Birra Almond ’22

Tratto da La birra nel mondo, Volume I, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

Birrificio Almond ’22, Loreto Aprutino

Microbirrificio nato nel 2003 a Pescara, in un edificio del 1870 dove fino al 1922 si pelavano le mandorle (almond, in inglese) destinate alla produzione dei rinomati confetti artigianali di Sulmona. Nel 2007 fu trasferito a Spoltore, paesino sulle colline dell’entroterra pescarese, dove rimase fino al 2014, quando Almond ’22 subì un ulteriore trasferimento, a Loreto Aprutino, sempre in provincia di Pescara.

Jurij Ferri, nato a Stoccolma da madre svedese e padre abruzzese, studiò chimica all’università, quindi iniziò come homebrewer fino a impiantare una piccola ma promettente attività che è già arrivata ai 1200 ettolitri annui.

La produzione è ampia e in continua evoluzione. Le birre, solo di fermentazione alta (eccetto la Braveheart), subiscono tutte la rifermentazione in bottiglia. Alcune (Fredric, Blanche de Valerie) sono dedicate alla famiglia.

In certi casi vengono impiegati miele e zucchero di canna biologici. Il primo è acquistato da apicoltori locali. Il secondo arriva da agricoltori ecuadoriani del circuito equo e solidale. Sempre biologico e del circuito equo e solidale, è lo zucchero di canna integrale delle Filippine mascobado, più scuro e di sapore più intenso con retrolfatto di liquirizia. Ma si utilizzano anche farro biologico, segale, fiocchi d’orzo e d’avena. L’acqua proviene dalla fonte di Farindola, in un’area incontaminata sulle montagne abruzzesi, per cui non necessita di alcun tipo di trattamento.

Le birre Almond ’22

Fredric, intensa belgian ale di colore ambrato carico dai riflessi rubino; realizzata con aggiunta di zucchero di canna grezzo a fine bollitura (g.a. 6%). Ha un naso molto equilibrato, con profumi fruttati e sentore di caramello; corpo rotondo; morbido e piacevole sapore di frutta con buon sottofondo di luppolo; delicato retrolfatto amaro.

Irie, golden ale di colore giallo paglierino (g.a. 5%). Utilizza una leggera speziatura a base di coriandolo, fiori d’arancio, boccioli di rosa, scorza di arancia amara e dolce. Si propone con una bella spuma compatta e persistente, fine naso dolce dalle spezie appena accennate, corpo medio, notevole equilibrio gustativo tra cereale e rampicante che si perde in un lungo finale amaro evocante la buccia d’arancia.

Grand Cru, belgian strong golden ale, di un ambrato chiaro, in stile abbaziale (g.a. 7,5%). Sprigiona al naso un sottile ma persistente bouquet fruttato; mentre al gusto risulta equilibratamente speziata e dolce. Le morbide e fresche note finali rendono il prodotto di facile beva, a dispetto della natura vinosa.

Fiele, best bitter ale, aromatizzata alla genziana: colore giallo ocra, acuto olfatto erbaceo, corpo di buona intensità, gusto esaltato da lievi note di genziana, retrolfatto amaro abbastanza persistente (g.a. 4,6%).

Nigra, singolare stout che cerca di conciliare la dolcezza della sweet stout inglese con il deciso sapore secco e amaro della dry stout irlandese (g.a. 4,5%). Propone un colore tonaca di frate tendente al nero; spuma compatta chiara con sfumature caffè; invitanti profumi di caffè d’orzo e cioccolato fondente; corpo di media intensità; gusto morbido e delicato con note di caffè, di cioccolato e di tostature piacevolmente amaricanti.

Nigra Chocolate, chocolate stout (g.a. 4,5%). Realizzata con fave di cacao e ulteriormente arricchita di cacao a fine bollitura, ha tutto il profumo e il gusto del cioccolato; ma si rivela anche morbida e avvolgente, donando una piacevole secchezza al palato.

Balù, specialità alle castagne (g.a. 5,3%). Utilizza farina di castagne della Garfagnana, miele di castagno del Parco Nazionale d’Abruzzo e, per l’aromatizzazione, baccelli di vaniglia. Si presenta piuttosto secca, molto ben attenuata, e con una piacevole punta di acido. Sia al naso che in bocca la castagna fa sentire la propria presenza, ma in maniera delicatamente stuzzicante.

Farrotta, specialità al farro (g.a. 5,7%); con farro e miele d’acacia (aggiunto in fase di raffreddamento del mosto) biologici. Ha un bel colore dorato con riflessi aranciati, fresco e attraente olfatto balsamico, corpo setoso (merito del farro), gusto all’attacco dolce ma che si avvia lentamente verso il finale aromatico foriero di un retrolfatto di farro con discreta persistenza all’insegna della morbidezza.

Torbata, barley wine prodotto, durante la stagione fredda, con malto da whisky e miele di castagno (g.a. 8,7%). Il colore è di un ramato scuro. La spuma beige abbonda, ma non dura molto. Al naso i caratteristici sentori di torba precedono il fruttato e il miele di castagno, in attesa del luppolo che armonizzi il tostato e il caramellato. Il corpo ostenta una notevole struttura. Il gusto appare leggermente orientato verso il dolce e l’affumicato, insieme; ma si snoda, ricco e concentrato. L’alcol si tiene nascosto per l’intero percorso gustativo ed esplode nel finale. Il retrolfatto è breve; si rivela però caldo, avvolgente.

Maxima, scottish ale, versione wee heavy (g.a. 7%). La schiuma emerge ricca e cremosa. All’olfatto, spezie e sentori balsamici e di agrume candito si fondono con tocchi di erba medicinale. Il corpo ha una buona tessitura. Il sapore inizia caramellato, vira verso il candito e termina con un certo amarore subito asciugato dall’alcol, con la felice introduzione di un lungo retrolfatto dolcemente segnato dal malto.

Blanche de Valerie, bière blanche di colore giallo paglierino (g.a. 4,5%). È dedicata alla moglie del birraio. Utilizza cereali biologici locali: segale e saragolla. Quest’ultima è una specie antenata dei grani duri (introdotta in Abruzzo dall’Egitto nel secolo IV) rispetto ai quali contiene un più alto contenuto di proteine, lipidi e sali minerali. La speziatura è invece affidata alla rarissima varietà di pepe nero di Sarawak, coltivata nel Borneo. Con l’effervescenza moderata, la schiuma si sviluppa sottile, compatta, aderente. L’attraente olfatto pepato regala freschi profumi di acqua d’arancio. Dal corpo medio si distende un persistente gusto morbido e abboccato con fragranti note speziate ma privo della tipica acidità della witbier. Al gradevole finale secco e pulito, segue una discreta persistenza retrolfattiva dalle raffinate suggestioni amare ed erbacee, con un lontano richiamo di pepe.

Noa, strong ale simile a un barley wine, affinata in bottiglia per sei mesi (g.a. 10,2%). Ha colore ambrato scuro con riflessi aranciati e spuma compatta e persistente. Le intense note di candito, di uva sultanina e di una leggera ossidazione sono destinate a una notevole evoluzione durante l’invecchiamento. Con un corpo consistente, il gusto accusa tutta la potenza dell’alcol; eppure scorre con eleganza e un calore carezzevole, sino al lungo finale di consistenza erbacea.

Noa Reserve, versione della Noa affinata 1 mese in acciaio, 12 mesi in caratelli di rovere italiani da 100 litri e 2 mesi in bottiglia (g.a. 10%). Il colore rubino ha riflessi aranciati. L’olfatto, di grande complessità, è caratterizzato da note di frutta esotica, uva sultanina e una lieve sfumatura ossidante. Il corpo rotondo e vigoroso spalleggia il calore e la viscosità gustativa con chiusura finemente erbacea di una lunga corsa.

Pink IPA (Italian Pale Ale), india pale ale italianizzata (g.a. 6%); con utilizzo di pepe rosa. Ha colore ambrato chiaro dai riflessi aranciati, aroma particolarmente luppolizzato con tocchi fruttati e di agrume, corpo medio, deciso gusto secco di tendenza amara, persistente retrolfatto amarognolo.

Birre stagionali

Christmas Cru, specialità natalizia di colore ambrato con qualche sfumatura arancio (g.a. 8%); ottenuta con mosto cotto di uve montepulciano d’Abruzzo. Ha sostituito la Grand Cru Santa Claus (g.a. 7,6%). La schiuma ocra, fine, soda, cremosa, mostra sufficiente durata. L’elegante finezza olfattiva propone sentori di spezie, caramello, banana matura; anche i segni dell’alta fermentazione. Il corpo, esageratamente strutturato, spalleggia il vibrante gusto tostato dai sentori balsamici. Dal retrolfatto si levano impressioni calde e dolci, tipiche della frutta sotto spirito.

Collaborazioni

Con Karma, ’Na tazzulella ’e Cafè; con Desmond, Festival; con Foglie d’Erba, Le ’22 Foglie del Conte.

 

(NdR, Le immagini sono prese dal sito web e dai profili social di Almond 22.)

Antonio Mennella

Antonio Mennella

Nato il primo gennaio 1943 a Lauro (AV) e residente a Livorno. Laureato in giurisprudenza, è stato Direttore Tributario delle Dogane di Fortezza (BZ), Livorno, Pisa, Prato. PUBBLICAZIONI Confessioni di un figlio dell'uomo - romanzo - 1975; San Valentino - poemetto classico - 1975; Gea - romanzo - 1980; Il fratello del ministro - commedia - 1980; Don Fabrizio Gerbino - dramma - 1980; Umane inquetudini - poesie classiche e moderne - 1982; Gigi il Testone - romanzo per ragazzi - 1982; Il figlioccio - commedia - 1982; Memoriale di uno psicopatico sessuale - romanzo per adulti - 1983; La famiglia Limone, commedia - 1983; Gli anemoni di primavera - dramma - 1983; Giocatore d’azzardo - commedia - 1984; Fiordaliso - dramma - 1984; Dizionario di ortografia e pronunzia della lingua italiana - 1989; L'Italia oggi - pronunzia corretta dei Comuni italiani e nomi dei loro abitanti - 2012; Manuale di ortografia e pronunzia della lingua italiana - in due volumi - 2014; I termini tecnico-scientifici derivati da nomi propri - 2014; I nomi comuni derivati da nomi propri - 2015. BIRRA La birra, 2010; Guida alla birra, 2011; Conoscere la birra, 2013; Il mondo della birra, 2016; La birra nel mondo, Volume I, A-B - 2016; La birra nel mondo, Volume II, C-K -2018; La birra nel mondo, Volume III, L-Q - 2019; La birra nel mondo, Volume IV, R-T - 2020; La birra nel mondo, Volume V, U-Z - uscita prevista per la fine del 2020. Ha collaborato a lungo con le riviste Degusta e Industrie delle Bevande sull'origine e la produzione della birra nel mondo.

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