Come riconoscere un festival birrario “valido” in 9 punti

Se si gestisce un sito web, anche piccolo come questo, si è sommersi senza soluzione di continuità da una miriade di segnalazioni di eventi birrari. Così mi trovo a selezionare ciò che vale la pena approfondire e pubblicare su Pinta Medicea, scartando quello che invece non mi interessa.
Mi hanno chiesto se usi un criterio per scegliere. Non ci avevo mai pensato, ma in effetti sì perché la proposta è tanta e il tempo è poco. Dunque ecco quello che cerco in un festival o evento birrario di qualità:

  1. Prima di tutto il tema. Fondamentale per capire dove stiamo andando a parare: birre acide, birre dal belgio, birre toscane, ecc. Dà anche la sensazione che l’evento sia un qualcosa di pensato e non una cosa con delle birre artigianali a caso, solo perché ora vanno di moda ed è meglio mettercele.
  2. L’organizzatore. Deve essere chiaro chi organizza: nome, cognome, associazione, pro loco… Lasciar correre su questo punto fa sembrare che dietro al festival ci sia il solito parvenu attratto dal miraggio dei soldi. Se chi ci mette la faccia è conosciuto nell’ambiente, allora meglio! Qualcuno potrà obiettare che sono sempre i soliti noti, ma lo sono diventati in tanto tempo, e si sono costruiti un nome lavorando sodo in questo settore dall’inizio. Se invece è un attore nuovo, lo voglio sapere e valutare caso per caso.
  3. La lista delle birre. Conoscere in anticipo che cosa berremo; vederlo scritto nero su bianco: nome del birrificio e caratteristiche di ciascuna birra. Non è difficile, basta chiedere ai birrifici invitati una scheda e riportarla sia sulla brochure sia sul sito web. Richiede un po’ più di lavoro, ma è sinonimo di qualità e di attenzione all’offerta. Un accorgimento che alla lunga paga.
  4. La cura nella scelta dell’offerta birraria. Attenzione massima alla qualità, con un’offerta sia di birre classiche, sia di novità. È un modo per rispettare il cliente. Il “tanto se bevono tutto” alla lunga non paga (o comunque solo in pochissimi casi!).
  5. L’organizzazione, perché un festival è anche il suo contorno. Parcheggi, dove dormire, magari fare qualche convenzione con le strutture ricettive della zona, navette per gli spostamenti, staff preparato, appuntamenti collaterali.
  6. Attenzione al cibo. Food truck, cibo di strada di qualità, possibilmente particolare e tipico, ma sopratutto buono e vario, a prezzi “umani”.
  7. L’invito. Importante: l’organizzatore, sceglie i birrifici e li invita. Sai che chi sarà presente lo sarà per una scelta (che poi può non essere condivisibile o riuscita al cento per cento, per carità), ma darà un’ulteriore garanzia di attenzione alla qualità.
  8. La comunicazione. Sito web aggiornato, con il programma, le modalità di iscriversi ai laboratori. Una presentazione dei birrifici, foto fatte bene, con cognizione di causa (no foto di stock, per esempio, ché si riconoscono subito e puzzano di fake).
  9. Il laboratori curati bene, magari scegliendo un argomento inusuale e coinvolgendo i birrai presenti all’evento.

Manca qualcosa?

Pinta Medicea

Mi chiamo Francesca Morbidelli, sono tra i fondatori della Pinta Medicea. Dal 2007 gestisco e scrivo di birra artigianale su questo sito. Sono docente e giudice in concorsi birrari da quasi un decennio, e collaboro sia con MoBI che con Unionbirrai. Tra le varie certificazioni ho anche quella di UBT. Amministratrice del sito de La Pinta Medicea: francesca [at] pintamedicea.com - Twitter: @pintamedicea e @storiediweb

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