Birrificio Settimo

Tratto da La birra nel mondo, Volume I, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

Birrificio Settimo
Carnago, Varese

Luigi e Antonella Barban erano impegnati nel mondo della ristorazione fin dal 1987 con il progetto Fabbrica Pizza (Pizzeria-Ristorante Italiano): una serie di locali a Varese, Saronno, Busto Arsizio e Gallarate.

Nel 2010 aprirono, nel piccolo centro di Carnago, in provincia di Varese, il brewpub dal nome tedesco Siebter Himmel (“Settimo Cielo”), che nel 2013 divenne Birrificio Settimo.

Intanto, a fine 2011, era stato assunto come mastro birraio Nicola (“Nix”) Grande, trasferitosi al Nord dalla Puglia. E, con l’arrivo di Nicola, la gamma delle birre venne completamente ridisegnata, dalla Prius (prima realizzazione) alla 09 (l’ultima). All’inizio del 2015 infatti Nicola passò al neomicrobirrificio Etnia di Sant’Alessio con Vialone, in provincia di Pavia; mentre prendeva il suo posto Cristian Pizzi, vincitore del concorso indetto nel 2014 da Malto Gradimento.

Quasi tutta la produzione, arrivata a 900 ettolitri annui, s’ispira alla scuola belga.

Le birre artigianali

Prius, belgian pale ale di colore dorato tendente all’arancio pallido (g.a. 4,7%). La schiuma, abbondante e compatta, mostra buona durata. L’olfatto, nella sua pulita eleganza, si esprime con sentori di malto e fruttati, di agrumi ed erbacei. Il corpo appare leggero, scorrevole, effervescente. Il gusto è improntato a note di spezie, dovute al lievito e al luppolo. Il finale, moderatamente amaro e secco, è un irresistibile invito a una nuova bevuta.

Prius EXXtra, belgian pale ale di colore arancio brillante (g.a. 6,5%); versione più forte della Prius. Il mix di malti è lo stesso; mentre viene raddoppiata la razione di luppolo. Si presenta con una bella spuma bianca; olfatto caratterizzato da profumi erbacei e speziati con, in sottofondo, un evanescente sentore di frutta gialla matura; corpo di pregevole tessitura; morbido, denso sapore di frutta dolce, che il lungo, balsamico, finale stempera in un perfetto equilibrio gustativo.

Corno d’Oro, tripel di colore oro carico (g.a. 9,9%). La ricetta prevede malto pilsner, zucchero, miele d’acacia, scorze d’arancia e pepe indonesiano cubebe. Ha la spuma cremosa ma non di lunga durata; olfatto segnato da sentori balsamici, di zenzero, chiodi di garofano; corpo di grande struttura; gusto intenso e caldo, di frutta e spezie; finale molto secco.

Quis Hoc, tripel di colore dorato intenso dai riflessi arancio (g.a. 7,2%). Il nome, latino, trae ispirazione da Catullo. Viene realizzata con tre tipi di malto (pilsner, caramello e di frumento) e aromatizzata con altrettante varietà di luppolo (inglese, ceco e sloveno); mentre il lievito deriva dal ceppo trappist. La ricca schiuma cremosa ostenta notevole persistenza. Zucchero candito, frutta sciroppata e frutti canditi caratterizzano l’olfatto, con un delicato sentore di pepe e di zensero apportato dal lievito. Il corpo medio alimenta un morbido e dolce gusto di malto, via via riequilibrato dall’amarore del rampicante; mentre lo stesso compito, per gli esteri della frutta, spetta alla secchezza dell’alcol. Completa l’“opera” il finale, anch’esso secco, deciso.

Nuce, dubbel color tonaca di frate dai riflessi ambrati (g.a. 7,2%). La schiuma pannosa, di un beige chiaro, non abbonda, tanto meno è duratura. L’olfatto spazia dal fruttato (banana e uva passa), al cioccolato e alle nocciole tostate, sino a fondersi con delicati sentori speziati tipici del lievito trappista. Il corpo è denso, di grande struttura. Il gusto sa tanto di banana matura, leggera tostatura, frutta a pasta gialla. Il finale ha un lieve amarore di mandorla, piuttosto astringente. Il breve retrolfatto esala calde suggestioni alcoliche che richiamano la frutta sotto spirito.

Weizen, hefe weizen di scuola bavarese (g.a. 5%); prodotta presso lo stabilimento di Manerba Brewery. Si propone con abbondante schiuma vaporosa e stabile, fresco aroma fruttato, vivace corpo leggero, gusto morbidamente segnato dal malto con sentori dei chiodi di garofano, corto finale che ripulisce la bocca con un’opportuna nota acidula, retrolfatto dalle sensazioni asprigne.

Lupus, belgian speciality ale scura (g.a. 6,3%); d’ispirazione inglese. Si presenta con abbondante spuma dalla discreta persistenza, aroma di malto tostato intenso ma non invadente, corpo forte non però ruvido, morbido gusto di tostature, corto finale amaro, retrolfatto dalle suggestioni di caffè e di resina.

Aes, belgian speciality ale di colore ambrato (g.a. 5,7%). La schiuma biancastra, dalla trama fine e cremosa, ha media persistenza. Gli intensi profumi spaziano dal floreale del luppolo al fruttato della pera e del bergamotto. Il corpo appare medio-leggero. Il gusto rotondo, segnato dalla frutta, scivola su solida base di malto. Il finale è moderatamente amaro. Il retrolfatto eroga discrete impressioni erbacee, terrose e di frutta secca.

Wit-Flos, witbier di colore giallo paglierino (g.a. 5,3%). Con una media effervescenza, la schiuma si leva fine e stabile. Acuti profumi di lievito, banana, arancia amara e coriandolo caratterizzano l’olfatto. Benché leggero, il corpo è pieno, denso. Un gusto morbido e fresco si distende in tutta la sua lunghezza, prendendo, verso la fine della corsa, una lieve acidità e un amarore deciso che apportano le tanto attese proprietà dissetanti.

Monte Moro, belgian strong dark ale di colore mogano scuro (g.a. 9,3%); con zucchero candito scuro e coriandolo. La schiuma, marrone chiaro, si alza soffice e stabile. L’olfatto ostenta eleganza, finezza, intensità: con un caramello in evoluzione, frutta matura, cioccolato, ciliege sotto spirito. Il corpo robusto, pieno e brioso spalleggia un lungo percorso gustativo dolce e caldo di alcol. Alcol, che accarezza soltanto il palato, per sfociare in un lungo finale amarognolo però gradevolissimo.

Lys, double wit di colore giallo paglierino (g.a. 6,8%); con aggiunta, agli ingredienti canonici, di frumento sottoposto a maltaggio e pepe della Guinea. Con un’effervescenza moderata, la schiuma fuoriesce minuta, densa e consistente. L’olfatto ostenta una finezza elegante: profumo di grano, coriandolo, buccia d’arancia e un lieve sentore di pepe. Il corpo mostra una media intensità, ma buona scorrevolezza. Il gusto agrodolce si dipana fresco, pulito, con una nota di lievito. Dal discreto retrolfatto esalano intriganti sensazioni di spezie.

09, sour ale di colore arancio pallido venato di rosa (g.a. 6,3%); prodotta in edizione limitata (100 bottiglie da 75 cl). Lo 09 precisa che l’affinamento in botti precedentemente usate per il brunello di Montalcino dura nove mesi. Si tratta di un blend tra due dei prodotti più noti del birrificio: la Prius e la Quis Hoc; con aggiunta di susine biologiche in macerazione. La schiuma bianca, a grana piuttosto fine, mostra sufficiente durata. Nel profumo fruttato, fresco e acidulo, si mette in evidenza un protervo ma non invadente sentore di susine e albicocche. Un buon corpo, vellutato, scorrevole, asseconda il gusto di frutta, dolce e acidulo in perfetto equilibrio. Il retrolfatto propone morbide e rotonde sensazioni di vaniglia.

Stagionale

Rusca, belgian strong dark ale di colore mogano scuro dai riflessi porpora (g.a. 9,5%); birra natalizia speziata con zenzero e pepe giamaicano. La schiuma beige erompe densa e compatta. Profumi di spezie, zenzero, rabarbaro ed erbe officinali caratterizzano l’aroma. Il corpo consistente sorregge un caldo, setoso gusto di miele di castagno e radice di liquirizia avvolto in un delicato alone di pepe e di altre spezie indistinte. Il finale arriva secco e dura parecchio. Anche il retrolfatto, nella sua interminabile persistenza, eroga piacevoli impressioni amarognole e speziate.

Occasionale

Levis, belgian pale ale di colore dorato chiaro (g.a. 3,8%); con piccole particelle di lievito in sospensione. La schiuma, fine e cremosa, non abbonda ma dura abbastanza. Al naso si propongono fievoli profumi di cereali e di agrumi, con un lontano richiamo di miele. Il corpo è piuttosto leggero, ma non insignificante. Il gusto attacca con un discreto malto per poi assumere una connotazione di frutta, agrumi e polpa dolce d’arancia; mentre il lievito belga conferisce al tutto un particolare carattere rustico. Il finale piuttosto secco asciuga e deterge la bocca con una nota di foglie d’agrume.

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Antonio Mennella

Antonio Mennella

Nato il primo gennaio 1943 a Lauro (AV) e residente a Livorno. Laureato in giurisprudenza, è stato Direttore Tributario delle Dogane di Fortezza (BZ), Livorno, Pisa, Prato. PUBBLICAZIONI Confessioni di un figlio dell'uomo - romanzo - 1975; San Valentino - poemetto classico - 1975; Gea - romanzo - 1980; Il fratello del ministro - commedia - 1980; Don Fabrizio Gerbino - dramma - 1980; Umane inquetudini - poesie classiche e moderne - 1982; Gigi il Testone - romanzo per ragazzi - 1982; Il figlioccio - commedia - 1982; Memoriale di uno psicopatico sessuale - romanzo per adulti - 1983; La famiglia Limone, commedia - 1983; Gli anemoni di primavera - dramma - 1983; Giocatore d’azzardo - commedia - 1984; Fiordaliso - dramma - 1984; Dizionario di ortografia e pronunzia della lingua italiana - 1989; L'Italia oggi - pronunzia corretta dei Comuni italiani e nomi dei loro abitanti - 2012; Manuale di ortografia e pronunzia della lingua italiana - in due volumi - 2014; I termini tecnico-scientifici derivati da nomi propri - 2014; I nomi comuni derivati da nomi propri - 2015. BIRRA La birra, 2010; Guida alla birra, 2011; Conoscere la birra, 2013; Il mondo della birra, 2016; La birra nel mondo, Volume I, A-B - 2016; La birra nel mondo, Volume II, C-K -2018; La birra nel mondo, Volume III, L-Q - 2019; La birra nel mondo, Volume IV, R-Z - di prossima uscita. Ha collaborato a lungo con le riviste Degusta e Industrie delle Bevande sull'origine e la produzione della birra nel mondo.

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