’alcol, superfluo annotarlo, svolge il suo ruolo in sordina, alla caratteristica maniera belga. Il lungo finale è impegnato a porre in risalto gli spunti affumicati della tostatura. Nella sua persistente e rinfrescante leggerezza, il retrolfatto dà sfogo al piacevole amarognolo del luppolo. La casa suggerisce di bere il prodotto con i propri lieviti che, depositati sul fondo, devono salire verso l’alto per distribuirsi uniformemente. Pertanto è necessario battere il fondo della bottiglia con un martelletto oppure col manico abbastanza robusto di un cucchiaio o di una forchetta.

The Original HY Super Beer (HΨ), belgian strong golden ale di colore giallo oro vivo con riflessi aranciati (g.a. 11%). Viene elaborata secondo un’antica ricetta, la quale prevede che tutti i processi di lavorazione siano cadenzati in sintonia con le specifiche fasi lunari. La carbonazione è alquanto sostenuta; la schiuma bianca, ampia, molto fine, compatta, cremosa, di straordinaria stabilità e aderenza. Di elevata intensità, l’olfatto dona, avvolti i un caldo alone alcolico, eleganti profumi di malto, lievito fresco, crosta di pane, foglia di pomodoro, caramello, essenze marine, frutta a pasta gialla, miele; intanto che dal sottofondo si levano vaghi ma durevoli sentori vinosi e agrumati, di mentolo e luppolo floreale. Il corpo, da medio a pieno, armonizza a meraviglia con una densa consistenza cremosa. Sotto l’egida di uno sherry discreto ma cordiale, il gusto mostra tutto il suo equilibrio con note di malto, lievito, albicocca, datteri, ananas, erbe d’alpeggio, luppolo in fiore. Il finale, abbastanza caldo, risulta molto secco, amaro, lievitoso. Nella lunga persistenza retrolfattiva si esalta la frutta sotto spirito con intriganti spunti speziati. E, poiché il prodotto ha una conservabilità di oltre 15 anni, con maturazione del gusto grazie all’attività dei lieviti vivi, ogni bottiglia riporta l’anno d’immissione sul mercato.

The Original HY Super Beer Cuvée (HΨ), belgian strong dark ale di colore marrone con riflessi ramati (g.a. 11%): conosciuta anche come HY Cuvée (HΨ). E’ la versione cuvée della Original HY Super Beer, prodotta con malti tostati. La carbonazione è moderata; la schiuma beige, copiosa, spessa, cremosa, tenace, aderente. L’olfatto, piacevolmente alcolico, profonde attraenti profumi di malto, lievito, caramello, frutta secca e candita, butterscotch, legno di rovere, zucchero bruciato e di canna, vaniglia, miele, liquirizia, e qualche spunto di agrumi e luppolo speziato. Il corpo, quasi pieno, ha una consistenza un po’ sciropposa. Con l’etanolo egregiamente nascosto ma efficace, il gusto si presenta ottimamente equilibrato, con morbide note di zucchero di canna, frutti scuri, lievito, malto tostato, luppolo terroso. Dopo una lunga, briosa, corsa, arriva un cordiale finale, leggermente amaro e moderatamente dolce. Fragranti impressioni di caffè torrefatto segnano la notevole persistenza retrolfattiva. Senz’altro da considerarla ottima birra da meditazione.

Nut Birra Divina, speciality grain di colore giallo paglierino con riflessi dorati (g.a. 6,5%). E’ sta ricavata da una ricetta originale del secolo XVII rinvenuta nella Certosa di Firenze. Viene realizzata con quattro tipi di cereali (orzo, frumento, mais e segale) e luppolo in fiore. Il nome invece è quello della dea egizia protettrice del cielo, stilizzata sull’etichetta nel suo viaggio notturno, mentre cattura il dio del sole Ra, dopo il tramonto, per partorirlo all’alba. La carbonazione è abbastanza sostenuta; la spuma bianca, enorme, a grana molto fine, compatta, cremosa, di notevole durata e aderenza. All’olfatto, esplodono subito gradevoli profumi di limone e cedro, che si tirano dietro sentori di ananas e banana matura; mentre dal sottofondo agiscono con circospezione indizi di lievito fruttato, coriandolo, luppolo floreale. Il corpo medio tende al leggero, in una consistenza peraltro sufficientemente acquosa. Complesso ma rinfrescante, vinoso e citrico, granuloso e speziato, il gusto reca ben distinte note di pane tostato e di mela annurca, snodandosi in un profilo delicatamente dolceamaro e con una punta di acidità. All’insegna delle suggestioni toniche di carciofo e di rabarbaro, il lungo finale spiana generosamente la strada a un persistente retrolfatto di lievito speziato e luppolo amarognolo.

birra Zago Ipa

Zago IPA, india pale ale di un intenso colore dorato (g.a. 5,5%); con dry hopping. La carbonazione è vivace; la schiuma bianca, enorme, fine, compatta, cremosa, straordinariamente durevole e aderente. Abbastanza elevata, l’intensità olfattiva profonde attraenti profumi floreali e agrumati, di malto tostato e caramello, pane e pompelmo, aghi di pino e luppolo fruttato. Il corpo medio ha la tipica tessitura a chiazza di petrolio. Brioso, piacevole, il gusto procede tra note di uva e fiori, paglia e malto tostato, miele e frutta secca, agrumi e luppolo alle erbe. Il finale si snoda timidamente, breve e di un amarore terroso. Una buona secchezza detergente caratterizza le lunghe impressioni retrolfattive.

Antonio Mennella

Antonio Mennella

Nato il primo gennaio 1943 a Lauro (AV) e residente a Livorno. Laureato in giurisprudenza, è stato Direttore Tributario delle Dogane di Fortezza (BZ), Livorno, Pisa, Prato. PUBBLICAZIONI Confessioni di un figlio dell'uomo - romanzo - 1975; San Valentino - poemetto classico - 1975; Gea - romanzo - 1980; Il fratello del ministro - commedia - 1980; Don Fabrizio Gerbino - dramma - 1980; Umane inquetudini - poesie classiche e moderne - 1982; Gigi il Testone - romanzo per ragazzi - 1982; Il figlioccio - commedia - 1982; Memoriale di uno psicopatico sessuale - romanzo per adulti - 1983; La famiglia Limone, commedia - 1983; Gli anemoni di primavera - dramma - 1983; Giocatore d’azzardo - commedia - 1984; Fiordaliso - dramma - 1984; Dizionario di ortografia e pronunzia della lingua italiana - 1989; L'Italia oggi - pronunzia corretta dei Comuni italiani e nomi dei loro abitanti - 2012; Manuale di ortografia e pronunzia della lingua italiana - in due volumi - 2014; I termini tecnico-scientifici derivati da nomi propri - 2014; I nomi comuni derivati da nomi propri - 2015. BIRRA La birra, 2010; Guida alla birra, 2011; Conoscere la birra, 2013; Il mondo della birra, 2016; La birra nel mondo, Volume I, A-B - 2016; La birra nel mondo, Volume II, C-K -2018; La birra nel mondo, Volume III, L-Q - 2019; La birra nel mondo, Volume IV, R-T - 2020; La birra nel mondo, Volume V, U-Z - 2021. Ha collaborato a lungo con le riviste Degusta e Industrie delle Bevande sull'origine e la produzione della birra nel mondo.

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