Microbirrifici italiani: Birra Amiata

Tratto da La birra nel mondo, Volume I, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

Arcidosso, Grosseto

Microbirrificio, in provincia di Grosseto, sul monte Amiata, la cui roccia vulcanica (l’Amiata è appunto un antico vulcano) costituisce un filtro ideale per l’acqua utilizzabile nella fabbricazione della birra. Il Birrificio Amiata fu aperto nel 2006 dai fratelli Gennaro e Claudio Cerullo in località Il Piano, nella frazione di Montelaterone di Arcidosso.

Nell’aprile del 2010 l’attività fu trasferita nella zona artigianale di Arcidosso, mentre la vecchia sede rimase come punto di vendita con mescita. La produzione, di 2 mila ettolitri annui, è solo di fermentazione alta con rifermentazione in bottiglia. Utilizzando prodotti tipici del territorio (come castagne, miele di marruca, zafferano) e con un costante lavoro di affinamento qualitativo, l’azienda ha gradualmente ampliato la gamma di offerte.

Claudio e Gennaro Cerullo

Le birre del birrificio Amiata

ComunAle, golden ale di colore giallo chiaro: spuma compatta, aroma blandamente fruttato, gusto rotondo su fondo secco e amarognolo (g.a. 5%).

Caronte, brown porter al caffè color tonaca di frate (g.a. 6,5%). Si presenta corposa, rotonda e con un insinuante accenno di amarore per la presenza di luppolo aromatico.

Drago della Selva Islay, rauchbier di un intenso colore giallo dorato (g.a. 6%). Prodotta con malto affumicato alla torba, propone un sapore asciutto, improntato al malto e segnato da un’insistente venatura di fumo, avvertita piuttosto lieve all’olfatto anche per la presenza di tocchi fruttati.

Aldobrandesca, bière blanche di colore giallo chiaro (g.a. 5,5%). Oltre al frumento, vengono aggiunti farro e segale. Con un’effervescenza media, la spuma si leva abbondante e cremosa anche se accusa scarsa resistenza. Nell’aroma fruttato e speziato si esalta il coriandolo, seguito a ruota da fresche note di lievito. Il corpo mostra una media struttura. Il gusto si snoda pulito, vivace, intrigante di spezie. Nel retrolfatto compaiono brevi sfumature di amarore.

Contessa, american pale ale di colore giallo carico con riflessi bronzei (g.a. 7%). La spuma, di grana minuta e cremosa, mostra buona durata. Nel ricco aroma luppolizzato si distinguono sentori fruttati di malto. In bocca l’equilibrio appare perfetto: gusto fresco e corpo pieno con un persistente sapore di luppolo finale. Dal retrolfatto si levano impressioni amare di scorza di pompelmo.

Marruca, honey ale di colore giallo carico con riflessi miele (g.a. 6,5%). Durante la bollitura viene aggiunto miele di marruca (arbusto spinoso delle Ramnacee abbastanza diffuso in Toscana), dal sapore più deciso rispetto agli altri tipi. All’olfatto si avverte subito il miele di marruca, che ritorna in bocca a fine corsa, sovrastando con le proprie note aromatiche l’arrendevole luppolizzazione.

Bastarda Rossa, specialità alle castagne di colore ambrato scuro con riflessi rame (g.a. 7%). Prodotta con il 20% di castagne i.g.p. del monte Amiata essiccate e una luppolizzazione attenuata. Offre una bella schiuma ocra cremosa e durevole, intenso e deciso aroma di malto tostato, corpo di ottima struttura, gusto caldo e vellutato, delizioso finale amarognolo, retrolfatto erbaceo e amaricante.

Bastarda Doppia, specialità alle castagne di colore rosso carico con riflessi castagna (g.a. 8,5%). Utilizza il 40% di castagne (invece del 20%) i.g.p. dell’Amiata essiccate e una luppolizzazione molto sostenuta. Rispetto alla Bastarda Rossa ha maggior corpo e più alta gradazione alcolica.

Bastarda Nera, imperial stout di un nero impenetrabile (g.a. 9%); prodotta con aggiunta del 20% di farina di castagne, miele di castagno e fiocchi di frumento. La spuma nocciola è fine, cremosa, persistente. Al naso si alternano con buon equilibrio caffè, tostature, liquirizia, vaniglia, rum e salsa di soia. Il corpo medio alimenta un gusto in cui l’acidità del caffè lascia, a fine corsa, il palato del tutto pulito. Il retrolfatto è improntato a un amarore di tostature in cui si esalta una suggestione di caldarrosta leggermente bruciata.

Bastarda Nera Barrique, variante barricata della Bastarda Nera (g.a. 9,5%).

Vecchia Bastarda, versione della Bastarda Doppia lasciata maturare nove mesi in botti che hanno ospitato per un anno vini pregiati di Bolgheri, in provincia di Livorno (g.a. 8,6%). Si tratta di una produzione limitata e numerata, con retrolfatto di legno e di cantina.

Tripla Bastarda, specialità alle castagne. Utilizza, come la Bastarda Doppia, il 40% di castagne i.g.p. dell’Amiata, ma sotto forma di caldarroste. Mentre la gradazione alcolica è più bassa (7,4%).

Cinabro, barley wine di colore rosso mattone e con spuma persistente (g.a. 10,5%). Agli intensi profumi caldi e fruttati segue, in un corpo di notevole struttura, l’eccezionale equilibrio gustativo tra le note dolci e secche dei pregiati malti e luppoli. Nel finale si leva una piacevole punta di acido.

Birba, cream ale di un giallo dorato (g.a. 4,2%). Ha bella spuma cremosa e duratura, tenue olfatto luppolizzato, corpo di struttura leggera, delicato gusto dolciastro con un discreto finale di luppolo.

Crocus, spiced ale (g.a. 8,8%). Utilizza lo zafferano (nome scientifico, Crocus sativus) purissimo di Maremma dell’Associazione Crocus Maremma (40 piccoli produttori della provincia di Grosseto). Ha colore giallo dorato e una bella schiuma cremosa abbastanza persistente. L’aroma caratterizza ovviamente naso e palato. Solo verso la fine della corsa lo zafferano allenta la morsa facendo emergere note di malto e di luppolo.

Suor Bastarda, specialità alle castagne (g.a. 6,5%). L’aroma è di malto dolce con note di caramello. Anche il gusto tende alla dolcezza; ma è tenuto ben in equilibrio dal robusto fondo di luppolo che impronta infine il retrolfatto al proprio amarore detergente.

Rye’ccomi, india pale ale di colore arancio pallido (g.a. 6,2%); realizzata con aggiunta di segale e fiocchi d’orzo. Il nome allude appunto alla segale (in inglese, rye) e al ritorno in Italia, dalla Danimarca, del famoso birraio americano Mike Murphy per collaborare alla realizzazione di questa birra. La spuma, abbondante e dalla consistenza della panna, mostra notevole durata. Al naso dominano profumi insistenti di agrumi (limone, mandarino, scorza di pompelmo). Le stesse impressioni si trasfericono in bocca, fino al retrolfatto, caratterizzato da un leggero erbaceo.

Birra Amiata (foto Thatsamiata.

Stagionali

Zancona, specialità bionda, prodotta con segale e aromatizzata con anice (g.a. 4,5%). Si tratta di una birra piuttosto originale e decisamente interessante. Ha corpo e personalità. Trae, dalla segale, il carattere rustico; dall’anice, una nota orientaleggiante.

San Nicolò, specialità natalizia dedicata al patrono di Arcidosso (g.a. 8,8%). È una doppio malto di colore nero scarico. La schiuma di grana non così minuta accusa anche una scarsa persistenza. Con la luppolizzazione leggera, sia il naso che il palato mettono in mostra un blando quanto gradevole speziato, dalla noce moscata allo zenzero, dalla cannella ai chiodi di garofano. Solo all’attacco il gusto riesce a far emergere una grata nota di liquirizia seguita a ruota da un accenno al cioccolato.

Linea Birra del Buttero

Nata nel 2011, per continuare a esprimere i saldi legami con il territotio.

Marremmamara, di colore ambrato carico (g.a. 6,5%). Viene brassata con un infuso di erbe (menta, rosmarino, tarassaco, malva, ginepro rosso, genziana e timo) nell’intento di rievocare i profumi della macchia maremmana. La schiuma, di grana minuta e cremosa, ha ottima persistenza. All’olfatto spirano intensi e numerosi profumi erbacei vegetali. Il corpo medio sostiene un gusto in cui convergono molte delle sensazioni avvertire al naso. Dal finale secco si passa a un retrolfatto piuttosto complesso in cui si esalta in particolare la genziana.

Marronbona, specialità alle castagne (g.a. 5%); con riferimento alla pianura (orzo e frumento) e alla montagna (castagne).

Marsilia, dedicata alla costa maremmana, prevede l’utilizzo, oltre al frumento e ai semi di coriandolo, del sale grezzo di salina (g.a. 5%).

Macchiaiola, con miele della macchia maremmana (g.a. 6%); dall’aroma netto e vivace di malto e dal gusto lieve e persistente di un miele alquanto rustico.

In collaborazione invece con Croce di Malto, l’azienda produce Helles Diablo.

Conto terzi

Per la Turatello

Monella, golden ale di colore giallo carico con riflessi ambrati: naso erbaceo di luppolo; corpo medio-leggero; gusto che inizia col malto, si evolve in luppolo e frutta, chiude la corsa tra note amare (g.a. 5%).

Intrigante, specialità gialla alle castagne (g.a. 5%). Presenta efferverscenza media, spuma consistente, olfatto speziato e citrico, ricco corpo di malto, ben luppolizzato gusto fresco e dissetante.

Testarda, plain porter molto scura: profumo fruttato e fragrante con sfumature affumicate, corpo di buona intensità, gusto dolce e avvolgente dalle eleganti note di cioccolato, retrolfatto vigoroso e persistente (g.a. 6,2%).

Biscara, american pale ale dorata (g.a. 6,5%). La schiuma, fine e cremosa, ha buona durata. L’olfatto non mostra tanta intensità; ma è ben luppolizzato, con sentori resinosi e di agrumi. Nel corpo, da leggero a medio, il gusto inizia con la frutta per terminare piacevolmente amaro e un po’ astringente. Il retrolfatto, piuttosto sfuggente, esala suggestioni di resina e di luppolo.

Sito web: www.birraamiata.it.

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Antonio Mennella

Antonio Mennella

Nato il primo gennaio 1943 a Lauro (AV) e residente a Livorno. Laureato in giurisprudenza, è stato Direttore Tributario delle Dogane di Fortezza (BZ), Livorno, Pisa, Prato. PUBBLICAZIONI Confessioni di un figlio dell'uomo - romanzo - 1975; San Valentino - poemetto classico - 1975; Gea - romanzo - 1980; Il fratello del ministro - commedia - 1980; Don Fabrizio Gerbino - dramma - 1980; Umane inquetudini - poesie classiche e moderne - 1982; Gigi il Testone - romanzo per ragazzi - 1982; Il figlioccio - commedia - 1982; Memoriale di uno psicopatico sessuale - romanzo per adulti - 1983; La famiglia Limone, commedia - 1983; Gli anemoni di primavera - dramma - 1983; Giocatore d’azzardo - commedia - 1984; Fiordaliso - dramma - 1984; Dizionario di ortografia e pronunzia della lingua italiana - 1989; L'Italia oggi - pronunzia corretta dei Comuni italiani e nomi dei loro abitanti - 2012; Manuale di ortografia e pronunzia della lingua italiana - in due volumi - 2014; I termini tecnico-scientifici derivati da nomi propri - 2014; I nomi comuni derivati da nomi propri - 2015. BIRRA La birra, 2010; Guida alla birra, 2011; Conoscere la birra, 2013; Il mondo della birra, 2016; La birra nel mondo, Volume I, A-B - 2016; La birra nel mondo, Volume II, C-K -2018; La birra nel mondo, Volume III, L-Q - 2019; La birra nel mondo, Volume IV, R-Z - di prossima uscita. Ha collaborato a lungo con le riviste Degusta e Industrie delle Bevande sull'origine e la produzione della birra nel mondo.

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