Taste 2013: tutte le foto e breve resoconto del giro di degustazioni

Quest’anno all’edizione 2013 del Taste hanno preso parte 16 birrifici artigianali italiani. Alcune new entry si sono affiancate ad altri veterani del salone alla Stazione Leopolda a Firenze. Come sempre c’è stata una bella atmosfera, alimentata anche dagli eventi fuori salone che hanno portato un’aria di festa nei vari locali cittadini per tutta la durata della kermesse. Non so se questa atmosfera festaiola si ripeta per tutti i vari settori enogastronomici presenti al Taste, ma per la birra artigianale dà luogo a tante occasioni di divertimento e di ritrovo tra amici da parte di birra.

Anche quest’anno il giro degli assaggi è stato molto piacevole e l’ho spalmato in due giorni. Come al solito riporto solo una birra per birrificio. In fondo a questo articolo ci sono tutte le foto del salone e tutti i link ai birrifici presenti!

Ho cominciato dal birrificio piemontese San Michele, ha la particolarità di aver dato a tutte le sue birre nomi tratti dalle opere liriche. Io ho scelto la Norma alle castagne, birra di 6,5% di alcol, medaglia d’oro a Birra dell’Anno 2013 della sua categoria. Ha un colore rosso intenso, molto bello, con una schiuma persistente. A naso si sente il tostato della farina di castagne, note di cioccolato al latte, frutta e vaniglia ricompare anche nel finale. Quasi una birra da meditazione, i profumi si sviluppano nel bicchiere con una ricchezza sorprendente.

La seconda birra è stata la belgian ale del birrificio Math di Tavarnelle (FI): La 70. Colore aranciato carico, un po’ velata, a naso intensa e fruttata, credo con qualche spezia (appena percettibile). Malto ben pronunciato e luppolo moderato, come nella tradizione delle birre belghe, perciò con un amaro gentile ma presente nel finale.

Poi è stato il turno di Birra Olmo, birrificio veneto della provincia di Padova, con i birrai giovanissimi e la grafica delle etichette accattivante. Ho assaggiato la Summer Ale con soli 3,5% alcolici, a naso ha note erbacee e poi floreali. Dissetante, beverina, con un corpo leggero e un bell’amaro nel finale. Una birra da estate e da bere a litri. Spero di ritrovarla da queste parti quando farà più caldo.

Poi è stato il turno della Amber Shock del Birrificio Italiano, 7,% alcolici col suo bellissimo colore ambrato intenso e con una schiuma sontuosa. A naso spicca il caramello e poi tanta frutta, agrumi. Ha anche note di tostato e di frutta secca, una birra in continua evoluzione nel bichiere. Buonissima.

Allo stand del Birrificio San Quirico della Val D’Orcia ho assaggiato la Giulitta, una birra di colore ambrato, con una bella schiuma persistente, molto profumata, corpo leggero, a naso frutta anche secca e con una nota amara ma profumata di rabarbaro (o qualcosa del genere) iniziale che ho apprezzato molto. Con un corpo medio e 6 gradi alcolici, adatta da bere in abbinamento con cibi più “impegnativi” come formaggi stagionati, salumi e carne.

Poi è stato il turno del Birrificio del Forte (dei Marmi) con la sua Gassa D’Amante. Con un colare dorato chiaro leggermente velato è una birra leggera (4,5%) e molto profumata. Si sente la frutta a pasta bianca, estiva, con note speziate leggere. Nel finale si percepisce un amaro erbaceo molto gradevole che la rende dissetante. Per me è una birra ideale per essere accompagnata con una frittura di pesce o verdure. Oppure può essere adatta come birra da aperitivo.

Al Birrificio Amarcord ho assaggiato la AMA Bionda della nuova linea AMA. Si tratta di una linea di birre pensata per gli abbinamenti con il cibo e la ristorazione. La AMA Bionda ha 6% di alcol e note maltate e morbidamente agrumate date dall’aggiunta di miele di fiori di arancio. È una birra morbida all’inizio e secca nel finale con sentori di agrume, tipo lime.

Poi è stato il turno de La 9 del Birrificio L’Olmaia. La 9 è una birra a cui sono particolarmente affezionata perché è la prima (o la seconda) birra toscana che ho assaggiato in tutta la mia vita. Colore ambrato, con una bella schiuma schiuma fine e compatta. A naso deliziosa, il caramello si equilibra con l’agrumato amaro, note fruttate e erbacee. Finale amaro e bella pulizia.

La decima birra assaggiata è stata al Stoner del Birrificio Brùton in provincia di Lucca. Belgian strong ale, con un colore giallo chiaro e un bel cappello di schiuma. A naso esteri fruttati, agrume amaro e frutta estiva a  polpa gialla, note caramellate. È molto equilibrata anche in bocca e il suo grado alcolico importante non dà fastidio (7,5%). Note speziate a naso ed esteri sul finale che è dominato da un bell’amaro “ripulente”. Elegante in ogni suo aspetto.

Poi è stato il turno di Birra del Borgo (Lazio) con la Old Antonia, imperial IPA, frutto dell’evoluzione, con 6 mesi in botte di Calvados, della My Antonia che il Borgo produce in collaborazione con Sam Calagione di Dogfish Head. Ha 11% alcolici ed è una birra da meditazione. Colore ambrato e festa di profumi: frutta secca, uvetta, resine profumate, datteri, albicocche, mele… tutto questo in pochi minuti di degustazione al banco della fiera. Mi immagino in una situazione più adatta le soddisfazioni che una birra così può dare. In bocca rimane asciutta con un bel corpo. Il finale è lungo e amaro, con gradevoli note agrumate.

Da 32 Via dei Birrai ho assaggiato la Atra, dal colore bruno (aka tonaca di frate) molto bello e luminoso e un bel cappello di schiuma sontuoso, color latte macchiato. A naso una festa dei profumi “scuri”: caramello, cioccolata, qualche nota leggera di caffè, e dedicandogli più tempo e calma credo anche molto altro. Tutti sentori che poi si ritrovano anche in bocca, nel corpo “liscio” e in bocca molto gradevole. Nonostante l’abbia assaggiata a una temperatura piuttosto alta, ha conservato tutta la sua pulizia e l’alcol dei suoi 7,5 % non dà fastidio.

Poi è stata la volta de La 12 del birrificio fiorentino MOA, una apa profumata dai luppoli con un’esplosione di frutta a polpa bianca, agrumi (note di pompelmo, cedro maturo, un’idea di bergamotto, ecc.). Il tutto con un buon corpo e ottima bevibilità, tutta giocata sui profumi intensi e sull’equlibrio con i luppoli ben padroneggiato. Profumatissima e pulita, viene voglia di berne a litri.

Il giro è continuato (il giorno dopo) con una sosta al Baladin per assaggiare la Wayan nella nuova versione “teenager”. Saison rinnovata nella ricetta con un bouquet di cereali, farro, frumento ecc., mi pare 4 o cinque che le conferiscono un aspetto velato. Inoltre tante spezie, tra cui ben 5 tipi di pepe. Ed è proprio il pepe che la caratterizza e che rimane in bocca e dà una sensazione di freschezza molto gradevole. Buona, da bere e da ribere!

Poi ho provato una novità dal sapore degli anni Venti: la birra di riso prodotta dal Birrificio Abbà. Si chiama La Farinela ed è fatta con il 35% di riso. È una birra chiara, con una schiuma evanescente. Morbida in bocca e con una leggera e misteriosa (nel senso che il birraio non si è voluto sbilanciare) speziatura che ne vivacizza e rinfresca la bevuta. Una birra da aperitivo, molto leggera anche se attenzione al grado alcolico che non si sente ma c’è: 7,5%!

Il giro è continuato al birrificio veneto M’ANIS, per me una novità totale, nel senso che non l’avevo mai sentito prima di questa edizione del Taste. Lì ho assaggiato la 7.3 a bassa fermentazione (come tutte le birre prodotte da questo birrificio), colore dorato carico, con il 7,3% di alcol, molto forte con sentori di caramello, di tostato leggero e alcol ben pronunciato. Da bere a temperature basse!

Alla fine mi sono fermata allo stand di Siebe, l’unico distributore di birre tra tanti microbirrifici, a bere un po’ di birre belghe, tra cui segnalo quella più americana di tutte: La Rulles Estivale, con luppoli americani, rinfrescante con un amaro piacevole, con una leggera astringenza sul finale, bella personalità e bell’amaro sul finale.

Infine un giro di foto, quest’anno possibile grazie alla gentilezza di Claudia Pistocchi dell’omonima pasticceria fiorentina “cioccolatosa” (www.tortapistocchi.it) che ha ritrovato la mia macchina fotografica che “chissà come” avevo perso nei bagni della Leopolda!

Avrei un suggerimento per l’organizzazione del Taste (che poi sarebbe lo stesso suggerimento dell’anno scorso): per favore, predisponete qualche lavabicchieri in giro per il salone, per chi vuole degustare al meglio le birre (e anche vini, succhi di frutta, liquori, ecc. naturalmente).

In questo post si parla dei birrifici seguenti:

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Francesca Morbidelli

Mi chiamo Francesca Morbidelli, sono tra i fondatori della Pinta Medicea. Dal 2007 gestisco e scrivo di birra artigianale su questo sito. Sono docente e giudice in concorsi birrari da quasi un decennio, e collaboro sia con MoBI che con Unionbirrai. My beer resume (in English). Amministratrice del sito de La Pinta Medicea: francesca [at] pintamedicea.com - Twitter: @pintamedicea e @storiediweb

4 commenti su “Taste 2013: tutte le foto e breve resoconto del giro di degustazioni

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    22/03/2013 at 12:13
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    Sono entrata per caso in questo blog ,e mi fa piacere trovare una donna che se ne intenda di birre;beata te che hai potuto assaggiare tutte quelle varietà di birre,m’immagino che avrai passato una giornata bellissima.Ottimo post

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      22/03/2013 at 15:00
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      Grazie Paola, ma tolgo il tuo link: niente spam da queste parti, e tantomeno giochetti da SEO alle prime armi, grazie!

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    12/03/2013 at 20:06
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    Complimenti per l’interessante articolo, alcuni birrifici non li conosco. una domanda, hai fatto una scelta delle birre da recensire di ciascun birrificio e se si, in base a queli criteri?

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      13/03/2013 at 14:51
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      Salve Luigi, grazie. ho scelto una birra per birrificio, in base a quello che mi andava di bere in quel momento oppure che mi consigliava il birraio conoscendo i miei gusti. Il salone è durato tre giorni, in tutto ho assaggiato più di una birra per stand!

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