Un’ipotesi sul futuro della birra artigianale italiana

Dopo anni di crescita, la domanda di birra artigianale in USA ha dato segni di contrazione. Invece la coltivazione di luppoli è esplosa grazie alle birrerie artigianali.

In tante occasioni scena birraria americana si è rivelata un faro anticipatore di tendenze che poi si sono verificate anche da noi, condizionando la scena birraria nazionale. Dunque vale la pena soffermare l’attenzione sull’andamento del mercato della birra artigianale in USA.

Durante l’ultimo anno negli States i consumi individuali di birra hanno conosciuto una leggera flessione, diminuendo dello 0,4%. Contemporaneamente è aumentata a dismisura la coltivazione dei luppoli, al punto che il 2016 può ritenersi un anno record per i coltivatori diretti americani. Dal 2015 il valore del luppolo USA è salito all’incirca del 44%, per un totale del comparto di 500milioni di dollari, secondo i dati diffusi dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti. Quasi un raddoppio di valore, nonostante i segnali dell’affievolimento del boom nel mercato interno delle birre artigianali.

In tutta la nazione sono aumentate le superfici agricole destinate alla coltivazione dei luppoli, con la tendenza a orientare la produzione verso le varietà più costose, quelle con particolarità aromatiche più ricche, preferite dai produttori artigianali. In media, infatti, un birrificio artigianale utilizza dalle 4 alle 10 volte in più la quantità di luppolo utilizzata dai produttori di lager industriali. Tutto ciò ha contribuito a spingere verso l’alto la domanda e di conseguenza i prezzi dei luppoli più speciali, quelli destinati anche alle esportazioni.

Che anche in Italia il futuro sia la coltivazione dei luppoli?

Da noi coltivazione e ricerca di nuove varietà autoctone di luppoli che possano essere considerate completamente italiane è ancora all’inizio. Tuttavia si stanno muovendo i primi interessanti passi in varie zone d’Italia. Anche se è presto per dirlo con certezza, una maggiore diffusione dei luppoli (varietà autoctone o meno) coltivate qui da noi si sta già verificando, e probabilmente assisteremo a interessanti sviluppi in questo senso.

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Pinta Medicea

Mi chiamo Francesca Morbidelli, sono tra i fondatori della Pinta Medicea. Dal 2007 gestisco e scrivo di birra artigianale su questo sito. Sono docente e giudice in concorsi birrari da quasi un decennio, e collaboro sia con MoBI che con Unionbirrai. Amministratrice del sito de La Pinta Medicea: francesca [at] pintamedicea.com - Twitter: @pintamedicea e @storiediweb

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