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Birre e Frattaglie

Gli abbinamenti tra birre artigianali e frattaglie fiorentine

La cucina tradizionale fiorentina utilizza da secoli il cosiddetto quinto quarto, ovvero le frattaglie. I nostri piatti a base di frattaglie hanno caratteristiche sensoriali specifiche: grassezza, qualche leggera suggestione amarognola, sapidità e intensità aromatica. Tutte caratteristiche che richiedono come controaltare birre capaci di pulire la bocca, dare sostegno al boccone e creare contrasti interessanti. Vediamo alcuni casi a nostro avviso emblematici.

Lampredotto e birra

Il lampredotto, preparato in brodo e servito nel panino con una parte inzuppata nel brodo stesso, ha un sapore delicato e persistente, con una leggera tendenza dolce e una componente grassa bella evidente. Il lampredotto ha un sapor gentile e allo stesso tempo di carattere.

A Firenze, il panino al lampredotto si mangia principalmente in due modi:

  • Con la salsa verde: l’erbaceo e l’acidità chiedono birre a basso grado alcolico, una carbonazione fine e un amaro contenuto. Una Kölsch o anche una Pils garantiscono freschezza, equilibrio e capacità di ripulire il palato.
  • Con la salsa piccante, invece, è un’altra storia. Notiamo come cambiano le cose. La piccantezza richiede amaro e luppolatura a bilanciare e creare un contrasto senza un’eccessiva alcolicità della birra. Una IPA – India Pale Ale però fatta con i luppoli americani. Dunque, bella luppolata e dal profumo intenso, con note agrumate e floreali risulta forse  l’abbinamento ideale. Oppure anche una pils luppolata come quella che fa Agostino Arioli del Birrificio Italiano: la Tipo Pils.

Centopelli e birra

Si tratta di una ricetta in umido di interiora (in genere vitello o maiale), caratterizzata da grassezza elevata, intensità aromatica e una componente umami davvero marcata.

  • Qui ci servono birre con corpo medio-pieno, dolcezza residua e una buona complessità maltata a fare da spina dorsale. Robine più sostanziose, direbbe qualcuno. Una Belgian dubbel ci sta molto bene, grazie alle note di caramello e di frutta secca, ammorbidisce il piatto e bilancia la sapidità. Invece, optare per una bière de Garde aggiunge al boccone rusticità e armonia speziata.

Trippa alla fiorentina e birre

È sostanzialmente trippa in umido, tagliata a listarelle, con un bel sugo di pomodoro. La presenza del pomodoro introducenel piatto acidità e dolcezza che vanno ad affiancare la componente proteica della trippa. Dunque ci vogliono:

  • birre con tostature leggere e acidità maltata (note di caffè, cacao, cereali scuri) creano un buon abbinamento. Una porter oppure una dry stout risultano una buona scelta grazie al contrasto con il sugo e all’armonia con la struttura proteica.

Coratella e birre

Si tratta di interiora di agnello o vitello, spesso cucinate con cipolla e spezie. Regalano un’intensità aromatica elevata, una componente ferrosa e un livello di grassezza importante. Sulla “coratella” confesso di non avere ricordi diretti e mi sono fatta aiutare da amici nella sua descrizione. Comunque l’abbinamento è abbastanza facile da individuare:

  • una birra dal corpo medio, con note maltate biscottate o caramellate di facile beva. Una amber ale è particolarmente adatta: la dolcezza dei malti equilibra l’amaro ferroso, mentre l’amaro finale mantiene pulizia.

Gli abbinamenti in contrasto col cibo: le birre acide

Ragionando per contrasto, per piatti grassi o molto conditi (ad esempio il lampredotto con abbondante salsa verde), si possono proporre birre a fermentazione spontanea o acide.

Una gueuze o una Berliner weisse offrono acidità lattica e carbonazione elevata. Due caratteristiche capaci di detergere il palato e proporre un abbinamento di rottura, adatto a palati più esperti e avvezzi a queste birre che non sono di facile approccio ma, se capite, danno tante soddisfazioni.

La cucina fiorentina delle frattaglie, per la sua ricchezza di aromi e consistenze, rappresenta un momento interessante per testare gli abbinamenti con la birra artigianale. In sintesi, (grazie Randy Mosher), le logiche principali da seguire negli abbinamenti birra/cibo sono tre:

  1. Equilibrio tra intensità: piatti strutturati richiedono birre corpose.
  2. Contrasto di sensazioni: grasso e piccante trovano armonia con amaro, acidità e carbonazione.
  3. Ricerca di armonie aromatiche: tostature, caramello e speziature devono dialogare con gli ingredienti principali.

 

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Francesca Morbidelli

Mi chiamo Francesca Morbidelli e sono tra i fondatori della Pinta Medicea, prima associazione di appassionati e poi blog dedicato alla birra artigianale in Italia. Dal 2007 scrivo articoli, recensioni e approfondimenti sul mondo della birra, gestendo anche le varie emanazioni social del sito. Da oltre quindici anni, sono docente e giudice in concorsi birrari internazionali, collaborando con realtà riconosciute come Unionbirrai e MoBI, e partecipando regolarmente a eventi e degustazioni ufficiali. La mia esperienza comprende sia la valutazione tecnica delle birre che l’educazione degli appassionati, attraverso corsi e workshop. Ho contribuito a guide e pubblicazioni sul mondo della birra artigianale, e gestisco anche rubriche dedicate ai birrifici, agli stili di birra e agli abbinamenti gastronomici. Puoi consultare il mio beer resume in inglese per una panoramica completa del mio percorso professionale. Sono inoltre presente sui principali social professionali: Twitter: @pintamediceaLinkedIn: Francesca Morbidelli. Per contatti diretti, puoi scrivermi ai contatti di Pintamedicea. Come amministratrice del sito Pinta Medicea, mi occupo di promuovere la cultura della birra artigianale italiana, valorizzando birrifici, stili, eventi e iniziative di settore. La mia missione in Pinta Medicea è condividere conoscenza, passione e competenza con tutti gli appassionati di birra.