Craft Beer Italy numero zero: breve resoconto e qualche foto sul primo evento italiano di formazione dedicato agli operatori del settore birrario

Grande successo delle conferenze al Craft Beer Italy che si è svolto negli spazi del Talent Garden Milano, il 22 e 23 novembre 2017. A due settimane dall’evento ho ancora addosso belle sensazioni per il numero zero di questa “kermesse didattica” patrocinata da NürnbergMesse Italia, gli organizzatori di Brau Beviale. Sono stati tre giorni molto intensi di formazione e di ritrovo professionale tra operatori del settore birrario. Un successo che verrà replicato di nuovo in Italia a marzo del 2019, come annunciato durante la manifestazione.

Considerando che si trattava di un evento chiuso, dedicato esclusivamente al b2b, sono rimasta sorpresa della bella atmosfera generale, rilassata ma a tratti elettrizzante, che si è venuta a creare. Le conferenze sono state affollatissime e ricche di spunti per approfondimenti futuri. Alla parte didattica si è aggiunta l’area esposizioni, con la presenza degli stand di 54 operatori del settore, di cui il 28% stranieri.
In mostra tutta la tecnologia della produzione della birra: dagli impianti di produzione al packaging, dall’imbottigliamento alle materie prime.
Tra le tante cose ho trovato interessante la presenza di aziende specializzate nel confezionamento della birra artigianale in lattina, una possibilità che sta prendendo sempre più campo nel mondo artigianale italiano, anche se per adesso rimane appannaggio delle aziende più grandi. È stata l’occasione per capire un attimo di più, anche grazie al workshop apposito inserito nel programma delle conferenze.
E poi ancora: malti e luppoli in quantità, tedeschi, sloveni, ecc. Tante varietà nuove che non conoscevo e che ho avuto l’occasione di annusare e confrontare tra loro.
Sono rimasta affascinata dalla barattolo di latta di luppoli freschi (vedi foto), non li avevo mai visti confezionati così, ridotti a un trito umido di foglie profumatissime.

All’interno di Craft Beer Italy anche l’attivissima area riservata alle degustazioni, Taste it!, dove la compagine di Unionbirrai ha presentato le novità dei microbirrifici: Batzen, Beer In, Birrificio del Valdarno Superiore, Elvo, Foglie d’Erba, Lariano e Un Terzo. Tutte birre artigianali italiane brassate per l’occasione e che sono state introdotte al pubblico attraverso un fitto programma di assaggi guidati da Unionbirrai Beer Taster che si è svolto durante tutto l’arco della manifestazione. È stata anche un’occasione per parlare della nuova veste di Unionbirrai, da pochi mesi diventata associazione di categoria, dunque interlocutore di riferimento del mondo craft con le istituzioni. Sono stati dati numeri più realistici sullo stato della birra artigianale in Italia; tramite Alessio Selvaggio, si è cercato di rispondere alla domanda su quanti siano effettivamente i microbirrifici in Italia, quelli attivi e con impianto di produzione proprio. Incrociando i dati di UB con quelli dell’Agenzia delle Dogane, è emerso che i microbirrifici attivi sul territorio nazionale sono 667, un dato che smonta un po’ altre cifre ben più alte lette altrove, ma che merita di essere analizzato con attenzione, come ha fatto in questo post Cronache di Birra.

Concludo ringraziando Stefania Calcaterra e tutto lo staff di Craft Beer Italy per queste due giornate che mi hanno lasciato tante sensazioni positive e per la bella energia che sono riusciti a creare.

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Pinta Medicea

Mi chiamo Francesca Morbidelli, sono tra i fondatori della Pinta Medicea. Dal 2007 gestisco e scrivo di birra artigianale su questo sito. Sono docente e giudice in concorsi birrari da quasi un decennio, e collaboro sia con MoBI che con Unionbirrai. Amministratrice del sito de La Pinta Medicea: francesca [at] pintamedicea.com - Twitter: @pintamedicea e @storiediweb

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