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	<title>La Pinta Medicea &#187; Sulla Birra</title>
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	<description>Associazione Culturale HomeBrewer Firenze</description>
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		<title>La Provincia della Spezia presenta all&#8217;Europa un progetto sulla birra di castagne</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 12:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sulla Birra]]></category>
		<category><![CDATA[birra di castagne]]></category>
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		<description><![CDATA[La <b>birra alle castagne</b> unisce Italia e Francia. E' un progetto lanciato dalla <b>Provincia di La Spezia</b> che coinvolge alcune delle aree dei due paesi dove, oramai da tempo, è radicata la tradizione della produzione di birra aromatizzata con il prezioso frutto dei boschi. A parteciparvi sono Sardegna, Corsica, Liguria e Toscana. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pintamedicea.com/birra/wp-content/uploads/2009/10/castagne_ricci.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1624" title="castagne_ricci" src="http://www.pintamedicea.com/birra/wp-content/uploads/2009/10/castagne_ricci-300x202.jpg" alt="castagne_ricci" width="300" height="202" /></a>Riportiamo una notizia sulla <strong>birra di castagne</strong> che ci ha segnalato il nostro amico <strong>Fcrox</strong>.</p>
<p><em>La birra alle castagne unisce Italia e Francia. E&#8217; un progetto lanciato dalla Provincia di La Spezia che coinvolge alcune delle aree dei due paesi dove, oramai da tempo, è radicata la tradizione della produzione di birra aromatizzata con il prezioso frutto dei boschi. A parteciparvi sono Sardegna, Corsica, Liguria e Toscana. Nella regione dei Medici le zone coinvolte sono quelle di Massa Carrara, la Maremma e la parte della Toscana che rientra nel Parco Nazionale dell&#8217;Appennino Tosco-Emiliano, ovvero Lunigiana e Garfagnana. Destinatari del progetto sono, tra gli altri, i produttori della materia prima destinata alla birra artigianale, in primo luogo dunque quelli di castagne, ma anche i coltivatori di farro. Con loro, a beneficiare di aiuti per il rafforzamento delle imprese del settore, saranno anche i produttori di birra già attivi e quelli che che il progetto aiuterà a nascere. (fcrox)</em></p>
<blockquote>
<h4>La Provincia presenta all&#8217;Europa un progetto sulla birra di castagne</h4>
<p>Nell&#8217;ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia Marittimo 2007/13 &#8211; La Cooperazione al cuore del Mediterraneo, la Provincia della Spezia ha presentato un progetto per la produzione di birra artigianale di castagne. Tematica principale del Progetto è la valorizzazione di un prodotto nuovo, ma con profonde radici nella tradizione agro-alimentare della &#8220;EuroRegione&#8221; composta da Sardegna, Corsica, Toscana e Liguria, quale la birra artigianale prodotta con materia prima locale di qualità, in questo caso la castagna. L&#8217;area di riferimento del Progetto riguarda gran parte dello spazio di cooperazione transfrontaliera: la Corsica settentrionale, le province liguri di Imperia, Savona e La Spezia, la provincia di Massa Carrara, la Maremma toscana e la parte toscana del Parco Nazionale dell&#8217;Appennino Tosco-Emiliano, ovvero le regioni geografiche della Lunigiana e della Garfagnana.</p>
<p>&#8220;Obiettivo generale del progetto &#8211; dichiara l&#8217;Assessore provinciale all&#8217;agricoltura Federico Barli &#8211; è favorire l&#8217;innovazione di processo e di prodotto all&#8217;interno della filiera agro-alimentare ed aumentare la competitività attraverso il rafforzamento delle imprese esistenti e la creazione di nuova impresa. I molteplici destinatari del Progetto sono i produttori della materia prima utilizzata per la produzione di birra artigianale (castanicoltori, coltivatori di farro, chinotto), i produttori di birra artigianale già operanti e quelli che il Progetto aiuterà a nascere, gli operatori della filiera eno-gastronomica, gli operatori del comparto turistico-ricettivo, le comunità locali e gli enti deputati alla gestione del territorio.&#8221;</p>
<p>&#8220;Il progetto che proponiamo all&#8217;Europa &#8211; continua Barli &#8211; parte dalla considerazione che la castagna ha conosciuto negli ultimi anni un interessante impiego che, se rafforzato, può offrire nuove prospettive per la tutela e la valorizzazione dell&#8217;economia locale. Per questo abbiamo lanciato l&#8217;idea di utilizzarla per la produzione di birra artigianale.&#8221;</p>
<p><a href="http://www.provincia.sp.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3573" target="_blank">Comunicato stampa della Provincia di La Spezia del 19/10/09</a></p></blockquote>
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		<title>I am a craft brewer &#8211; Il Video</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 20:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sulla Birra]]></category>
		<category><![CDATA[Brewers Association]]></category>
		<category><![CDATA[I am a craft brewer]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimamente gira un video che .....
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente su <strong>YouTube</strong> e <strong>Facebook</strong> gira un video che a me personalmente è piaciuto molto e che, sinceramente, mi fa invidiare il lavoro che fanno queste persone, soprattutto la passione con cui lo fanno.</p>
<p>Quindi, per chi non frequenta i due sopracitati siti eccovi, sul nostro, il video &#8220;<strong>I Am a Craft Brewer</strong>&#8221; *.</p>
<p>E&#8217; un video americano e quindi in inglese ma penso che, anche per chi non mastica questa lingua, possiate apprezzarlo ugualmente.</p>
<p>Buona Visione e buone birre!!!</p>
<p><object width="560" height="340" data="http://www.youtube.com/v/ev5OZS75qaY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ev5OZS75qaY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;hd=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>* Video creato dal birrificio artigianale statunitense <a href="http://www.stonebrew.com/index2.php" target="_blank">Stone Brewing</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>In automobile a tutta birra!</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 18:48:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rik</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sulla Birra]]></category>
		<category><![CDATA[bio carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[etanolo]]></category>
		<category><![CDATA[Sierra Nevada]]></category>

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		<description><![CDATA[Birra e guida al volante, si sa, non vanno d'accordo. A meno che a bere non sia l'automobilista, ma l'auto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Birra e<img class="alignright size-full wp-image-1106" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="carburanti-bio" src="http://www.pintamedicea.com/birra/wp-content/uploads/2009/04/carburanti-bio_page_2.jpg" alt="carburanti-bio" width="214" height="278" /> guida al volante, si sa, non vanno d&#8217;accordo.<br />
A meno che a bere non sia l&#8217;automobilista, ma l&#8217;auto.<br />
Difficile? No, e gia realta: il birrificio californiano &#8220;<strong>Sierra Nevada Brewing</strong>&#8221; ha deciso di trasformare i suoi &#8220;fondi del barlle&#8221;, cioè i residui della lavorazlone (6 milloni di litri all&#8217;anno), in biocarburante per auto. Questo grazie a una rete di &#8220;Microfueler&#8221; cioe microdistlllatori di etanolo (fatto da zucchero e lievito di birra) grandi come frigoriferi.<br />
Distillati. Una soluzione con vari obiettivi: dipendere meno dal petrolio, tagliare i costi della benzina e le emissioni di gas serra e trovare un&#8217;alternativa al biocarburante prodotto dal grano.</p>
<p>C. Giammatteo<br />
Fonte: Focus</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bere Birra a Barcellona di Francesco Rossano</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 16:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Cervesera Artesana è un pub birreria dallo stile classico in calle Sant Agustin nella città di Barcellona!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://www.lacervesera.net" target="_blank"><strong>Cervesera Artesana</strong></a> è un pub birreria dallo stile classico. Siamo in calle Sant Agustin, nelle vicinanze dell&#8217;Avenida<img class="alignright size-full wp-image-1097" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="mappa-serveseria" src="http://www.pintamedicea.com/birra/wp-content/uploads/2009/04/mappa-serveseria.gif" alt="mappa-serveseria" width="261" height="220" /> diagonal, nel quartiere di Gracia, una delle zone turistiche più amate e frequentate di <strong>Barcellona.</strong><br />
Nel locale fanno bella mostra di se grandi fermentatori, barili e bottiglie di birra di ogni genere e forma.<br />
La produzione standard è di cinque tipologie di cerveze, tutte ad alta fermentazione, ne abbiamo potuto però assaggiare solo due.<br />
All&#8217;appello non erano disponibili, al momento della nostra visita, due stagionali, ovvero due ales battezzate “<strong><em>Honey Ale</em></strong>” e “<strong><em>Bronze Ale</em></strong>”. Sono descritte la prima come dal colore ambrato e dalla schiuma cremosa. L&#8217;OG indicato a listino, testimonianza della serietà del mastro birraio, è di 1050, per una gradazione di 5,5% alc; il malto utilizzato è di tipo Maris Otter, Pale e Crystal, il luppolo è usato intero. Per ottenere l&#8217;amaro è stata scelta la varietà galena e per l&#8217;aroma northen brewer e cascade, a tutto questo si aggiunge miele selvatico. Il corpo è leggero, il sapore ricorderebbe il pompelmo, spezie, miele, frutti di bosco e fiori.La bronze ale, analogo OG e alcol, è più scura e caratterizzata da sapori che ricordano frutti di bosco e pompelmo.<br />
Purtroppo non abbiamo potuto sentire la Ipa, in quanto esaurita. La sigla sta per “Iberian Pale Ale”. Si tratta dunque di una versione locale della classica inglese, non troppo amara, alcol a 5%. Ambrata, è prodotta con malti Maris Otter, Pale, Crystal e Choccolate, tutti provenienti dal regno unito. La qualità di luppolo non è specificata.<br />
La prima birra che abbiamo potuto provare si chiama I.S. La sigla sta per <strong><em>Iberian Stou</em></strong><img class="alignleft size-full wp-image-1099" style="margin: 5px;" title="oval_logo" src="http://www.pintamedicea.com/birra/wp-content/uploads/2009/04/oval_logo.gif" alt="oval_logo" width="250" height="178" /><strong><em>t</em></strong>. Un nome che non tradisce lo stile di riferimento. Ricorda molto la Guinness, anche se ha dei toni maggiormente tostati. La schiuma è persistente, cremosa, ma il finale in bocca non è memorabile. I malti usati, tutti inglesi, sono Maris Otter, Pale, Crystal, Chocolate e Black. I luppoli invece Galena, Northern Brewer e Cascade. <em>Voto 6,5</em>.<br />
La seconda birra è invece davvero singolare.<br />
Si tratta infatti di una cerveza <strong>aromatizzata con i funghi</strong>. Purtroppo per quanto riguarda gli ingredienti, trattandosi di una ricetta nuova, non sono stati resi noti. Il colore è ambrato, ma torbato. La schiuma, non è persistente. Quello che la contraddistingue è il sapore di funghi freschi. Il risultato è inusuale per i gusti italiani, da provare. <em>Voto 6,5</em>.<br />
Dunque siamo decisamente poco sopra la sufficienza, almeno per le birre che abbiamo degustato.<br />
Ottima invece è la varietà disponibile per quelle in bottiglia. Si va da belghe e trappiste a tedesche di ogni genere, sino alla più commerciale duff.</p>
<p>Un dato interessante, soprattutto per quanto offerto dal panorama dell&#8217;offerta locale. A Barcellona infatti dominano birre scadenti, anche nei locali e perfino nelle strade dove ad ogni  ora della sera e della mattina troverete ragazzi che per un euro vi propongono lattine di estrella.<br />
Veniamo ai prezzi.<br />
Per un boccale standar si va sui 4 euro e mezzo. In media con i costi delle birrerie artigiane italiane. Per quelle in bottiglia sono un po&#8217; cari, ma la varietà in qualche modo compensa la visita e gli euro spesi.<img class="alignright size-medium wp-image-1096" style="margin: 5px;" title="19042009143" src="http://www.pintamedicea.com/birra/wp-content/uploads/2009/04/19042009143-300x225.jpg" alt="19042009143" width="300" height="225" /><br />
In chiusura un avvertimento.<br />
Dopo aver ordinato la vostra cerveza uscite dal locale, altrimenti rischierete di non apprezzarla al meglio. Il motivo è che, anche se come in italia vigono rigide leggi anti fumo, i gestori fanno finta di nulla avvalendosi di un&#8217;escamotage giuridico e quindi, come negli anni ottanta, il locale è contraddistinto da una fitta nebbiolina.</p>
<p>Saluti<br />
<em>Francesco Rossano</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Byo &#8211; nr.3 Maggio-Giugno 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 14:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rik</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Brew Your Own]]></category>
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		<description><![CDATA[E' uscito il nuovo numero della rivista statunitese Byo con tante belle ricette, consigli e articoli vari su tutto quello ch riguarda il mondo dell'homebrewing.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-1077" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="byo-nr3" src="http://www.pintamedicea.com/birra/wp-content/uploads/2009/04/byo-nr3-230x300.jpg" alt="byo-nr3" width="230" height="300" />E&#8217; uscito il nuovo numero della rivista statunitese <strong>Byo</strong> (Brew Your Own) con tante belle ricettine, consigli e articoli vari su tutto quello che riguarda il mondo dell&#8217;homebrewing.</p>
<p>Noi della Pinta l&#8217;abbiamo letta per voi e oltre ad altri interessanti articoli e ricette vi riassumiamo quelli che secondo noi valgono una lettura approfondita:</p>
<ul>
<li>Pag. 15 &#8211; <strong>Brew Day Breakup</strong><br />
Opening a coomercial brewery &#8211; Analisi sull&#8217;apertura di un birrificio</li>
<li>Pag. 19 &#8211; <strong>Kolsch Style</strong><br />
La birra della città tedesca di Colonia &#8211; Suggerimenti e ricette</li>
<li>Pag. 26 &#8211; <strong>Vienna Lager</strong><br />
Spiegazioni sullo stile, piccola storia e alcune ricette per provare a realizzarla<br />
A pagina 13 alcuni mastri birrai statunitensi discutono su come ottenere un&#8217;ottima Vienna lager anche con piccoli batch</li>
<li>Pag. 34 &#8211; <strong>Beer Fusion</strong><br />
Perchè non provare a mixare stili birrari diversi per ottenere nuove birre e nuovi sapori?</li>
<li>Pag. 42 &#8211; <strong>Brewing on a Budget</strong><br />
Tanti consigli e trucchi per realizzare le vostre birre spendendo meno</li>
</ul>
<p>Per approfondire andare nell&#8217; <a href="http://www.pintamedicea.com/areasoci/">Area Soci</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come fare la birra in casa con il kit</title>
		<link>http://www.pintamedicea.com/birra/2009/come-si-fa-la-birra-da-kit/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 13:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sulla Birra]]></category>

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		<description><![CDATA[Direttamente da Montale, dove Fabio Giovannoni sta tenendo un corso di introduzione al mondo della birra, il video della lezione su come farsi la birra a casa, con il kit, e su quali siano le possibilità di miglioramento e personalizzazione della ricetta base.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Direttamente da Montale dove Fabio Giovannoni sta tenendo un corso di <a href="http://www.pintamedicea.com/birra/2008/introduzione-al-mondo-della-birra/"><strong>introduzione al mondo della birra</strong></a>, il video della lezione su come si fa la birra da kit e su quali siano le possibilità di miglioramento e personalizzazione della ricetta base.</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/vquc7paubF4&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/vquc7paubF4&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Ringraziamo l&#8217;autore del video, <strong><a href="http://it.youtube.com/user/fcrox">fcrox</a></strong>,per il gentile contributo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Proprietà anticancro del luppolo</title>
		<link>http://www.pintamedicea.com/birra/2008/proprieta-anticancro-del-luppolo/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 12:33:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rik</dc:creator>
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		<category><![CDATA[anticancro]]></category>
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		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[xantumolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo studio effettuato su topi da laboratorio conferma l’azione dello Xantumolo del luppolo nel combattere il cancro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: 11px; text-transform: uppercase; font-weight: bold; color: #000000;">XANTUMOLO DEL LUPPOLO: NUOVE EVIDENZE SUL SUO EFFETTO ANTICANCRO</span></strong></p>
<p align="justify"><em>Un nuovo studio effettuato su topi da laboratorio conferma l’azione dello <strong>Xantumolo</strong> del luppolo nel combattere il cancro</em></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><img class="alignleft" style="float: left; margin: 5px;" src="http://www.pintamedicea.com/birra/wp-content/uploads/2008/04/xantumolo-150x150.jpg" alt="xantumolo" width="150" height="150" />Allo Xantumolo (XN), un polifenolo del luppolo presente nella birra, sono stati attribuiti effetti anti-cancro, ma i meccanismi sono ancora poco conosciuti. In questo studio è stato analizzato l’effetto della somministrazione di XN sulla crescita di tumori in topi “nudi”, topi senza pelo usati in ricerca perché privi di risposta immunitaria.</p>
<p align="justify">A livello cellulare gli effetti del composto sono stati analizzati con specifici test di biologia cellulare sulla proliferazione e l’apoptosi. Le caratteristiche istologiche dei tumori sono state confrontate nei topi trattati, in confronto ai controlli. Sono stati poi misurati i biomarcatori di infiammazione con immunoistochimica, e si è valutata l’attivazione con dosaggio immunoenzimatico del fattore pro-infiammatorio NF-kB. Sulle cellule in vitro XN diminuiva marcatamente la crescita neoplastica, e nel tumore trapiantato nel topo si riscontrava una necrosi centrale, una ridotta infiammazione e proliferazione, un aumento di apoptosi ed una diminuzione di neo-vascolarizzazione. L’effetto anti-angiogenetico di XN e’ stato poi confermato con il dosaggio del Fattore VIII. I livelli di NF-kB diminuivano cosi come la sua attività biologica.</p>
<p align="justify"><img class="alignright" style="float: right; margin: 5px;" src="http://www.pintamedicea.com/birra/wp-content/uploads/2008/04/luppolo-150x150.jpg" alt="Luppolo" width="150" height="150" />L’insieme di queste nuove informazioni indica che XN interferisce sia con il tumore che con le cellule normali deputate all’infiammazione ed alla vascolarizzazione e si presenta quindi come un agente anti-cancro dal duplice meccanismo.</p>
<p align="justify"><strong>Fonte:</strong> <em>Monteiro R, Calhau C, Silva AO, Pinheiro-Silva S, Guerreiro S, Gärtner F, Azevedo I, Soares R.<br />
</em>Department of Biochemistry, Faculty of Medicine, University of Porto, Al. Prof. Hernâni Monteiro, 4200‐319 Porto, Portugal.</p>
<p align="justify">Da: Birrainforma.it</p>
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		<title>Come si degusta una birra?</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 10:49:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sulla Birra]]></category>
		<category><![CDATA[bicchieri]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[degustare]]></category>

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		<description><![CDATA[Gustare una bevanda come la birra è un piacere complesso che coinvolge tutti i sensi. Vediamo insieme come si fa...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gustare una bevanda come la birra è un piacere complesso che coinvolge tutti i sensi. Ma è anche un processo culturale che richiede attenzione a particolari che a volte si danno per scontati. A cominciare dalla forma del bicchiere che si sceglie, della temperatura a cui si serve, al colore, alla trasparenza, al profumo, alla quantità e qualità della schiuma. Anche l’accostamento con i cibi è importante per valorizzare in pieno le qualità delle diverse birre. E la birra rivela virtù insospettate anche in cucina, come ingrediente di tanti piatti.</p>
<h3>Bere dalla bottiglia</h3>
<p>Può fare tendenza soprattutto tra i giovani, ma questo modo di bere la birra non è il più indicato per coglierne le qualità e il gusto: la ristrettezza del collo della bottiglia, che incanala l’anidride carbonica direttamente in bocca, impedisce infatti alla bevanda di prendere “aria” e quindi di sviluppare in pieno tutto il suo aroma. Fanno eccezione forse solo alcune birre messicane; per il resto, il modo migliore di servire una birra è quello di versarla nel bicchiere, di vetro.</p>
<h3>Come versarla</h3>
<p>La birra va versata lentamente, tenendo il bicchiere leggermente inclinato fino a tre quarti della sua capienza. Solo alla fine si può versare più velocemente, raddrizzando il bicchiere. Questo permetterà alla birra di avere la giusta quantità di schiuma. Una volta riempito il bicchiere si dovrebbe far ossigenare un po’ la birra, rimasta rinchiusa nella bottiglia per giorni; non troppo però: l’aria, infatti, può provocarne l’ossidazione e danneggiarne l’aroma. Una cosa importante da ricordare prima di versare la birra: è bene bagnare sempre le pareti interne del bicchiere con acqua fredda in modo da raffreddarle e diminuire l’attrito, favorendo una corretta formazione della schiuma.</p>
<h3>A che temperatura berla</h3>
<p>Un errore comune è quello di servire la birra ghiacciata, ignorando che il freddo “uccide” gli aromi e le fragranze, anestetizzando le papille gustative. Ogni birra ha una temperatura ideale che aumenta con l’aumentare del grado alcolico e della corposità. Le birre chiare, leggere, come pils, lager, ice, blanche e light vanno servite tra i 5 e i 9 gradi, le bitter ale e le brown ale tra gli 8 e i 10 gradi, le stout a 10 gradi, le strong ale e le doppelbock a 11 gradi, le complesse scotch ale a 12 gradi mentre servono 13 gradi per una ricca abbazia, oltre i 13 possono arrivare solo le alcoliche barley wine o qualche forte trappista.</p>
<h3>L’importanza del bicchiere giusto</h3>
<p>Il bicchiere non ha solo una funzione estetica: il bicchiere di vetro trasparente è quello che meglio consente di apprezzare il colore della birra in tutta la sua brillantezza. Lo spessore, la dimensione e la forma del bicchiere permettono invece di valorizzarne le peculiari caratteristiche organolettiche e di gestire al meglio la schiuma. Così come ha una temperatura ideale di degustazione, ogni birra ha anche il bicchiere più appropriato. La dimensione dipende dalla quantità di birra che si desidera bere. In un bicchiere enorme semivuoto gli aromi della birra si perderanno. In un bicchiere troppo piccolo la schiuma strariperà facilmente.</p>
<h3>Boccale, tulipano, ballon o flute</h3>
<p>Il classico boccale tedesco è di certo il più conosciuto e rappresentativo bicchiere da birra. Lo spessore del vetro e la sua forma sono ideali per mantenere fresche le lager bavaresi, bevute di solito in gradi quantità, per tutto il tempo necessario a consumarle. Un calice alto e slanciato è il bicchiere adatto per le birre lager o pils che non hanno profumi decisi e devono ridurre al minimo il contatto con l’aria per non disperdere l’aroma. Il tulipano valorizza le ale e le doppio malto dai profumi tostati, mentre il panciuto ballon esalta le birre molto aromatiche “da meditazione” come le trappiste. Il flute infine è perfetto per le birre particolarmente frizzanti perché ne mantiene la vivacità. (vai alla pagine dei bicchieri )</p>
<h3>Dal biondo al bruno passando per l’ambrato, il ramato e il rosso</h3>
<p>La grande varietà di colori delle birre dipende soprattutto dalla diversa tostatura dei cereali utilizzati come materia prima. Si va dal color paglierino chiaro delle lager al biondo brillante con venature verdi delle pilsner e delle wiezen filtrate. Un colore ambrato-dorato, con una caratteristica velatura, caratterizza invece le weizen non filtrate chiare; di un ambrato quasi rosso è il colore di alcune doppio malto che subiscono una particolare tostatura; le pale ale oscillano dal ramato all’aranciato delicato di alcune britanniche fino al marrone scuro di certe scoth ale. Con alcune trappiste e abbazia si vira decisamente al bruno, colore tipico anche delle doppelbock e delle weizen dunkel. Il culmine dello scuro viene raggiunto con le stout e con alcune porter che sono praticamente nere, come del resto certe doppelbock italiane.</p>
<h3>Limpida, torbida o velata</h3>
<p>Anche la trasparenza e la brillantezza di una birra derivano direttamente dalla diversa tipologia. Una pils si presenterà limpida e luminosa, mentre una weizen od una witbier avranno un aspetto velato o addirittura torbido a causa della presenza di lieviti ancora non filtrati. Attenzione però alla troppo prolungata esposizione alla luce e all&#8217;età, fattori che contribuiscono alla perdita di luminosità anche in birre dall&#8217;aspetto tipicamente brillante.</p>
<h3>La schiuma</h3>
<p>“Una birra senza schiuma è come una signora senza ornamenti” si dice in Sud Tirolo, dove la birra è compagna fedele della vita quotidiana. In effetti la schiuma nella birra è molto di più di una caratteristica estetica. Protegge la bevanda dal contatto diretto con l’aria e quindi dall’ossidazione. E’ inoltre un parametro di valutazione della sua qualità. Dalla quantità di schiuma presente nel nostro bicchiere si può infatti capire se la birra ci è stata servita alla giusta temperatura: se è scarsa è troppo fredda, se è troppo abbondante invece è troppo calda. Esistono comunque dei criteri codificati per valutare e classificare la schiuma di una birra: che può essere scarsa, evanescente, cremosa o compatta e può avere un colore che va dal bianco fino al marrone. La grana può essere più o meno grossa e più o meno aderente alle pareti del bicchiere, dove una buona schiuma forma archetti definiti in gergo &#8220;merletti di Bruxelles&#8221;.</p>
<p>È importante anche sapere che, a differenza di quanto accade con spumanti e champagne, dove il “perlage” è un pregio, la birra non dovrebbe mostrare, nell&#8217;esplosione di effervescenza che sviluppa quando la si versa, bollicine in movimento verso l&#8217;alto.</p>
<h3>Il profumo e l’aroma</h3>
<p>L’aroma, o profumo della birra, è una caratteristica fondamentale della bevanda e deriva sia dalle materie prime utilizzate, sia dal processo di fermentazione e maturazione della bevanda. Ogni birra ha quindi un suo bouquet di profumi che possono essere intenso o tenue, penetrante, persistente o sfuggente, morbido, fragrante, fresco, dolce, fruttato o speziato. Lager e pils profumano di orzo, con l’aggiunta di note floreali e fruttate in cui prevalgono agrumi e mela verde. Le weizen sanno di lievito ma anche di banana. Le ale inglesi di mela cotogna, prugna, foglie di te, carruba e resina. Le doppelbock ricordano il cioccolato e la liquirizia, le trappiste sono decisamente speziate con note di cannella, vaniglia, noce moscata, coriandolo e bergamotto.</p>
<h3>Il gusto</h3>
<p>La gamma di sensazioni gustative regalate dalla birra è molto ampia, anche se il sapore prevalente è senza dubbio l’amaro più o meno intenso dovuto alla presenza del fiore di luppolo, pianta aromatica amaricante. Il gusto di una birra può essere definito amaro, abboccato, amabile o dolce e viene sottolineato dal retrogusto, che tende a risalire in bocca dopo aver deglutito un sorso di birra. Le birre più amare sono le pils seguite dalle bitter ale. Nelle bock l’abbondanza del malto stempera decisamente l’amaro facendo quasi prevalere il dolce, mentre nelle lager il gusto amaro è tenue per la bassa quantità di luppolo presente.</p>
<p>[fonte: <a href="www.birrainforma.it">www.birrainforma.it</a>]</p>
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		<title>Qual è il bicchiere giusto per ogni birra?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 10:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sulla Birra]]></category>
		<category><![CDATA[Altglass]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[boccale]]></category>
		<category><![CDATA[Boccale tedesco]]></category>
		<category><![CDATA[Calice a tulipano]]></category>
		<category><![CDATA[Colonna biconica]]></category>
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		<category><![CDATA[Stivale]]></category>
		<category><![CDATA[Weizenbecker]]></category>

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		<description><![CDATA[Per apprezzare al meglio le qualità di una birra, un particolare da non trascurare è il bicchiere con cui ci si accinge a berla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per apprezzare al meglio le qualità di una birra, un particolare da non trascurare è il bicchiere con cui ci si accinge a berla.<br />
Ogni stile di birra, infatti, ha un bicchiere che ne esalta al meglio le caratteristiche organolettiche.<br />
Di seguito proponiamo un elenco dei bicchieri da birra esistenti, indicando anche con quale tipo di birra vanno usati.</p>
<p><strong>Altglass</strong><br />
Bicchiere cilindrico e sottile, per offrire il giusto spazio alla schiuma della birra e dare al consumatore un immediata sensazione di freschezza al tatto.</p>
<p><strong>Balloon</strong><br />
Adatto per birre corpose, da meditazione, con la sua forma a chiudere che favorisce in superficie lo scambio termico con l’esterno.</p>
<p><strong>Boccale</strong><br />
Bicchiere dal vetro molto spesso per conservare la temperatura di servizio. E’ consigliato con le ales.</p>
<p><strong>Boccale tedesco (Masskrug)</strong><br />
Tipico della Germania meridionale, può essere di vetro, ceramica o terracotta, adatto per le marzen.</p>
<p><strong>Calice a tulipano</strong><br />
Bicchiere dalla bocca svasata per favorire la percezione del profumo della birra. Ideale per le birre aromatiche.</p>
<p><strong>Colonna biconica</strong><br />
Bicchiere dalla forma allargata e dalla bocca chiusa, adatto per pils belghe.</p>
<p><strong>Colonna conica</strong><br />
Al contrario della colonna biconica ha un imboccatura larga, consigliato con le birre danesi.</p>
<p><strong>Flute</strong><br />
Bicchiere adatto alle birre che producono una schiuma importante, si addice alle pils.</p>
<p><strong>Pinta</strong><br />
Bicchiere a forma di cono rovesciato molto usato nei pub italiani, valorizza la cream delle stout.</p>
<p><strong>Stivale</strong><br />
Bicchiere dalla forma bizzarra, usato prevalentemente in Germania e adatto a qualunque tipo di birra .</p>
<p><strong>Weizenbecker</strong><br />
Svasato alla sommità per contenere la schiuma delle weissbier e delle weizen.</p>
<p>(fonte: <a href="www.birrainforma.it" target="_blank">www.birrainforma.it</a>)</p>
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		<title>La birra fa bene alla salute?</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 12:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sulla Birra]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche la birra, i cui componenti nutrizionali sono spesso poco conosciuti, può quindi avere un suo ruolo interessante e positivo, ma solo a patto di inserirla in modo moderato e consapevole nella nostra alimentazione quotidiana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nessun alimento può avere da solo un effetto diretto sulla salute, che è sempre il risultato di una condotta alimentare complessivamente equilibrata e vario e di un più generale stile di vita corretto. Tuttavia ogni alimento e bevanda che ingeriamo può contribuire con la sua peculiarità ad influenzare positivamente o negativamente il nostro stato di benessere. Anche la birra, i cui componenti nutrizionali sono spesso poco conosciuti, può quindi avere un suo ruolo interessante e positivo, ma solo a patto di inserirla in modo moderato e consapevole nella nostra alimentazione quotidiana.</p>
<p><strong>Birra e cuore</strong><br />
Numerosi sono gli studi che hanno evidenziato come il consumo moderato di alcol  sia associato ad un minore rischio di infarto del miocardio. Un’analisi scientifica (metanalisi) di tutti i dati esistenti, effettuata nel Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Barcellona, ha portato alla conclusione che, le bevande fermentate come birra e vino, che oltre all’alcol contengono anche componenti minori come i polifenoli, sembrano in grado di assicurare una migliora protezione nei confronti delle malattie cardiovascolari rispetto agli altri alcolici.</p>
<p><strong>Birra e tumori</strong><br />
Il consumo di bevande ad alta concentrazione alcolica è stato spesso associato ad un aumento del rischio di alcuni tumori delle prime vie dell’apparato digerente. Recenti dati pubblicati su autorevoli riviste scientifiche internazionali di epidemiologia e oncologia, sembrano evidenziare invece una non correlazione tra consumo di birra e tumori dello stomaco, dell’intestino e del pancreas. Una ricerca dell’Istituto dei Tumori di Genova ha evidenziato inoltre che lo xantumolo, polifenolo contenuto nel luppolo, ingrediente caratteristico della birra, è capace di frenare l’angiogenesi, cioè la proliferazione dei vasi sanguigni che alimentano la crescita dei tumori. Lo xantumolo sarebbe 100 volte più potente dei polifenoli contenuti nel tè verde e nel vino rosso.</p>
<p><strong>Birra e densità delle ossa</strong><br />
Sembra che l’assunzione di alcol possa avere una relazione con la densità minerale ossea, attualmente il più efficace indicatore sulla salute delle nostre ossa. Il Centro di Ricerche sulla Nutrizione Umana di Cambridge ha analizzato in tal senso il silicio, un nutriente importante per la salute ossea, presente in grandi concentrazioni nella birra. Il Centro scientifico inglese ha avviato una serie di studi su volontari i cui risultati sono molto attesi.</p>
<p><strong>Birra e sindrome metabolica</strong><br />
L’assunzione di bevande moderatamente alcoliche, come il vino e la birra, sembra associato in modo inversamente proporzionale, sia negli uomini che nelle donne, all’insorgenza della Sindrome Metabolica, una alterazione patologica del metabolismo che accompagna il diffondersi dell’obesità in tutto il mondo. Secondo il Dipartimento di Alimentazione Umana dell’Università di Copenaghen, i benefici si avrebbero solo in presenza di moderate assunzioni di alcol, mentre, aumentando via via le dosi, il rischio di sindrome metabolica e il grasso addominale riprenderebbero ad aumentare.</p>
<p><strong>Birra e diabete di tipo II</strong><br />
Bere alcolici in misura moderata, indipendentemente dal tipo di bevanda, potrebbe proteggere dal diabete di tipo II. Lo ha evidenziato un importante studio prospettico (EPIC), durato 6 anni e condotto in Europa su 16,330 donne di età compresa tra 49 e 70 anni non diabetiche. All’inizio dello studio le volontarie sono state sottoposte a questionario e prelievi ematici. Rispetto alle donne astemie e alle forti bevitrici, coloro che bevevano alcolici in misura moderata presentavano un minor rischio relativo di ammalarsi di diabete.</p>
<p><strong>Birra e gotta</strong><br />
L’ingerire grandi quantità di bevande alcoliche, insieme all’eccessivo consumo di carne e pesce, è stato sempre messo in relazione con la gotta, malattia delle articolazioni che colpisce l’1-2% della popolazione adulta maschile nel mondo occidentale. Tanto è vero che, a chi è colpito da gotta, viene prescritta una dieta rigorosamente senza alcol. Alcuni recenti studi hanno però messo in luce che, un consumo moderato di bevande alcoliche, insieme ad una dieta ricca frutta e verdura e povera di grassi, potrebbe addirittura svolgere un effetto protettivo in presenza di questa malattia.</p>
<p><strong>Birra e sistema immunitario</strong><br />
L’Unità di Immunonutrizione del Dipartimento di Metabolismo e Nutrizione di Madrid fa sapere che, mentre l’abuso di alcol induce, come è noto, un abbassamento delle difese immunitarie (immunosoppressione) con un aumento della frequenza e della gravità delle infezioni, un consumo moderato di alcol, invece, può portare benefici al nostro sistema immunitario. In particolare sembra che le bevande fermentate, quale ad esempio la birra, ingerite in piccole dosi, possano avere un effetto immunomodulatore sulla componente infiammatoria che caratterizza le prime fasi della malattia cardiovascolare.</p>
<p>[fonte: <a href="http://www.birrainforma.it" target="_blank">www.birrainforma.it</a>]</p>
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