Birra dell’Anno 2019: numeri, ringraziamenti e foto

Birra dell’Anno 2019

Il concorso è cresciuto ancora rispetto all’anno scorso: il 20% di birre in più, ci informa Unionbirrai che lo organizza ormai da 14 anni. Quest’anno ci sono state 1994 birre iscritte, provenienti da 327 birrifici, divise ancora una volta in 41 categorie che sono state giudicate da 102 giudici internazionali, tra ancora una volta cui la sottoscritta. Ecco lo specchietto con le scorse edizioni di BdA:

Anno Birre Birrifici Giudici Categorie
2019 1994 327 102 41
2018 1650 279 84 41
2017 1367 279 72 29
2016 1148 200 60 26
2015 820 150 42 26
2014 621 123 40 26
2013 556 106 34 24
2012 448 85 32 20

È sempre un onore e piacere partecipare alla giuria di Birra dell’Anno; al di là della gara, è per me un momento di confronto fondamentale e di ampio respiro, nonché un’imprescindibile occasione didattica.

Partecipare a una giuria così importante, con tutto quello che comporta, non solo in termini di competenze tecniche, ma anche per quanto riguarda la gestione dello stress e il mantenimento della concentrazione per lunghi periodi, è un training nodale per noi degustatori. Dunque ringrazio con tutto il cuore Unionbirrai e il presidente di giuria Lorenzo Dabove Kuaska per avermi invitata ancora una volta a far parte della giuria del concorso birrario più prestigioso d’Italia.

Come funziona BdA

I concorsi non sono mai perfetti, si sa. Tuttavia Birra dell’Anno riesce a dare uno spaccato piuttosto fedele della situazione birraria nazionale. A Birra dell’Anno gli assaggi avvengono alla cieca, le birre vengono portate ai tavoli già “sbicchierate”, raggruppate in base alle 41 categorie che compongono il concorso. Inoltre sta a ciascun birrificio artigianale decidere se partecipare oppure no; e poi scegliere quali birre inviare e in quali categorie collocarle.

Questo meccanismo elimina sia l’effetto simpatia o meno di marchio e/o birraio, sia l’hype del momento, elementi che in altre competizioni pesano senza dubbio di più. A Birra dell’Anno l’assaggio è anonimo, la valutazione del giudice avviene solo basandosi sulle due dita di birra nel bicchiere che si ha di fronte.

Classifica

La classifica di BdA2019 ha incoronato il birrificio Mukkeller e ha anche confermato tante eccellenze nazionali ben conosciute: la qualità di certe aziende è indiscutibile, ed emerge in qualsiasi situazione.
Inoltre hanno trovato spazio un discreto numero di birrifici che di solito non si collocano al centro della scena artigianale italiana. Birrifici meno conosciuti che trovano nel concorso di Unionbirrai un palcoscenico ideale per per farsi conoscere da un pubblico più ampio.

I microbirrifici italiani sono spesso realtà così minuscole e geolocalizzate che diventa necessario un appuntamento come Birra dell’Anno per mischiare le carte sulla tavola della scena birraria e aumentare la visibilità delle aziende. Dalla classifica dei vincitori di quest’anno sono usciti tanti birrifici che non conoscevo e che conto di assaggiare in futuro.

BeerAttraction

Birra dell’Anno di svolge all’interno di BeerAttraction che è sempre più in forma. Non è un festival, ma una fiera di settore, dunque enorme, comprendente tutto il comparto birra.

I puristi dell’artigianale a volte storgono un po’ il naso per questo contatto stretto con realtà birrarie più industriali e commerciali. Invece io sono convinta che questi momenti di commistione siano importantissimi perché danno l’occasione al mondo artigianale di incontrare un pubblico più ampio e magari trovare nuovi sbocchi, in termini sia di gradimento del pubblico, sia di occasioni di mercato.

Birra dell’Anno 2019: il lavoro in giuria

L’organizzazione del concorso è stata molto efficiente. Parlo della percezione che ho avuto dai tavoli di assaggio. Gli stuart erano sempre sul pezzo, mentre nelle occasioni precedenti mi erano sembrati più spaesati. Ringrazio Sara Anfossi che si è presa cura del nostro tavolo in modo egregio ed è stata brava a gestire le situazioni più “intense”.

Bicchieri

Quest’anno abbiamo avuto i bicchieri di plastica. Non è la prima volta che Birra dell’Anno si fa con la plastica. Mi sono piaciuti? No. Però capisco i motivi organizzativi che hanno portato a una scelta del genere.

I bicchieri di quest’anno erano piccoli e bassi, è stato più difficile lavorarci. Ma niente di drammatico: se i degustatori sono preparati e le condizioni di partenza – sebbene sfigate – sono le stesse per tutte le birre, la gara sarà lo stesso equilibrata. E così è stato.

Ringraziamenti

Foto di Dorothea Licandro

Alla fine ringrazio ancora Simone Monetti, mi dispiace non essere riuscita a farlo di persona nel marasma della fiera, e tutti i magnifici amici dell’organizzazione, che lavorano da anni migliorando Birra dell’Anno di edizione in edizione e “smazzandosi” i compiti più ingrati ma indispensabili per far andare avanti la macchina organizzativa: Margherita Mattei, Toni Manzi, Dorothea Licandro, Valentina Brancolini, Giuseppe De Michele, Teresa Ruggiero, Camilla Rodella. Ho dimenticato sicuramente qualcuno di fondamentale.

Le foto di #bda2019

E ora la galleria immagini. Come al solito qui ne metto solo una piccola selezione, tutto il resto è sull’album online che è pieno “zipillo” di foto!

Share
Avatar

Francesca Morbidelli

Mi chiamo Francesca Morbidelli, sono tra i fondatori della Pinta Medicea. Dal 2007 gestisco e scrivo di birra artigianale su questo sito. Sono docente e giudice in concorsi birrari da quasi un decennio, e collaboro sia con MoBI che con Unionbirrai. My beer resume (in English). Amministratrice del sito de La Pinta Medicea: francesca [at] pintamedicea.com - Twitter: @pintamedicea e @storiediweb

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.