Forum delle Associazioni Birrarie: Birrofili in fermento, confronto fra associazioni

Eccellenza Birra è la rassegna pratese dedicata alle birre di qualità, ideata e realizzata dal Consorzio Turistico BellaTuscany, con il contributo e patrocinio della Provincia e dell’APT di Prato e la direzione artistica di Kuaska che si è svolta a Prato dal 3 al 5 Dicembre 2010. All’interno della manifestazione ha avuto luogo il Forum delle Associazioni Birrarie: Birrofili in fermento, confronto fra associazioni e birrai, organizzato, sabato 4 dicembre 2010, dalle tre associazioni fiorentine: Livingstone Club, I Birranti e Pinta Medicea. Abbiamo avuto il ruolo di consulenti per la realizzazione di questa primo “Salone della Birra” pratese e abbiamo condiviso questo nostro know how di appassionati con gli organizzatori dell’evento.

Al forum hanno partecipato i rappresentanti di alcune associazioni “birrofile” italiane: da Firenze I Birranti, La Pinta Medicea e Livingstone Club. Dalla Val di Nievole (PT) i Nievole Brewers. Poi Birra Divin Piacere e Brewlab da Bologna, la Compagnia della Birra da Genova. E poi ancora, con valenza nazionale, l’associazione di collezionisti Il Barattolo e infine il Movimento Birrario Italiano – MoBI.

Alla fine ho preferito pubblicare un sunto degli argomenti toccati nell’incontro, perché tutti i partecipanti hanno parlato a braccio e la trascrizione letterale degli interventi non avrebbe reso giustizia alla validità dei temi che hanno arricchito la discussione.

Il forum è stato moderato da Francesco Rossano (Pinta Medicea sezione di Pistoia) che ha iniziato l’incontro parlando dell’importanza del lavoro portato avanti dalle varie associazioni di appassionati nella diffusione della cultura della birra di qualità in Italia. Lo scopo di questo primo forum è stato prendere coscienza delle attività di ciascun club locale e cominciare ad individuare, se possibile, una direzione comune nel nostro lavoro di promozione.

Il primo intervento è stato di Franco Fratoni, il fondatore del Livingstone Club di Firenze e birraio del birrificio Real Beer. Il suo discorso si è sviluppato intorno al rilievo che hanno le associazioni birrarie italiane nella diffusione della cultura e della conoscenza delle birre artigianali. Bisogna tener conto che si ha a che fare con microbirrifici, che sono sempre delle piccole – o addirittura piccolissime! – realtà produttive locali, le cui birre sono spesso difficili da reperire per chi non sia guidato dalla passione e dal piacere della scoperta. Infatti, senza una base di conoscenza in materia frutto di ricerche guidate dalla passione e dalla volontà di esplorare questo mondo sempre più in fermento, è difficile orientarsi in ciò che offre il mercato, che è ancora di nicchia e si sviluppa su micro produzioni di birre create con attenzione e ricerca di materie prime di qualità o con l’uso di ingredienti particolari, spesso legati al territorio e talvolta anche inconsueti (come le tante varietà di birre alle castagne, birre al mosto d’uva, birre affinate in botte, birre con frutta, ecc.).

La diffusione della cultura della birra passa anche attraverso un confronto tra gli appassionati e anche con i neofiti o i semplici curiosi. Nello specifico cultura birraria significa far selezione e cercare la qualità e le peculiarità nel prodotto che si sta bevendo. L’intervento di Franco ha fornito gli spunti principali del resto delle discussione. Si è parlato del ruolo dei vari club locali per la diffusione della cultura della birra di qualità, specialmente italiana e del rapporto con i produttori. Anche alla luce della nostra esperienza di collaborazione tra club fiorentini a Eccellenza Birra, abbiamo chiara l’importanza della sinergia tra le associazioni birrarie e anche l’opportunità di un collegamento nazionale che aumenti le possibilità di contatto tra le realtà locali e amplifichi la forza comunicativa dei singoli. Perché se è naturale che i vari club possano unirsi in virtù della vicinanza territoriale e dei legami interpersonali tra i singoli membri (come abbiamo fatto noi a Firenze in questa occasione), è altresì importante un collegamento nazionale che dia forma al movimento e che sia utile in un dialogo con le istituzioni, in grado di potenziare la voce dei singoli.

Nel suo intervento di Giacomo Orsucci di MoBI ha ribadito l’importanza sia del confronto sia della chiarezza nella comunicazione con il pubblico. La “crociata” di MoBI per la trasparenza e la completezza delle informazioni indicate sulle etichette delle birre è il simbolo di questa attenzione al consumatore e della necessità di dare tutte le informazioni affinché si possa orientare al meglio nell’offerta. Anche i birrai possono trarre giovamento dal confronto con le associazioni che hanno una base di appassionati consapevoli che possono dargli un feedback importante sul loro prodotto, diverso e mirato rispetto a quello del mercato generico.

La questione della qualità della birra è venuta fuori in diverse occasioni durante tutto il forum. Perché se è vero che negli ultimi anni i birrifici stanno aumentando vertiginosamente di numero, è altrettanto vero che non sempre ciò dà seguito a un aumento della qualità dei prodotti. Personalmente ritengo che sie inultile rimanere scandalizzati dai prezzi delle birre, facendo inutili paragoni con quelli del vino. Tuttavia mi capita troppo spesso di rimanere impressionata in negativo dalla qualità insufficiente o altalenante di alcuni prodotti che compro e tratto regolarmente. Perciò è importante un confronto fra degustatori e appassionati per l’identificazione e la diffusione della conoscenza delle birre migliori. Perché la birra è un prodotto artigianale vivo e il birraio deve essere in continua evoluzione, così come chi ha il piacere di degustarle.

Poi è stato il turno di Gianfranco Sansolino di Brewlab di Bologna, che ha ribadito l’importanza di “mettersi in rete”, proponendo MoBi per questo ruolo di coordinamento a livello nazionale. I club locali svolgono una funzione importante nella diffusione della cultura della birra e sono un punto di riferimento informativo per le persone che si vogliono avvicinare a questo mondo e desiderano saperne di più e conoscere quello che offre il mercato. Importante anche il supporto che viene dato ai pub che vogliono offrire una carta delle birre specializzata e svincolata dai prodotti mainstream.

L’intervento successivo al Brewlab è stato quello di Diego Parodi, della Compagnia della birra di Genova. Loro sono attivi fin dal 2004 e perciò hanno una visione più ampia a livello di esperienza diretta e continuativa nel tempo dell’evoluzione del fenomeno. Ci ha dato una testimonianza importante su come sia cambiata la scena birraria italiana negli ultimi anni. Se prima la novità era costituita dalla birra artigianale in quanto tale, e solo questo riusciva a decretare il successo di un evento, oggi si parla invece di “selezione” e di “cultura” e si ha a che fare con un pubblico più esigente che ha sviluppato un gusto proprio nel corso degli ultimi anni. La scena attuale vede gran parte dei consumatori di birra artigianale cercare prodotti particolari e avere già un’idea personale su cosa aspettarsi e cosa pretendere. L’approccio critico a ciò che si beve e la ricerca della qualità è stato ribadito anche da Sergio dei Nievole brewers, associazione giovanissima e già molto attiva nella zona di Pistoia.

Andrea Ghermandi di Birra Divin Piacere (Bologna) ha sollevato un tema ulteriore, ovvero la necessità di uno sviluppo “verticale” della cultura birraria. Lo specializzarsi verso l’alto, l’importanza di offrire anche corsi di degustazione e formazione più tecnici, rivolti a chi è già dentro a questo mondo e possiede già le nozioni fondamentali. Questo tipo di offerta formativa in questo momento scarseggia e le associazioni tendono a proporre corsi propedeutici per principianti ma che non interessano a chi la birra la conosce già e la beve e vuole approfondire. Tutto per arrivare a un livello superiore di specializzazione rispetto a quello che si sta già facendo.

Io invece ho parlato dell’importanza dello scambio tra le associazioni, al di là dell’unione di forze. Ho portato l’esempio dei contributi dati da Gianluca dell’associazione di collezionismo birrario Il Barattolo nell’illustrare la storia della birra a Firenze, che sono stati molto interessanti per avere un’idea di ciò che è anche la nostra tradizione birraria in un’ottica “cittadina”. Questo discorso è stato ampliato ulteriormente da Gianluca Lombardi stesso; l’associazione a cui appartiene è attiva da trent’anni ed è testimone dell’evoluzione del fenomeno nel tempo. Il suo contributo è stato importante per contestualizzarci in ambito storico e collocarci meglio all’interno di una tradizione birraria italiana che in passato esisteva anche a livello di produzioni locali importanti, ma poi per vicissitudini storiche si è indebolita fin quasi a scomparire del tutto. Fino ad oggi.

File audio del forum

[audio:https://www.pintamedicea.com/areasoci/materiale/audio/20101204-forum-eccellenza-birra.mp3]

Partecipanti al forum

Marco Pasquini, I Birranti: www.ibirranti.com

Franco Fratoni, Livingstone Club: www.livingstoneclub.it

Francesca Morbidelli, Pinta Medicea: www.pintamedicea.com

Giacomo Orsucci, MoBI – Movimento Birrario Italiano: www.movimentobirra.it

Diego Parodi, Compagnia della Birra: www.compagniadellabirra.it

Sergio Romana, Nievole Brewers: www.nievolebrewers.it

Gianluca Lombardi, Il Barattolo: www.ilbarattolo.org

Gianfranco Sansolino, Brewlab: www.brewlab.it

Andrea Ghermandi, Birra Divin Piacere: www.birradivinpiacere.it

Introduzione di Chiara Gori, Consorzio Bella Tuscany: www.pratoturismo.com

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Francesca Morbidelli

Mi chiamo Francesca Morbidelli, sono tra i fondatori della Pinta Medicea. Dal 2007 gestisco e scrivo di birra artigianale su questo sito. Sono docente e giudice in concorsi birrari da quasi un decennio, e collaboro sia con MoBI che con Unionbirrai. My beer resume (in English). Amministratrice del sito de La Pinta Medicea: francesca [at] pintamedicea.com - Twitter: @pintamedicea e @storiediweb

5 commenti su “Forum delle Associazioni Birrarie: Birrofili in fermento, confronto fra associazioni

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    19/12/2012 at 2:22
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    Dopo che l’insegnante (della scuola dell’infanzia) ha fatto un paio di snittmaee di terrorismo della serie dal prossimo anno tutti a casa alle 13.00 , alla riunione coi genitori mi ha fatto passare per quella scalmanata siccome avevo fatto volantinaggio (volantini stampati a casa ) fuori dalla scuola senza chiedere l’autorizzazione alla direttrice didattica.Direi che con questo e l’episodio di Nemo ho chiuso.Tanto ho raccolto sette firme.Tanto tutte le altre sembrano mandare i figli a scuola per poter guardare le telenovele in santa pace. Vuol dire che dal prossimo anno rinunceranno a quelle del primo pomeriggio.

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    6/02/2011 at 14:58
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    Ciao Chiara, grazie! A presto!
    Francesca

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    4/02/2011 at 16:57
    Permalink

    Cara Francesca complimenti, vi coinvolgeremo anche in future iniziative che si realizzeranno a breve! A presto 😉

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