4 IGA per approfondire lo stile Italian Grape Ale

Degustazione di IGA al Craft Beer Italy 2019, occasione giusta anche per assaggiare etichette per me nuove. IGA sta per Italian Grape Ale ed è il nome con cui si indicano le birre che contengono uva o suoi derivati. Le IGA sono una derivazione delle birre alla frutta e gettano un ponte tra il mondo della birra e quello del vino.

Con Italian Grape Ale si intende una gamma di birre enorme. Tienamo conto che in una IGA la birra base può essere di qualsiasi stile, mentre l’uva può essere utilizzata sotto forma di mosto crudo o cotto, succo, polpa ecc. aggiunti in una percentuale a piacere del birraio, in un momento qualsiasi della lavorazione: in bollitura, durante la fermentazione primaria o secondaria, in maturazione.

Come risultato abbiamo birre che sono espressione della creatività del birraio, della varietà del territorio, della biodiversità del nostro Paese.
Grazie a tutto ciò, costituiscono pure un bell’esercizio di assaggio. Nel corso di questa degustazione, infatti, si sono bevute birre caratterizzate da gusti e sensazioni variegate, ottenute dalle lavorazioni e filosofie produttive più disparate.

Vediamo ora quattro etichette, molto diverse tra di loro, con alcune brevi note di degustazione, solo l’essenziale per inquadrarle correttamente (spero).

 

Beerberry Fragolina di Birra Gjulia

Prima ho assaggiato la IGA di Birra Gjulia. L’avevo bevuta al Pitti Taste il mese scorso dove, forse in un impeto di “marketing situazionista”, mi era stata presentata come birra per la festa della donna, credo grazie al suo colore rosato che alla vista ricorda un coktail di quelli che andavano di moda un po’ di anni fa. All’assaggio mi aveva colpita la sua freschezza fruttata.
Si chiama Beerberry Fragolina ed è fatta con il 20% di fragole di Tortona presidio Slowfood e mosto muto di Pinot Nero. Beerberry ha 6% di alc., attenuazione del 100%, corpo esile che nelle intenzioni dovrebbe assomigliare a quello di un rosato frizzante. Naso fresco e fruttato: bacche rosse, ribes, fragola e un eco minerale, presuppongono un amaro ridotto. Alla freschezza complessiva contribuisce anche il frumento che le dà un corpo leggero e scorrevole. Leggera astringenza finale che si accompagna a una nota fruttata sciropposa.

 

Sta Regina di Sti Malti

Il birirficio Sti Malti ha prodotto Sta Regina, dal colore ramato con succo d’uva in purea di primitivo di Falerno, DOC della provincia di Caserta. Si sale di grado alcolico, con 7,5% e un naso più caldo e dolce. All’aroma troviamo frutta secca, frutta cotta, nocciola, mandorla e note tostate ben evidenti che si ripresentano anche al gusto, accanto a sentori di biscotto, caramello e frutta secca. Carbonazione lieve e sapore dolce che persiste sul finale a scapito dell’amaro che ho trovato piuttosto ridotto.

 

Vinea, Mastri Birrai Umbri

Anche i Mastri Birrai Umbri si sono cimentati in una IGA, mettendo sul mercato la Vinea che ha una bottiglia molto elegante e un prezzo importante. Anche questa birra è frutto della filiera corta: i MBU maltano i cereali internamente. Vinea è fatta con una base di malto pale e mosto di uva di Moscato. Naso non molto elegante, in cui emerge il fruttato: pesca, uva matura, mandorla della fermentazione. È una birra dolce e zuccherina, nonché molto alcolica: 10,5% vol. con una carbonazione vivace che ne aiuta la bevibilità. Al gusto: frutta matura, mandorla, uva passa e note di vaniglia. L’alcool si palesa fin dall’inizio, scaldando la bocca.

 

BB Evò del Birrificio Barley

BB Evò è un archetipo di IGA del birrificio Barley di Nicola Perra. Birra fatta con l’aggiunta di sapa di Nasco, ovvero mosto cotto (molto usato nella cucina sarda) del Nasco, un antichissimo vino liquoroso della zona del Cagliaritano. La birra di base è un barley wine.

BB Evò ha un aroma superbamente complesso che si evolve nel bicchiere. Quasi un peccato mortale berla di fretta, è una birra che si merita tempo e attenzione. Versandola nel bicchiere si nota la poca schiuma, scarsezza dovuta sia allo stile, sia al grado alcolico elevato: 10% vol. A naso dolce caramello, frutta secca, fichi secchi, datteri, tofee vanno a comporre un bouquet di strepitosa complessità che riesce ad entusiasmare a ogni inalazione.

Gusto: ritroviamo la dolcezza e la frutta secca, datteri, fichi. Durante la sessione di assaggio, qualcuno ha suggerito che BB Evò ricordi il panforte di Siena con il quale io tenterei un abbinamento per assonanza. La carbonazione è ben presente e aiuta a sostenere il sorso importante. Al gusto si sente anche una punta di acidità che fa da contrappunto alla parte dolce (ricordiamo che è un barley wine). Corpo strutturato e chiusura pulita, BB Evò regala una bevuta intensa ma definita, di grande equilibrio.

 

Ho scritto questo articolo dopo aver assistito alla degustazione di birre in stile IGA condotta da Giovanna Merloni durante lo scorso Craft Beer Italy.

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Francesca Morbidelli

Mi chiamo Francesca Morbidelli, sono tra i fondatori della Pinta Medicea. Dal 2007 gestisco e scrivo di birra artigianale su questo sito. Sono docente e giudice in concorsi birrari da quasi un decennio, e collaboro sia con MoBI che con Unionbirrai. My beer resume (in English). Amministratrice del sito de La Pinta Medicea: francesca [at] pintamedicea.com - Twitter: @pintamedicea e @storiediweb

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