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Birra italiana “record”: nel 2018 superato il tetto del miliardo di euro

Il commercio della birra in Italia ha superato per la prima volta nella sua storia, il miliardo di euro nell’anno 2018. Notizia molto positiva che arriva da Coldiretti, che esalta anche l’aumento dei consumi pro capite, finalmente oltre la soglia dei 32 litri all’anno. Se messi a confronto con gli altri paesi europei, i consumi italiani rimangono sempre molto bassi, tuttavia il segnale di crescita va interpretato in senso positivo. Un altro dato importantissimo, specialmente in questo momento economico incerto, sono i 200 milioni di euro delle esportazioni del prodotto italiano all’estero, in altre parole +11% ripetto al 2017. Questa crescita la dobbiamo molto al settore artigianale, con il numero di birrifici attivi sul territorio che è arrivato quasi a toccare quota 900 (sebbene microbirrifici.org a oggi ne conti 1610, ma questo totale comprende anche quelli che hanno cessato l’attività e sebbene l’anno scorso ci sia stato un rallentamento nelle aperture di nuovi birrifici rispetto al 2017).

La produzione artigianale fa ampio uso delle risorse particolari del territorio, usando materie prime altamente geolocalizzate, come riporta l’articolo di Coldiretti:

…dalla birra aromatizzata alla canapa a quella pugliese al carciofo di colore giallo paglierino ma c’è anche quella alle visciole, al radicchio rosso tardivo Igp o al riso fino alla prima agri-birra terremotata a 1600 metri sulle montagne tra Amatrice e Leonessa che nasce utilizzando lo scarto del pane e che cambia e modifica sapore, colore e consistenza a seconda del tipo di pane che l’azienda riesce a raccogliere dai residui di vendita.

Tuttavia il ricorso al chilometro zero, anzi “centimetro” come insegna Kuaska, non è certo una novità, ma caratterizza il movimento artigianale italiano fin dai suoi albori. Mi vengono in mente, ad esempio, le birre alle “millemila” cultivar di castagne che una decina di anni fa erano richiestissime e a noi associazione garantivano serate di degustazione sempre affollate! Chi è appassionato da più o meno quel periodo, la sua gateway beer sul mondo artigianale è molto probabile che sia stata proprio una birra alle castagne.

Oggi però si considera tutta la filiera e si cerca di tutelare ogni singolo aspetto; è di un paio di mesi fa l’accordo tra Unionbirrai e ICQRF (Ispettorato Controllo Qualità e Repressione Frodi del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) per tutelare la birra artigianale definita dalla legge italiana e dare strumenti di protezione al consumatore finale, come il marchio Indipendente & Artigianale di Unionbirrai, per esempio.

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Francesca Morbidelli

Mi chiamo Francesca Morbidelli e sono tra i fondatori della Pinta Medicea, prima associazione di appassionati e poi blog dedicato alla birra artigianale in Italia. Dal 2007 scrivo articoli, recensioni e approfondimenti sul mondo della birra, gestendo anche le varie emanazioni social del sito. Da oltre quindici anni, sono docente e giudice in concorsi birrari internazionali, collaborando con realtà riconosciute come Unionbirrai e MoBI, e partecipando regolarmente a eventi e degustazioni ufficiali. La mia esperienza comprende sia la valutazione tecnica delle birre che l’educazione degli appassionati, attraverso corsi e workshop. Ho contribuito a guide e pubblicazioni sul mondo della birra artigianale, e gestisco anche rubriche dedicate ai birrifici, agli stili di birra e agli abbinamenti gastronomici. Puoi consultare il mio beer resume in inglese per una panoramica completa del mio percorso professionale. Sono inoltre presente sui principali social professionali: Twitter: @pintamediceaLinkedIn: Francesca Morbidelli. Per contatti diretti, puoi scrivermi ai contatti di Pintamedicea. Come amministratrice del sito Pinta Medicea, mi occupo di promuovere la cultura della birra artigianale italiana, valorizzando birrifici, stili, eventi e iniziative di settore. La mia missione in Pinta Medicea è condividere conoscenza, passione e competenza con tutti gli appassionati di birra.