Vagando per Pianeta Birra … il Birrificio Italiano

“ Sono i mille “banali” particolari a fare la differenza nella produzione della birra”. Queste parole, che potrebbero essere tranquillamente quelle di un vecchio saggio, appartengono a uno dei pionieri della birra artigianale del nostro paese, Agostino Arioli, mente e cuore del Birrificio Italiano.
E’ lui stesso a raccontare dalle pagine del suo blog la propria storia, (www.bi-blog.it) il legame che sin da ragazzo lo lega a doppio filo alla birra.
Come in tutte le storie interessanti c’è una data precisa che da l’inizio a un “amore”, in questo caso la data è il 23 dicembre 1994, quando un gruppo di 11 persone, tra cui Agostino Arioli e il fratello Stefano, si misero insieme dando vita al Nuovo Birrificio Italiano.
Il nome, non proprio originale, fu scelto per segnare in qualche modo l’inizio di un cammino. L’avventura di Arioli e dei suoi amici era la prima del genere in Lombardia, una delle poche sino a quel momento sperimentate in Italia. Una produzione di 200 litri, quattro maturatori da 400 litri ciascuno e tre fermentatori aperti, presi di seconda mano dalla Poretti. Questa era la produzione agli inizi del “Birrificio Italiano”; era il 1996, due sole le birre di allora la Tipopopils e la Rossoscura, entrambe a bassa fermentazione.
Oggi di litri se ne producono più di 400 al giorno, sempre curate da Agostino, che non ha mai lasciato la sala di cottura. 11 sono quelle in produzione nel corso dell’anno: B.I.-Weizen, Bibock, Cassissona, Extra Hop, Fleurette, Prima, Negra!, la già citata Tipopils in produzione dal 3 aprile del 1996, Vùdù e la Amber shock, così descritta da Kuaska.
E’ il fiore all’occhiello del “Birrificio Italiano®”. Se paragoniamo la Tipopils ad una canzone orecchiabile dal ritornello accattivante, per l’Amber Shock dobbiamo pensare ad una complessa opera sinfonica in tre movimenti.” Richiede grande concentrazione ma il degustatore attento potrà cogliere uno spiccato aroma di caramello che introduce ad una esplosione del “fruttato” (amarena, banana matura, ananas, ma soprattutto agrumi), un “etilico” deliziosamente profumato ed un gusto corposo in cui convivono il “dolce” e la “mandorla amara”.
Per chi volesse saperne di più del Birrificio Italiano, rimandiamo al sito e al relativo blog, vera miniera di informazioni e curiosità. (fcrox)

per conoscere meglio Agostino vi suggeriamo questa intervista

http://www.viddler.com/explore/VG-TV/videos/72/

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